Autore: Barbara Piergentili

“Sanremo 2026” – Eddie Brock “Avvoltoi” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Eddie Brock “Avvoltoi” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Eddie Brock “Avvoltoi” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il cantautore Eddie Brock, nome d’arte di Edoardo Iaschi, arriva per la prima volta sul palco del Festival di Sanremo 2026 con Avvoltoi, un brano intenso e narrativo che esplora le fragilità emotive e le relazioni complicate con un linguaggio diretto e senza filtri. Il pezzo, caratterizzato da un’energia rock-pop con momenti urlati e un assolo di chitarra deciso, racconta l’esperienza di osservare una persona amata scegliere sempre strade dolorose e relazioni tossiche, paragonando chi ferisce a “avvoltoi” in agguato. Eddie Brock, artista romano classe 1997, ha costruito la sua carriera passando dai club live alle playlist digitali e ai trend social, fino a conquistare un posto tra i Big dell’Ariston con un brano che combina introspezione, forza emotiva e sincerità narrativa.

Ci ho provato lo sai
Ma non riesco a non pensare a un noi
Tanto so già che cosa dirai
Rovineremmo tutto
La nostra amicizia
Vale più di così
E fingendo
Che nessuno dei due lo sapesse
A far finta che non ci sia niente
Mi mordo la lingua fino a sanguinare
Ripetendoti che
Ma se lo sai
Che scegli sempre quello che ti farà male
E resti sola dentro un letto da rifare
Perché è più facile per te farti spogliare
Che spogliarti il cuore
Le parole si annodano in gola
E ti asciugo il mascara che cola
Per quell’uomo che non vale niente
E ci caschi ancora e ancora
Sei tu
Che non impari mai
E ci vai a letto
E poi torni da me a piangere sul petto
Bella come sei
Non potrai fidarti mai
Ma se lo sai
Che scegli sempre quello che ti farà male
E resti sola dentro un letto da rifare
Perché è più facile per te farti spogliare
Spogliare
Spogliare
È inutile che perdi il tempo
Consumandoti quegli occhi
Così belli
Piangendo per quel bastardo
Dicono sempre di esser degli eroi
Ma ti girano intorno come avvoltoi
Na na na na na na
Na na na na na na
Ma se lo sai
Che scegli sempre quello che ti farà male
E resti sola dentro un letto da rifare
Per la paura che ti fa sempre scappare
Da tutto questo amore

“SANREMO 2026” – EDDIE BROCK “AVVOLTOI” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Elettra Lamborghini “Voila” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Elettra Lamborghini “Voila” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Elettra Lamborghini “Voila” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

La popstar e showgirl Elettra Lamborghini torna sul palco del Festival di Sanremo 2026 con Voilà, un brano pop-dance spumeggiante che incarna la sua personalità eccentrica, ironica e tutta da ballare. In questo pezzo in gara all’Ariston, Elettra celebra la leggerezza, il divertimento e la voglia di stare bene, trasformando la musica in una festa di ritmo e immagini vivaci. Voilà è costruito su sonorità pop contagiose, con riferimenti all’immaginario internazionale e alla tradizione pop italiana, come l’evocativo omaggio a Raffaella Carrà presente nel testo. Il mood spazia tra momenti di ironia, contrasti emotivi e voglia di lasciarsi andare, facendo del brano uno dei più ballabili e coinvolgenti dell’edizione

Elettra, Elettra Lamborghini
Ma che notte
Che casino
Tipo cocktail
Un po’ di me un po’ di te
Nessun dorma
Fai il cretino
Io l’offesa e poi damblé
Litigare anche di sabato sera
Ballando con le stelle e noi con gli occhi amarena
Tu mi prendi la mano,
Voglio, sì, ma non mi va, va
Mamma mia che rabbia
La porta che fa bam bam
Solita bagarre
E poi ci sale sale su
Quest’aria di mare
Un po’ ti odio un po’ I love you
Ma che c’è di male
Sai già cosa fare
Dai comincia tu
E allora viva viva viva la Carrà
Ballare e poi finire giù per terra
Viva l’amore amore amore che si fa
Al buio e la televisione accesa
Fino all’alba
Come due gatti dietro a qualche bar
Su una cabrio senza targa
Noi due sotto un cielo a pois
Così chic
Così hard
Vieni qui
Voilà, voilà, voilà, voilà
Mi hanno detto
E mi piace
Che in un letto
Poi si fa la pace
(Tu lo sai, tu lo sai) che i baci
Sono come le ciliegie
Non hai fame
Sì però, sì però ti viene
E poi si cade cade giù
Come quando piove
Un po’ ti odio un po’ I love you
Non ci vuol un Nobel
Sai già cosa fare
Dai comincia tu
E allora viva viva viva la Carrà
Ballare e poi finire giù per terra
Viva l’amore amore amore che si fa
Al buio e la televisione accesa
Fino all’alba
Come due gatti dietro a qualche bar
Su una cabrio senza targa
Noi due sotto un cielo a pois
Così chic
Così hard
Vieni qui
Voilà, voilà, voilà
Altro che chiacchiere
Spegni tutto in questa notte di paillettes
Eccomi qua
E allora viva viva viva la Carrà
Ballare e poi finire giù per terra
Fino all’alba
Come due gatti dietro a qualche bar
Su una cabrio senza targa
Noi due sotto un cielo a pois
Così chic
Così hard
Vieni qui
Voilà, voilà, voilà, voilà

“SANREMO 2026” – ELETTRA LAMBORGHINI “VOILA” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Ermal Meta “Stella stellina” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Ermal Meta “Stella stellina” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Ermal Meta “Stella stellina” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il cantautore Ermal Meta torna per la sesta volta sul palco dell’Ariston alla 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Stella stellina, un brano che ribalta la classica ninna nanna italiana in una canzone di resistenza, speranza e dolore profondo. Il titolo richiama subito l’immagine della filastrocca conosciuta da tutti, ma qui quella stessa melodia diventa un monito emotivo che parla di assenza e di perdita, trasformando il linguaggio infantile in un potente simbolo di riflessione sulla fragilità umana.

Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Ho trovato la tua bambola
Mi è sembrato di vederti ancora
Eri così piccola
La stringevi fino a sera
È passata già un’eternità
O solamente un’ora
Da quando nel cielo una nuvola
Risale dalla tua casa
Dalla mia casa
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Ho cercato di strapparmi il cuore
Perché senza non si muore
Ma ho avuto paura nel mentre
Di non sentire più niente
Ho pensato anche di scappare
Da una terra che non ci vuole
Ma non so dove andare
Tra muri e mare non posso restare
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Fiori in un cortile con le pietre intorno
Come le farfalle hai vissuto un giorno
Figlia di nessuno, melodia di un canto
Quello della gente che ti ha amato tanto
Oh, mia bambina, la notte è nera nera
La rabbia e la preghiera non basteranno più
Dalla collina verrà una primavera
Nel vento della sera ci sarai pure tu
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina verrà una primavera
Nel vento della sera ci sarai pure tu
Non ti ho dimenticato
Aspetto il tuo ritorno
Come le farfalle
Hai vissuto solo un giorno

“SANREMO 2026” – ERMAL META “STELLA STELLINA” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Enrico Nigiotti “Ogni volta che non so volare” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Enrico Nigiotti “Ogni volta che non so volare” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Enrico Nigiotti “Ogni volta che non so volare” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il cantautore Enrico Nigiotti ritorna sul palco dell’Ariston per la 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Ogni volta che non so volare, una canzone profonda e intimista che fonde riflessione personale e sentimento universale. Il brano – presentato come un vero flusso di coscienza – si concentra su fragilità, tempo che scorre, ricordi e relazioni autentiche: un invito ad accettare i momenti in cui ci si sente persi, perché sono proprio quelli a insegnarci a risalire e volare, anche con le proprie imperfezioni.

Tardi
Che non è più solo notte
Ma anche un po’ mattina
Tardi che non mi addormento
Chiudo gli occhi appena
Tardi che la dovrei smettere di parlare col soffitto
Di cascare tra i ricordi per rimanerci dentro
Il tempo vola maledetto
Veloce come un pizzicotto
Ecco la prima volta che ho fatto l’amore avevo 15 anni
Sopra un vecchio materasso tenevamo chiusi gli occhi
Così dolce e preoccupato
Così sempre attento
Forse adesso che ho imparato non è più lo stesso
Il tempo vola l’ho già detto
Anche in un orologio rotto
E mentre fuori scoppia un altro inferno
Da qualche parte adesso è già domani
Qualcuno è pronto e qualcun altro è perso
Prima di
Volare
Specchio forse i sogni non finiscono dove comincia la realtà
E c’è bisogno di dolore per un po’ di felicità
Lo pensiamo sempre tutti che sia meglio qualcun altro
E non vediamo dietro al vecchio i capelli da ragazzo
Il tempo corre quanto è stronzo
Sorpassa e poi ti ruba il posto
E mentre fuori brucia un altro inferno
Pochi minuti e poi sarà domani
Qualcuno è pronto e qualcun altro è perso
Prima di volare
I mostri che c’ho dentro
Che mi fanno cadere
Questa mania che devi andare solo bene
A chi mi salva ogni volta che tocco il fondo
A chi comunque vada mi rimane accanto
E se questa vita è un viaggio
Meno male siete qui
Ogni volta che non so
Volare
Ogni volta che non so
Volare
Ogni volta che non so
Volare

“SANREMO 2026” – ENRICO NIGIOTTI “OGNI VOLTA CHE NON SO VOLARE” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Fedez & Marco Masini “Male necessario” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Fedez & Marco Masini “Male necessario” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Fedez & Marco Masini “Male necessario” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

La coppia più inaspettata ma anche affiatata di Sanremo 2026 vede protagonisti il rapper Fedez e il cantautore veterano Marco Masini con Male necessario, un brano intenso e profondo che esplora dolore, vulnerabilità e crescita personale. La canzone invita l’ascoltatore a guardare in faccia le difficoltà come parte inevitabile della vita — il “male” che non si può evitare e che anzi aiuta a diventare più forti, più consapevoli e più autentici. Frutto di una collaborazione nata sul palco dell’Ariston (dove i due duettarono nella serata delle cover nel 2025), Male necessario affronta tematiche di autoanalisi, critiche pubbliche e accettazione del proprio passato, alternando la cifra rap di Fedez alla sensibilità cantautorale di Masini. Il testo tocca anche il rapporto con gli altri e con se stessi, rendendo il pezzo uno dei più riflessivi e narrativamente ricchi della 76ª edizione del Festival.

So che in fondo non c’è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so
I miei problemi ormai
Saranno la parte di te
Quella più vulnerabile e spietata
Lo sai
Non ho più spazio per dipingermi d’inchiostro
Lo ammetto però
Per altre cicatrici trovo sempre un posto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall’arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Dovrei separare l’ego dall’io
Ma non siamo fatti per essere fragili
Ogni padre inizia come fosse un Dio
Ma poi finisce che diventa un alibi
La gente pudica giudica
Che brutta gente che frequenta Fedez
Ma ci si dimentica sempre che Giuda
Se la faceva con gente per bene
E so che farà male
E vorrai cominciare
A bere poi fumare
Forse per distrazione
Se è vero che siamo solo di passaggio
Il vero obiettivo non può essere la meta
Ma imparare a godersi il viaggio
Quando crescerai
E non mi chiederai nemmeno più il permesso
Si impara vedrai
Che i mostri non stanno soltanto sotto al letto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall’arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Ci ho messo una vita per sentirmi vivo
Seguendo la linea sottile di un filo
Succederà ciò che deve succedere
Anche nel buio si impara a vedere
In fondo a tutto il male necessario
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall’arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
E ringrazierò il passato
E chi mi ha condannato
E tutto questo male necessario
So che in fondo non c’è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so

“SANREMO 2026” – FEDEZ & MARCO MASINI “MALE NECESSARIO” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Francesco Renga “Il meglio di me” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Francesco Renga “Il meglio di me” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Francesco Renga “Il meglio di me” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il cantautore Francesco Renga torna sul palco dell’Ariston per la 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Il meglio di me, una ballata intensa e profonda che parla di fragilità, consapevolezza e crescita personale. Il brano esplora il bisogno di affrontare le proprie paure e debolezze per imparare a convivere con esse, trasformando il dolore in forza e autenticità: un invito a dare il meglio di sé nonostante gli errori e i momenti bui della vita.

Sai sono ritornato
Là dove le paure nascono
Non scapperò come ho sempre fatto
Ma se lo vorrai
Ti lascerò la mano
Che ancora non so camminare
In mezzo alle piccole cose
Con i pugni chiusi in tasca
Ed un muro nella testa
Non è stato facile
Ma a volte
Capita
Che sorride anche una lacrima
Perdona il peggio di me, il peggio di me, il peggio di me
Lascialo in macchina
Fra tutti i miei
Dettagli sei
Tu il meglio di me, il meglio di me, il meglio di me
Eccomi, eccoti
Il meglio di me
Ridere, cambiare
Imparare dagli sbagli
Guarire, vedere
Il tempo sulle mani
Non puoi spostare le strade
Ma in mezzo a una frase
Trovo la direzione
E ancora non so perdonare
Il tempo che cambia le cose
Ed i segni sulla faccia
Di una vita che ti spacca
Non è stato facile
Ma a volte
Capita
Che sorride anche una lacrima
Perdona il peggio di me, il peggio di me, il peggio di me
Lascialo in macchina
Fra tutti i miei
Dettagli sei
Tu il meglio di me, il meglio di me, il meglio di me
Eccomi, eccoti
Se tu fossi qui stasera
Con tutto quel coraggio che non ho
Le parole bruceranno in gola
Non ancora
Ancora no
Fra tutti i miei
Dettagli sei
Tu il meglio di me, il meglio di me, il meglio di me
Eccomi, eccoti
Il meglio di me

“SANREMO 2026” – FRANCESCO RENGA “IL MEGLIO DI ME” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Fulminacci “Stupida sfortuna” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Fulminacci “Stupida sfortuna” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Fulminacci “Stupida sfortuna” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il cantautore romano Fulminacci torna sul palco dell’Ariston alla 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Stupida sfortuna, un brano che mescola sonorità d’autore con un tocco anni ’80 e una profondità emotiva tipica della sua poetica. Nel testo, Fulminacci racconta con immagini nitide e quotidiane la sensazione di cercare una persona amata ovunque — dentro una foto, sotto l’acqua, nella folla — mentre affronta la frustrazione e la riflessione personale, quasi come in una passeggiata notturna tra ricordi e ostacoli.

Ti troverò dentro a una foto
Sotto l’acqua mentre nuoto
Nella sabbia e nel cemento
Dentro un cinema all’aperto
Come un’allucinazione
In mezzo a tutte le persone
Che vanno chissà dove
E passeranno
Classifiche e Sanremi
Taxi treni aerei
E se mi stai ancora cercando
Sono dove stavo ieri
Ho solo più pensieri
Un po’ meno fiducia
E qualche buona scusa
Ma pensa un po’
Stupida stupida stupida sfortuna
Tu come stai
Gelida gelida gelida paura
Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada
Continuo a perdere le chiavi di casa
Ma pensa un po’
Vado di corsa e resto indietro
E soffia il vento della metro
Tra le piastrelle colorate
E le rovine sotto a un vetro
C’è un manifesto col tuo nome
In mezzo a un fiume di persone
Che vanno chissà dove
E passeranno
Semafori e cantieri
Pianeti e buchi neri
E dai facciamo i seri
Ma pensa un po’
Stupida stupida stupida sfortuna
Tu come stai
Gelida gelida gelida paura
Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada
Continuo a perdere le chiavi di casa
E adesso il tempo è solo un mucchio di secondi
Di primavere e poi di nuovo rami spogli
Ma spero di essere il migliore dei tuoi sbagli
Ci credi o no?
Stupida stupida stupida sfortuna
Gelida gelida gelida paura
Dopo di te non l’ho più detto a nessuna
Vorrei raggiungerti ma qui c’è troppa notte e poca luna e lo sai
Stupida stupida stupida sfortuna
Che ci penso anche se non ci penso
Gelida gelida gelida paura
Ogni volta che non mi addormento
L’infinito a me mi fa spavento
Come il cielo come il mare aperto
Stupida sfortuna starò più attento

“SANREMO 2026” – FULMINACCI “STUPIDA SFORTUNA” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – J-Ax “Italia starter pack” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – J-Ax “Italia starter pack” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – J-Ax “Italia starter pack” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il rapper J-Ax (all’anagrafe Alessandro Aleotti) torna sul palco dell’Ariston per la 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Italia Starter Pack, un brano ironico e irriverente che mette sotto la lente contraddizioni, abitudini e luoghi comuni dell’italiano medio, trasformando il celebre concetto di “starter pack” dei meme in una sorta di catalogo simbolico dell’identità nazionale. Nel testo — che spazia da cori da stadio e gesti quotidiani alle piccole scorrettezze sociali — J-Ax mescola country-pop e satira sociale, tratteggiando un’immagine spietata ma affettuosa del Paese, con uno sguardo che è insieme cinico e divertito. Il ritornello volutamente semplice e quasi scherzoso funge da specchio pop per riflettere le abitudini, i vizi e le contraddizioni del Belpaese.

Dice sempre il vecchio del quartiere
Con molti più anni dei denti che ha
Sto paese lo capisci da un cantiere
Cinque dicono che fare, uno solo che lo fa
Meglio essere fuori che finire dentro
Tutti hanno qualcosa da nascondere
Santi in paradiso non ce n’è al momento
Più che avere fede è meglio un complice
Condividi la password
Che facciamo a metà il Wi-Fi
Canta un coro da stadio
Così sanno chi sei dovunque vai
Serve una brutta canzone che fa
Pappapparappa
Mollare tutto a metà
Qui per campare serve un po’ di culo sempre
È vietato ma fa niente
Ti passo la canna del gas
Italia Starter Pack
Dice l’uomo che mi fa la benza
Che chi guida non deve avere pietà
Sto paese è come con la precedenza
È solo di chi se la prende, non è mai di chi ce l’ha
E
Meno cose sai più sarai contento
Facciamoci una botta di felicità
Qui non si protesta per lo stipendio
Solo per la pizza con l’ananas
Per pagare c’è tempo
Tanto i debiti già ce li hai
Goditi sto momento
Che quando vai mica lo sai
Serve una brutta canzone che fa
Pappapparappa
Mollare tutto a metà
Qui per campare serve un po’ di culo sempre
È vietato ma fa niente
Ti passo la canna del gas
Italia Starter Pack
E ci dicono che siamo disonesti, furbetti
Tutti dei gran figli di mammà
Di leggi sbagliate e di caffè corretti
Ma abbiamo pure dei difetti
E in effetti
Serve una brutta canzone che fa
Pappapparappa
Mollare tutto a metà
Qui per campare serve un po’ di culo sempre
È vietato ma fa niente
Ti passo la canna del gas (del gas)
Italia Starter Pack

“SANREMO 2026” – J-AX “ITALIA STARTER PACK” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – LDA & Aka 7even “Poesie clandestine” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – LDA & Aka 7even “Poesie clandestine” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – LDA & Aka 7even “Poesie clandestine” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

La coppia di giovani artisti LDA (figlio di Gigi D’Alessio) e Aka 7even torna sul palco dell’Ariston per la 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Poesie clandestine, un brano pop-urban che racconta un amore viscerale e intenso, quasi nascosto ma carico di significato. Il testo parla di un legame che brucia come una passione profonda, sospeso tra desiderio e distanza, dove le “poesie clandestine” sono dediche sussurrate che restano nel cuore più che sulla bocca di tutti.

Se bastasse una sola canzone per vivere un attimo
Eternamente sarei condannato ad una folle bugia
È da questo dolore che nasce un amore catartico
Sembra fatto per noi
Ti ho dedicato poesie clandestine
Io che ti inseguo mentre te ne vai
Neanche le onde agitate stanotte sanno dove sei
E la frenesia che ti porta a svanire
Per evitare una notte di guai
Così avvolgente che rende reale l’effetto che fai
Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè
Tu verrai sempre prima di me
Prima di lei
Perché
Solo così ci sentiamo a casa
È una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l’aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D’amore si muore soltanto con te
Tu sei capace di farmi soffrire
Siamo in un limbo tra sogni e realtà
Ogni ferita dimostra soltanto quanto ti vorrei
Ma c’è chi giudica senza capire
Che non è giusto provare a metà
Un sentimento che basta da solo a parlare di noi
Piangeremo un mare, mare, mare
Negli occhi lacrime di sale
Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè
Tu verrai sempre prima di me
Prima di lei
Perché
Solo così ci sentiamo a casa
È una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l’aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D’amore si muore soltanto con te
Cosa c’è tra la vita e la morte
Se non un paradiso di colpe
Siamo anime in preda alla sorte
In fondo sai
Che nel bene o nel male sarai
La mia cura alla malinconia
Che mi prende e mi porta da te
Che mi prende e mi porta da te
Che mi prende e mi porta da te
Tu verrai sempre prima di me
Prima di lei
Perché
Solo così ci sentiamo a casa
È una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l’aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D’amore si muore soltanto con te

“SANREMO 2026” – LDA & AKA 7EVEN “POESIE CLANDESTINE” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Leo Gassmann “Naturale” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Leo Gassmann “Naturale” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Leo Gassmann “Naturale” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il cantautore romano Leo Gassmann torna sul palco dell’Ariston per la 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Naturale, un brano che esplora l’autenticità dei sentimenti e la bellezza di vivere le relazioni senza filtri né maschere. Nel testo, l’artista racconta una storia d’amore intensa e complessa — fatta di incontri, addii e possibili “arrivederci” — suggerendo che fare pace con le difficoltà e accettare ciò che è vero è, alla fine, proprio più naturale. Con una scrittura emotiva e immagini quotidiane — dalle estati in motorino alle guance pallide che non arrossiscono — Naturale racconta un amore che non si spegne del tutto, ma si trasforma in speranza e desiderio di ritrovarsi, mettendo al centro la vulnerabilità e la sincerità delle emozioni.

Stella che non piange mai
Nemmeno quando è sola
Mi scivolava tra le mani
Come dalla bocca una parola
Non so fare le valigie
E lei vuole partire
Io che sognavo strade aperte tra le gallerie
Volevo una casa francese sulle Tuileries
Ma lei odiava i quadri e le piramidi
E noi
Ci siamo trovati, lasciati poi ritrovati con altri
Riempiti di baci che mi sembravano schiaffi
E non ne vale la pena, ma non vale, ma non vale…
Ma non vale se ora mi guardi
Con quegli occhi lucidi e mi macchi
La felpa con il nero dell’eyeliner
Tu che sei più bella al naturale
Se ci rivedremo tra vent’anni
Avremo ancora voglia di spaccarci il cuore a metà
Ma la verità è che fare la pace alla fine è più naturale
Stella che non piange mai
O almeno non con me
Ma abbiam passato cinque estati
In motorino tra i semafori e i tram
Che Roma ad agosto sembra l’Antartide
Una cartolina senza immagine
E quanto amavo le sue guance pallide
Non arrossivano mai
E noi
Ci siamo trovati, lasciati, poi ritrovati con altri
Riempiti di baci che mi sembravano schiaffi
E non…
Ma non vale se ora mi guardi
Con quegli occhi lucidi e mi macchi
La felpa con il nero dell’eyeliner
Tu che sei più bella al naturale
Se ci rivedremo tra vent’anni
Avremo ancora voglia di spaccarci il cuore a metà
Ma la verità è che fare la pace alla fine è più naturale
Stella adesso piange con le amiche e con sua madre
Con gli sconosciuti per strada e con il suo cane
Che ci siamo fatti così male, così male, così male
Così, senza volerlo
Ma non vale se ora mi guardi
Con quegli occhi lucidi e mi macchi
La felpa con il nero dell’eyeliner
Tu che sei più bella
Ma non vale se ora mi manchi, ma non vale se
Se ci ritroveremo tra vent’anni a fare l’amore che in fondo è più naturale

“SANREMO 2026” – LEO GASSMANN “NEUTRALE” GUARDA IL VIDEO QUI

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