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“Morte di una sirena” di Thomas Rydhal e AJ Kazinski leggi la recensione

Titolo: Morte di una sirena
Autore: Thomas Rydhal e AJ Kazinski
Genere: thriller
Editore: Neri Pozza Editore
Pagine: 448
Prezzo: Euro 18
Prezzo E-book: 9,99

Trama: Copenaghen, 1834. Anna lavora in una zona della città dove le botti d’acquavite prendono fuoco per strada, i panettieri vendono pretzel infilati sui bastoni, i marinai ballano tra di loro e i mendicanti e i ladri si aggirano senza sosta. Per provvedere alla Piccola Marie, la figlia di sei anni, riceve fino a tarda ora uomini ubriachi ed eccitati che non le chiedono nemmeno il nome, le strappano i vestiti di dosso e la prendono.

Una sera viene condotta a forza in una casa elegante e, davanti a una grande porta spalancata sul mare, qualcuno pone fine alla sua giovane vita. Il suo corpo viene ritrovato nell’immondezzaio della città, il canale dove si raccolgono tutti i rifiuti di Copenaghen. Un corpo bellissimo con gli occhi chiusi, ma con i capelli che, come quelli di una sirena, scintillano di conchiglie.

“Morte di una sirena” di Thomas Rydhal e AJ Kazinski è un thriller molto cupo che vede come protagonista il noto scrittore Hans Christian Andersen. Accusato ingiustamente di un omicidio farà di tutto per dimostrare la sua innocenza. La prima particolarità è proprio il protagonista: non il solito investigatore arguto e sicuro di sé.

Hans Christian Andersen è l’esatto opposto: un uomo insicuro che vive ai margini della società. In una città che mette ancora più in risalto la diversità tra i ceti. Se da una parte troviamo la Copenaghen ricca e opulenta dall’altra troviamo il ” mondo” di Andersen con prostitute e squattrinati che vivono nel sudiciume.

Per tutto il racconto il lettore si sente avvolto dallo sporco e dall’angoscia. La figura di Andersen è quella di un uomo sopraffatto dal mondo, spesso totalmente incapace di fare anche le azioni più semplici. Di contro troviamo il colpevole che è al limite della follia: da far paura.

Lo stile di scrittura è molto crudo, non viene risparmiato nulla sia nelle descrizioni che nel linguaggio. Quest’ultimo, per alcuni lettori, potrebbe essere un fastidio, ma è anche vero che rende il tutto più credibile.

“Morte di una sirena” è un thriller ben costruito, forse in alcune parti un po’ troppo letto. Ma il lettore pagina dopo pagina si ritrova nel mezzo delle indagini di Andersen e vuole arrivare alla verità tanto quanto lui. Una lettura piacevole per chi ama i thriller e il macabro.

Barbara Piergentili
(account Instagram: letture_barbariche)

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