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“L’inconveniente di essere amati” di Alcide Pierantozzi leggi la recensione

Titolo: L’inconveniente di essere amati
Autore: Alcide Pierantozzi
Genere: narrativa
Editore: Bompiani
Pagine: 256
Prezzo: Euro 16
Prezzo E-book: 1,99

Trama: Vivere in provincia è come vivere su un ottovolante emotivo: gesti, atteggiamenti, sguardi, soprattutto gli sguardi. Ogni cosa oscilla inesorabile tra una dolcezza semplice, quasi struggente, e una violenza carica di rabbia e frustrazioni. Tutti sanno tutto di tutti, ma che cosa sanno? Quando Paride lascia Milano per tornare a Calanchi, sulla Riviera delle Palme, è in fuga da una relazione distruttiva con il suo produttore musicale. Cerca un posto per rimettersi in sesto, per tornare a scrivere canzoni. Cerca casa. E risale sull’ottovolante.

A casa infatti trova lo zio Beppe, un uomo insoddisfatto e violento che trascura la moglie ed è un pessimo padre. Ma soprattutto trova Sonia, la zia, una donna bellissima e se ne innamora contro ogni logica e previsione. Poi trova il cuginetto Gianmaria, ostile al mondo, e a ragione; poi trova l’amica d’infanzia con la nonna malata che crede di avere ancora ventun anni e fugge di casa. Trova Margherita, ragazzina polemica e spiccia armata della sua sedia a rotelle; trova Manolo, che tra codino, Harley Davidson e palestra sembra incarnare un cliché ma invece rivela un’umanità onesta e profonda.

“L’inconveniente di essere amati” è un romanzo molto intimo sul cercare di trovare una propria dimensione nel mondo. Tutto reso ancora più complesso, perchè tutto si svolge in una classica provincia italiana. Quest’ultima ha un ruolo importante nella storia, è sempre difficile vivere e prendere delle decisioni, senza passare sotto lo sguardo curioso degli altri. Tutti sanno tutto di tutti, e spesso anche prima del diretto interessato.

Paride è arrivato ad un momento della sua vita, dove è necessario fare chiarezza. Il ritorno a casa potrebbe essergli d’aiuto, non senza paure e dolore. Ma quello che lo attanaglia è un senso di forte colpa verso la madre per non esserle stato vicino in un momento molto difficile.

E proprio il rapporto viscerale tra madre e figlio è una delle parti più belle di tutto il romanzo. Ogni suo ricordo dei momenti con la mamma è intimo ed anche carico di sofferenza. Un rapporto simile ma molto più istintivo è quello tra Sonia e il piccolo Gianmaria. Il bambino è molto arrabbiato con il mondo, eppure con la sua mamma è totalmente diverso.

La scrittura di Pierantozzi è assolutamente scorrevole e diretta. Il lettore, infatti, si ritrova subito coinvolto nella vita di provincia e si appassiona immediatamente, tanto da non riuscire a staccare lo sguardo dalle pagine. In tutto il romanzo ci sono tanti riferimenti musicali e sicuramente anche nel lettore scatterà un pizzico di nostalgia. E’ un romanzo ricco d’amore: dal più passionale al più semplice. E Pierantozzi riesce a toccare il cuore.

Barbara Piergentili
(account Instagram: letture_barbariche)

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