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“Il capofamiglia” di Ivy Compton-Burnett leggi la recensione

Titolo: Il capofamiglia
Autore: Ivy Compton-Burnett
Genere: narrativa
Editore: Fazi Editore
Pagine: 348
Prezzo: Euro 19
Prezzo E-book: 9,99

Trama: Il patriarcato trova la sua più fedele espressione nella figura di Duncan Edgeworth: padre tirannico, anaffettivo e lunatico, è il capofamiglia per antonomasia. Attorno a lui si muovonoi membri della sua famiglia. La moglie Ellen, naturalmente dimessa e timorosa, le due figlie ventenni Nance e Sybil, tanto egocentrica e sarcastica l’una quanto affettuosa e remissiva l’altra. E infine il nipote Grant, giovane donnaiolo dotato di grande spirito, costantemente in competizione con lo zio, di cui è il perfetto contraltare.

Nella sala da pranzo degli Edgeworth va in scena quotidianamente una battaglia su più fronti. Sotto il velo di una conversazione educata, si intuiscono tensioni sotterranee e si consumano battibecchi, giochi di potere, veri e propri duelli a suon di battute glaciali. Fino a quando la famiglia viene colpita da un lutto improvviso, che mescola le carte in tavola innescando una reazione a catena. Strato dopo strato, ognuno dei personaggi svelerà la sua vera natura, in un crescendo di trasgressioni che comincia con l’adulterio e culmina con l’efferatezza.

“Il capofamiglia” è un romanzo di Ivy Compton-Burnett incentrato sui drammi familiari e sulle dinamiche e i ruoli all’interno di una famiglia. Ogni singolo personaggio ha una sua importanza e ognuno è fondamentale per la storia. Un ruolo importante è lasciato anche alla casa degli Edgeworth: è qui che tutto accade, sia di positivo che di tremendamente grave.

L’approccio per il lettore non è dei più semplici, perchè la scrittrice ha uno stile molto particolare: poco descrittivo e tutto incentrato sui dialoghi. Infatti, è un continuo botta e risposta e il lettore per non perdere il filo del discorso deve avere una concentrazione molto alta.

Ogni singolo personaggio viene descritto solo grazie ai dialoghi, tanto che sul loro aspetto si sa veramente poco. All’autrice interessa più far conoscere le idee e il modo di porsi con il mondo esterno dei singoli personaggi. E il lettore è sempre presente, quasi fino a diventare uno dei personaggi che assistono alle vicende.

Una caratteristica de “Il capofamiglia” è che tutto quello che provocherà un cambiamento, un’azione accade fuori dal racconto. Il lettore ne viene a conoscenza solo grazie alle ‘chiacchiere’ dei personaggi, che riescono a descrivere e a chiarire ogni dubbio, ed assiste al cambiamento e all’evolversi della storia.

Ivy Compton-Burnett è una delle autrici più importanti del 900 inglese e ne “Il capofamiglia” racchiude tutto il suo stile. Una scrittura molto sagace e complessa. Ma dopo le iniziali difficoltà è impossibile interrompere la lettura: la voracità della storia rapisce anche il lettore.

Barbara Piergentili
(account Instagram: letture_barbariche)

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