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“Città sommersa” di Marta Barone leggi la recensione

Titolo: Città sommersa
Autore: Marta Barone
Genere: Narrativa
Editore: Bompiani
Pagine: 304
Prezzo: Euro 18
Prezzo e-book: Euro 9,99

Trama: Il ragazzo corre nella notte d’inverno, sotto la pioggia, scalzo, coperto di sangue non suo. Chiamiamolo L.B. e avviciniamoci a lui attraverso gli anni e gli eventi che conducono a quella notte. A guidarci è la voce di una giovane donna brusca, solitaria, appassionata di letteratura. E questo romanzo è memoria e cronaca del confronto con la scomparsa del padre, con ciò che è rimasto di un legame quasi felice nell’infanzia felice da figlia di genitori separati. Poi fatalmente spinoso, e con la tardiva scoperta della vicenda giudiziaria che l’ha visto protagonista. Chi era quello sconosciuto, L.B., il giovane sempre dalla parte dei vinti, il medico operaio sempre alle prese con qualcuno da salvare, condannato al carcere per partecipazione a banda armata? E perché di quel tempo – anni prima della nascita dell’unica figlia – non ha mai voluto parlare?

“Città sommersa”è il primo romanzo di Marta Barone, dopo le esperienze con la letteratura per l’infanzia, e racconta il rapporto con la scoperta del passato di suo padre. Dopo la sua morte, la Barone sente l’esigenza di scoprire un periodo a lei totalmente sconosciuto del padre. Sin da subito il nome del genitore viene scritto solo con le iniziali, L.B., come si fa nelle classiche cronache giornalistiche.

Le vicende del padre si svolgono tutte durante un periodo storico, gli anni ’60 e ’70, che è ricordato soprattutto per i fatti sanguinosi del terrorismo. Infatti la storia parte tutto da una memoria difensiva che riguardava L.B. nel processo a suo carico per partecipazione a banda armata. Nel romanzo il periodo storico viene raccontato con molta precisione, e in ogni singola parola traspare tutta l’angoscia della scrittrice e del genitore. La stessa che sicuramente provavano le persone in quei tremendi giorni.

Marta Barone ha uno stile di scrittura molto curato e potente. In alcune pagine è un vero fiume in piena di parole ed emozioni, che il lettore legge tutto d’un fiato. E’ impossibile non provare le sue stesse sensazioni nello scoprire il passato del padre. La scrittrice ha l’ottima capacità di tenere il lettore incollato al libro, anche quando le notizie non portano a nulla di nuovo o di sperato.

In “Città sommersa” non troviamo solo un classico memoir, ma è un romanzo dove si cerca di ricostruire il passato, ma anche il presente. Perchè la scrittrice è vero che riesce a ritrovare gran parte del passato, molte cose si sono perse e mai verranno ritrovate. Ma allo stesso tempo questo suo viaggio è servito per comprendere il suo rapporto con il padre. La loro dimensione nel mondo, ma soprattutto tra loro due. Le ultime pagine sono veramente toccanti per ogni figlio.

Barbara Piergentili

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