Autore: Barbara Piergentili

“Sanremo 2026” – Samurai Jay “Ossessione” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Samurai Jay “Ossessione” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Samurai Jay “Ossessione” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il rapper Samurai Jay (Gennaro Amatore), classe 1998 originario di Mugnano di Napoli, debutta come solista sul palco dell’Ariston alla 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Ossessione, un brano che fonde ritmi latini, urban pop e contaminazioni reggaeton per raccontare la spinta viscerale che muove passioni e desideri, sia nell’amore sia nella musica stessa. Il pezzo esplora l’idea di ossessione non come qualcosa di distruttivo, ma come energia positiva che ti spinge avanti, che tiene svegli e motiva il cuore e la creatività.

Nulla è per sempre
Ma il profumo tuo sulla mia pelle
Non passa mai, no mai
Sicuramente
Stai dormendo nel letto di un altro pure stasera
Marò che pena
Siamo sempre alle solite
Una tirata tutto il weekend
Tu mi nascondi le storie
E mi racconti un’altra bugia vuoi la verità
Ora penso a me
In mezzo a questo disordine
Sarà strano ma ti sento addosso
Come un’ossessione stanotte ritorni qui
Al centro delle mie fantasie
Ti amo solo di venerdì
Bailando contigo asì
Per un’ora ti sento mia
Non è amore è una malattia
Questo maledetto feeling
Questo maledetto feeling
Andale andale
Scatta un paio di foto poi mandale
Fammi vedere cosa indossi stasera
Poi facciamo l’alta marea
Sotto la luna piena
Non sei mai stata sincera
Non può durare una vita intera
Una storia se fa solo male
Tra noi sarà solamente
Una noche de sexo
Andamento lento
Non posso fermare il tempo
Questo feeling maledetto
Io lo sento addosso
Come un’ossessione stanotte ritorni qui
Al centro delle mie fantasie
Ti amo solo di venerdì
Bailando contigo asì
Per un’ora ti sento mia
Non è amore è una malattia
Questo maledetto feeling
Questo maledetto feeling
Devo correre correre correre correre correre
Ahahah
Devo correre correre correre correre correre
Come un’ossessione stanotte ritorni qui
Al centro delle mie fantasie
Ti amo solo di venerdì
Bailando contigo asì
Per un’ora ti sento mia
Non è amore è una malattia
Questo maledetto feeling
Questo maledetto feeling
Questo maledetto feeling

“SANREMO 2026” – SAMURAI JAY “OSSESSIONE” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Sayf “Tu mi piaci tanto” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Sayf “Tu mi piaci tanto” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Sayf “Tu mi piaci tanto” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il rapper Sayf, giovane artista genovese emergente nell’urban italiano, debutta sul palco del Festival di Sanremo 2026 con Tu mi piaci tanto, un brano che va ben oltre la classica canzone d’amore. Nonostante il titolo possa suggerire una dedica sentimentale, il testo intreccia ritmo rap, elementi cantautorali e riferimenti alla realtà italiana contemporanea, trasformando una semplice dichiarazione in una riflessione amara e poetica sulla società, le contraddizioni del Paese e le esperienze collettive.

Tu, figlio di un muratore
L’Emilia che si allaga
E la Liguria pure
E intanto che si ride
E che si fa l’amore
Le tue tasse vanno spese
In un hotel a ore
Io,
Amando a modo mio
Ho sbagliato tante cose
E tante mode non le seguo
Io,
Amando a modo mio
Avrei voluto darti
Meno cuore, amore mio
E allora
Corri contro il tempo
Che il denaro non ti aspetta
E cosa vuoi che sia la fretta
Su una macchina che scheggia
E non mi vedrai alla finestra
A farti una serenata
Perché il mondo non si ferma
Ma non ho fiato più
Rallenta
Quando si spegne la luce
Tu, con chi rimani?
Ti senti a posto
Col tuo vino rosso
Il nome su un bossolo?
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Noi siamo tutti uguali
Al bar e a lavorare
Figli di nostra madre
Vogliamo solo amare
E in questa avidità
E in questo dimostrare
Tu mi piaci tanto
L’Italia per me è quella grande azione di Cannavaro
L’Italia è tristemente nota per qualche fatto ma minimizziamo
Il cielo è azzurro, e il pomeriggio
Se ci armate, noi non partiamo
E come ha detto un imprenditore
“L’Italia è il paese che amo”
Amore, amore mio
Che paura di venir capito
In questa fase di tirocinio
Tenco è morto qui vicino
Non temere, amore mio
Farò meglio per nostro figlio
Schiaccerò quelli degli altri
Così giocherà da solo
Quando si spegne la luce
Tu, con chi rimani?
Ti senti a posto
Col tuo vino rosso
Il nome su un bossolo?
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Noi siamo tutti uguali
Al bar e a lavorare
Figli di nostra madre
Vogliamo solo amare
E in questa avidità
E in questo dimostrare
Tu mi piaci tanto
Ho fatto una canzonetta
È un fiore su una camionetta
E le botte delle piazze
Le dimentichiamo
Ho fatto una canzonetta
Spero che non vi spaventi
Che possiamo ripartire
Tutti a mano, a mano
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Noi siamo tutti uguali
Al bar e a lavorare
Figli di nostra madre
Vogliamo solo amare
E in questa avidità
E in questo dimostrare
Tu mi piaci tanto

“SANREMO 2026” – SAYF “TU MI PIACI TANTO” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Serena Brancale “Qui con me” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Serena Brancale “Qui con me” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Serena Brancale “Qui con me” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

La cantautrice Serena Brancale torna sul palco dell’Ariston nella 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Qui con me, una ballata intensa e profondamente personale che parla di amore, memoria e continuità oltre l’assenza. Nel brano – descritto come una sorta di lettera d’amore alla madre scomparsa – la voce di Brancale intreccia emozioni, ricordi e immagini poetiche per esprimere il desiderio di sentirla sempre qui con sé, nonostante il tempo e la distanza

C’è una canzone alla radio che suona
E che parla di noi.
Di quell’amore che resterà sempre, non passerà mai.
E quando ti penso lo sento arrivare quel brivido dentro che attraversa il cuore,
In questo silenzio sento la tua voce,
Calma, la rabbia, la sete, la fame e non cambierà
Quella complicità che da bambina cercavo nei tuoi occhi e che per sempre mi
Accompagnerà.
E se ti portassi via da quelle stelle
Per cancellare il tuo addio dalla mia pelle
Scalerei la terra e il cielo
Anche l’universo intero
Per averti ancora qui con me.
E ti parlo come se mi stessi accanto
Due gocce d’acqua non si perdono nel mare mai,
E poi guardami ma quanto ti assomiglio
Nelle mani, nell’amore che
Mettevi ogni volta nelle cose
Ed ogni giorno era sempre da festeggiare
Sono anch’io così
Noi così simili
Noi così simili
E se ti portassi via da quelle stelle
Per cancellare il tuo addio dalla mia pelle
Scalerei la terra e il cielo
Anche l’universo intero
Per averti ancora qui con me
E se ti portassi via da quelle stelle
Ti stringerei forte anch’io ora e per sempre
Scalerei la terra e il cielo
Anche l’universo intero
Per averti ancora qui con me
Quanta vita ruba il tempo
Oltre i limiti ti sento
So che sei ancora qui con me.
Con me, con m

“SANREMO 2026” – SERENA BRANCALE “QUI CON ME” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Tommaso Paradiso “I romantici” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Tommaso Paradiso “I romantici” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Tommaso Paradiso “I romantici” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il cantautore Tommaso Paradiso debutta come concorrente sul palco dell’Ariston alla 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con I romantici, una ballata sentimentale carica di immagini poetiche e quotidiane che riflette su amore, memoria e speranza. Nel testo Paradiso racconta con delicatezza e sincerità le emozioni legate alle relazioni — dall’affetto verso la compagna e la figlia ai piccoli gesti di vita quotidiana — mettendo al centro la figura dei “romantici”: persone che guardano il cielo, credono nei sogni e amano profondamente, anche nonostante le ferite del passato.

Mi sveglio sotto la pioggia che cade
Spero mia figlia sia uguale a sua madre
Bellissima che non so come fa
A stare con uno che di notte accende la televisione,
Sempre lo stesso film, la stessa scena
Col volume a cannone
No, non so come fa
E voglio dirti ti amo prima di decollare
Ti prego non girarti quando scendo le scale
Che sarebbe stupendo non rovinare tutto
Posso portarti più in alto, più in alto, più in alto
Come hai fatto tu
Spero che ti arriverà
Davvero una musica dolce
Per i tuoi giorni malinconici
Vorrei avere un pianoforte in tasca
Solo per ricordarmi di noi
Ho il cuore appeso sulla giacca
Ogni volta che parlo di noi
I romantici guardano il cielo
I romantici guardano un treno che se ne va
Io quando bevo ci credo alle fate
Io non farò come ha fatto mio padre
Gelido
Non so come si fa
Ti darò sempre un bacio prima di partire
Se fumo faccio la doccia prima di dormire
Che sarebbe stupendo non rovinare tutto
Posso portarti più in alto, più in alto, più in alto
Come hai fatto tu
Spero che ti arriverà
Davvero una musica dolce
Per i tuoi giorni malinconici
Vorrei avere un pianoforte in tasca
Solo per ricordarmi di noi
Ho il cuore appeso sulla giacca
Ogni volta che parlo di noi
I romantici guardano il cielo
I romantici guardano un treno
Che corre via nella speranza di rivedersi nel futuro
Dove giocavano ragazzi con la palla contro il muro
E adesso non c’è nessuno
Non c’è più nessuno
Ma i romantici guardano il cielo
E ci credono davvero
Spero che ti arriverà
Una musica dolce per i tuoi giorni malinconici
Vorrei avere un pianoforte in tasca
Solo per ricordarmi di noi
Ho il cuore appeso sulla giacca
Ogni volta che parlo di noi
I romantici guardano il cielo
I romantici guardano un treno
Che se ne va

“SANREMO 2026” – TOMMASO PARADISO “I ROMANTICI” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Tredici Pietro “Uomo che cade” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Tredici Pietro “Uomo che cade” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Tredici Pietro “Uomo che cade” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il rapper Tredici Pietro, figlio del celebre Gianni Morandi ma artista con una carriera ben definita nel rap-urban italiano, debutta sul palco dell’Ariston alla 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Uomo che cade, un brano che unisce rap e sonorità pop per esplorare la fragilità umana, le cadute inevitabili della vita e il coraggio di rialzarsi. La canzone parte dalla metafora della caduta — sia nel percorso personale che nelle relazioni amorose — per raccontare come gli errori e i momenti difficili siano parte integrante del percorso di ognuno di noi, spesso più significativi dei successi stessi.

L’imbarazzo che ci sarà tra noi due questa sera sarà bellissimo
Lo aspetto come l’ultima cena
Sarai bellissima ma è il minimo che aspetto da te
Sarà anche colpa del tuo aspetto
Ma di me non ho rispetto
E mi sporco
Sotto la pelle
Ho gli interni neri come una Mercedes
Tu ti sporchi
A restare con me e,
Chiusa in uno specchio,
C’è tutto il tuo riflesso e… e
Cambi forma
Alle parole
Come il fumo alle feste
Muovi tutto ciò che è attorno
Come un Dio della notte
Io per te potrei anche perdermi in un gioco di niente
Ma se ti farà male allora non pensare
Chiudimi la porta in faccia
Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa
Dimmi che hai troppe
Cose da dire
Cose da fare
Fogli bruciare
Per rimanere ferma a guardare
L’uomo che cade, l’uomo che cade
Se solo tu
Se solo sapessi che voglio soltanto che resti
Andassi via
Di questi palazzi non vedo che spenti riflessi
Dalla città (dalla città)
Che non riposa mai (che brucia ormai)
Forse sapresti chi sei
Tu sei la fine del film
La grande esplosione
La notte che conquista il giorno un nuovo colore
Sei la lama
Trafitta
E io il tuo polmone
Ma se ti farà male allora non pensare
Chiudimi la porta in faccia
Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa
Dimmi che hai troppe
Cose da dire
Cose da fare
Fogli bruciare
Per rimanere ferma a guardare
L’uomo che cade, l’uomo che cade
E faccio un’altra figuraccia
Come un bambino scivolato in una piazza
A volte siamo bravi a sparire
Per non rischiare
Di farci male
Se guardi su c’è un uomo che cade,
L’uomo che cade, un altro che cade
Se solo tu
Andassi via
Dalla città che fotte l’anima
Forse potresti sì forse puoi
Chiudermi la porta in faccia
Se rivedermi al Margine ti scioglie l’ansia
Dimmi che hai troppe cose da dire
Cose da fare
Fogli bruciare
Per rimanere ferma a guardare
L’uomo che cade, l’uomo che cade
E faccio un’altra figuraccia
Come un bambino scivolato in una piazza
A volte siamo bravi a sparire
Per non rischiare
Di farci male
Se guardi su c’è un uomo che cade,
L’uomo che cade, un altro che cade

“SANREMO 2026” – TREDICI PIETRO “UOMO CHE CADE” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Arisa “Magica favola” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Arisa “Magica favola” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Arisa “Magica favola” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Arisa torna sul palco del Festival di Sanremo 2026 con Magica favola, una ballad pop intensa e poetica che funge da sorta di autobiografia in musica. Nel brano la cantante ripercorre le tappe della vita – dall’infanzia ai sogni d’amore, passando per passioni, ferite e desiderio di pace interiore – trasformando ricordi ed emozioni in immagini evocative e fiabesche. Il testo è scritto dalla stessa Arisa insieme a Giuseppe Anastasi, Galeffi, Mamakass e altri autori, e riflette una visione matura dell’amore e della crescita personale, con un messaggio che invita a ritrovare la meraviglia e la magia anche nelle difficoltà quotidiane.

A dieci anni insieme alle mie bambole giocavo con l’amore
A quattordici anni il primo bacio nelle mani avevo un fiore
Con l’adolescenza io ho capito che cos’era la passione
Che non c’entra con il cuore, si confonde col dolore
Se finisse il mondo in questo istante fumerei una sigaretta
Metterei un vestito eccezionale sembrerei una principessa
Chiamerei mio padre solamente per ridirgli che mi manca
Forse sono solo stanca
Fuori già si è fatta l’alba
C’era una volta l’oceano
Io navigavo con te
C’era la luna nel cielo
Una notte che non ho paura nemmeno di me
A trent’anni tutti mi dicevano che bella la tua voce
A quaranta voglio solamente ritrovare un po’ di pace
Che mi piacerebbe ritornare tra le braccia di mia madre
Mentre un’altra stella cade
Nel romantico disordine
C’era una volta l’oceano
Io navigavo con te
C’era la luna nel cielo
Una notte che non ho paura nemmeno di me
C’era una volta il mistero
Ti innamoravi di me
Non c’era il bianco né il nero
Ma l’arcobaleno più bello che c’è
Io mi perdo tra le onde
Con il sole che piano si accende
E il passato diventa presente
La bambina ritorna innocente
Chiudi gli occhi amore
O ti presto gli occhiali da sole
Che per oggi la vita è una piccola magica favola
C’era una volta l’oceano
Io navigavo con te
Non c’è più bianco né nero
Ma l’arcobaleno più grande che c’è
C’è l’arcobaleno qui dentro di me

“SANREMO 2026” – ARISA “MAGICA FAVOLA” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Bambole di Pezza “Resta con me” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Bambole di Pezza “Resta con me” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Bambole di Pezza “Resta con me” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Le Bambole di Pezza, band rock/pop-punk italiana nata a Milano e composta da voci femminili, sbarcano per la prima volta al Festival di Sanremo 2026 con “Resta con me”, un brano potente che fonde energia rock e messaggi profondi. Il brano non è la solita canzone d’amore: è un vero e proprio inno alla resilienza e all’unione in tempi difficili, una richiesta intensa di presenza e vicinanza quando il mondo sembra diviso e ostile. La band, fedele alle proprie radici punk ma capace di sfumature melodiche, porta all’Ariston un messaggio che parla di supporto reciproco, solidarietà e forza condivisa nelle difficoltà – un invito a restare uniti, insieme, anche quando sarebbe più semplice lasciarsi andare

Volevo dirti in queste notti, ti penso ancora
Che la mia vita da quel giorno, è un’altra storia
E a volte per cambiare tutto basta una parola
Per diventare ciò che sono ho camminato sola
Sono una donna che non guarda in faccia niente
Mi hanno guardata male ma è il giudizio della gente
Quando ti senti stanca dalle delusioni
E l’unica certezza sono le canzoni
E il giorno che non torna di un inverno con l’amore che non è più qui
Ovunque sia l’errore nel miracolo di crescere così
Con il cuore in gola senza lacrime e paura
Con le braccia aperte per gridare
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me
Ho fatto sogni senza mai, chiudere gli occhi
Vissuto vite che non sai, se immaginarti
Ho visto uomini per bene, andare in pezzi
E ho visto uomini di strada, tornare onesti
E pezzi di giornali sparsi, nella mia testa
Una ragazza una chitarra, e una tempesta
Questi non sanno cosa provo dentro
Come una foglia sempre stata al vento
E il giorno che non torna di un inverno con l’amore che non è più qui
Ovunque sia l’errore nel miracolo di crescere così
Con il cuore in gola senza lacrime e paura
Con le braccia aperte per gridare
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me
E allora dimmi
Se conosci un modo
Per dimenticare i guai
Per noi che siamo stati
Sempre appesi a un filo
Aspettami nell’alba di questo mattino
Ho superato anni come questi
E avrei voluto dirti
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me

“SANREMO 2026” – BAMBOLE DI PEZZA “RESTA CON ME” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Chiello “Ti penso sempre” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Chiello “Ti penso sempre” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Chiello “Ti penso sempre” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il cantautore italiano Chiello (all’anagrafe Rocco Modello), classe 1999, debutta da protagonista sul palco del Festival di Sanremo 2026 con Ti penso sempre, un brano che esplora con onestà brutale il dolore di una relazione finita e la difficoltà di staccarsi dai ricordi che ancora tormentano la mente. La canzone racconta un amore che non accenna a spegnersi nonostante la separazione, giocando sul paradosso del “disinnamorarsi”: il protagonista vorrebbe dimenticare, ma ogni pensiero sembra tornare prepotentemente. Chiello porta all’Ariston un testo intimo e sincero, con immagini forti e versi che parlano di letti ormai vuoti, bugie rivelate e schegge di ricordi difficili da rimuovere, il tutto con un linguaggio emotivo che ha già conquistato l’attenzione dei fan e della critica.

Mi piacerebbe dirti che
Non ho pensato a te
È che non riesco a svegliarmi
E sapere che oramai non ci sei
Poi questo fottuto letto
Che non mi sembra fatto per due
Avevi detto che ero l’unico
Ed io ci avevo quasi creduto
Ti penso sempre
Voglio disinnamorarmi
E non è rimasto niente
Solo una scheggia di noi due
Pensi sia stato uno sbaglio
Venire sotto casa tua
Non ho trovato il coraggio
Di dirti quello che ho fatto
Ma almeno non ti ho detto una bugia
Una bugia
A cosa serve il tuo odio
Se la colpa è solo tua
Ti penso sempre
Voglio disinnamorarmi
E non è rimasto niente
Solo una scheggia di noi due
Quindi amarsi a cosa serve?
Se finiamo per odiarci
Quanto tempo che si perde
A dirsi ti amo e dopo addio
Pensi sia stato uno sbaglio
Lasciami sciogliere nell’agonia
Non meritavo uno schiaffo
Mi hai messo in bocca un’altra tua bugia
Lasciami sciogliere nell’agonia
Nell’agonia
Se ti rivedo ti

“SANREMO 2026” – CHIELLO “TI PENSO SEMPRE” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Dargen D’Amico “Ai ai” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Dargen D’Amico “Ai ai” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Dargen D’Amico “Ai ai” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il cantautore e rapper milanese Dargen D’Amico torna sul palco del Festival di Sanremo 2026 con Ai ai, una canzone che unisce ironia, immagini surreali e riflessione profonda sull’impatto dell’intelligenza artificiale nella nostra vita quotidiana e nella musica contemporanea. Il titolo gioca sia sul verso esclamativo “ai ai” — evocativo di sorpresa e fastidio — sia sull’acronimo AI (Artificial Intelligence), simbolo di una tecnologia che interroga creatività, relazione umana e memoria personale. Dopo Dove si balla (2022) e Onda alta (2024), Ai ai segna la terza partecipazione sanremese di Dargen, confermando la sua cifra stilistica unica: testi intelligenti, linguaggio pop ironico e riferimenti culturali intrecciati con temi sociali ed esistenziali. Nel brano si alternano ritratti quotidiani, riferimenti italiani e riflessioni sulla tecnologia, facendo di Ai ai una delle proposte più originali e stimolanti dell’edizione.

Prima di entrare in casa
Stavo un’ora a cercare di toglier la sabbia
Autostrada Adriatica
Dalla costa si vede l’Africa e lei che si tuffa
Ti prego, guardala
Ha più curve di Gardaland
Quando mi ha detto che tornerà in Francia
Uffa
Ho avuto il mal di pancia
AI AI
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
– Bye Bye
Ma come – Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
AI AI
Il Bel Paese ha così buongusto
Che pure il meteo non è mai brutto
È uno stivale però da diva
Che si fa il bagno nell’olio d’oliva
Dice il Vangelo – Darai da bere
A chi è straniero ma ha le stesse vene
Prendi sul serio una bollicina
E via il pensiero via la pellicina
Ho letto sul giornale
Che certe cose non puoi ancora farle con l’AI
La pelle dà un effetto eccezionale
Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai?
AI AI
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
– Bye Bye
Ma come – Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
AI AI
Ho litigato con un dj
Suonava solo la hit parade
Sai, se metti le canzoni giuste
La festa vola come Nureyev
In Italia, troppa arte
Piedi più belli delle scarpe
Prendiamo un giorno di riposo
Dai, trova il modo, Carlos Raposo
Ho letto sul giornale
Che certe cose non puoi ancora farle con l’AI
La pelle dà un effetto eccezionale
Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai?
AI AI
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
– Bye Bye
Ma come – Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
Ho fatto un brutto sogno
Ma sembrava reale
Mi bagnavo nel mare
Però ne uscivo sporco
E giravamo il mondo
Però senza toccare
Mi ha fatto molto male
Ma mi è piaciuto molto
Ama ciò che non ti piace
È la chiave per la pace
Ma la password salvata mi sembra sbagliata
O la linea è saltata e ci prende fuoco casa
A me mi ha rovinato la rete
Altrimenti avrei fatto il prete
Avrei lasciato il paese fuggendo via
A cercare fortuna in Albania
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
– Bye Bye
Ma come – Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI

“SANREMO 2026” – DARGEN D’AMICO “AI AI” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Ditonellapiaga “Che fastidio!” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Ditonellapiaga “Che fastidio!” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Ditonellapiaga “Che fastidio!” serata finale – 28 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

La cantautrice romana Ditonellapiaga (nome all’anagrafe Margherita Carducci) torna sul palco dell’Ariston per la 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Che Fastidio!, un brano pop-elettropop irriverente e graffiante che mette sotto la lente tutte le piccole e grandi seccature della vita quotidiana e della società contemporanea. In un elenco di “fastidi” che spaziano dagli snob ai corsi di pilates, passando per giornalisti perbenisti e selfie obbligati, Ditonellapiaga gioca con autoironia e sarcasmo, trasformando il disagio generazionale in un ritmo catchy e provocatorio. Questa partecipazione segna il suo ritorno al Festival da solista dopo il debutto nel 2022 con Chimica in duo con Donatella Rettore, e conferma la sua cifra artistica unica: uno stile diretto, vivace e 100% personale, che strizza l’occhio alla critica sociale senza prendersi troppo sul serio.

Io non so più cos’è normale
O un’allucinazione
Se sono matta io
Non è che voglia litigare
Ho solo qualche osservazione
Un pensiero mio
La moda di Milano (che fastidio!)
Lo snob romano (che fastidio!)
Il sogno americano (che fastidio!)
E il politico italiano (che fastidio!)
La musica tribale (che fastidio!)
I cani alle dogane (che fastidio!)
E il corso di pilates mi deprime, il pranzo salutare (che schifo!)
Stasera vado a una festa la solita farsa e non m’interessa (che fastidio!)
E la vicina molesta bussa alla porta “abbassa quei bassi” (che fastidio!)
E dimmi cosa mi hai messo nel bicchiere, ha un gusto amaro e (non mi fido!)
Perché mi gira la testa e tutta la stanza e finché non passa (che fastidio!)
Io non so più cos’è normale
O un’allucinazione
Se sono matta io
Non è che voglia litigare
Ma ho come l’impressione
Di non potermi controllare
E allora te lo dico (che fastidio!)
Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)
L’amico dell’amico senza invito che fa il figo, che fallito
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Su le mani solo se sei dell’acquario
Strano ti facevo proprio sagittario
La chiamo dall’India, dall’Albania, Torino
Per un piano tariffario
Nasi alla francese come in fotocopia
Imparare a vivere con un tutorial
Passa a premium, clicca qui, ascolta ora!
Cento cover Bossa Nova
Io non so più cos’è normale
O un’allucinazione
Se sono matta io
Se sono matta io!
E allora te lo dico (che fastidio!)
Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)
L’amico dell’amico senza invito che fa il figo, che fallito
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Io non so più cos’è normale
O un’allucinazione
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta!
Nonostante i corsi di meditazione
Di respirazione
Non posso sopportare
Gli arrivisti e i “giornalisti perbenisti” (che fastidio!)
E poi i tronisti presentati come artisti (che fastidio!)
Oppure l’inno nazionale al piano bar
Gli F24, lo spam
Che fastidio! Che fastidio!
Che fastidio!
Io non so più cos’è normale
Ma sono matta io
Ma sono matta io
Ma sono matta

“SANREMO 2026” – DITONELLAPIAGA “CHE FASTIDIO!” GUARDA IL VIDEO QUI

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