Autore: Barbara Piergentili

“Sanremo 2026” – Nayt “Prima che” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Nayt “Prima che” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Nayt “Prima che” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il rapper italiano Nayt (all’anagrafe William Mezzanotte) debutta sul palco del Festival di Sanremo 2026 con Prima che, un brano introspettivo e profondo in cui l’artista esplora temi di identità personale, relazioni autentiche e vulnerabilità nell’era digitale. Nel testo, ricco di immagini e domande esistenziali, Nayt scandisce una serie di “prima” — prima di esperienze, relazioni e scelte — per scavare dentro ciò che resta quando si tolgono tutte le maschere sociali e ci si mostra per quello che si è.

Prima della prima donna
Prima della prima volta
Prima della prima droga
Prima della prima idea
Prima del mio vero amico
Che l’ho visto andare via
Prima di essere partito
Prima di tornare qui
Dell’idea di aver fallito
Ogni volta che mi fido
Che la gente mi fa schifo
Che la gente è come me
Prima di farmi domande
Prima di essere svogliato
Prima del giusto e sbagliato
Io chi sono, chi sei te?
Finché sai cosa prendi
Non lo sai cosa perdi
Forse è tardi dicevi
Ce la fai? Non lo so
La realtà non si vede
Finché io non ti vedo
Finché tu non ci vedi me (me)
Supportarci a vicenda
Sopportarci dicendo
Che ne vale la pena
Dimmi è vero o non ci credi?
La realtà non si vede
Finché tu non mi vedi
Finché io non ci vedo te (te)
Senza oggetti o costumi, progetti
Immaginare i posteri
Costretti al presente
Sfuggirci ubriachi o con i postumi
Chi aspetti? Io nessuno a salvarci
Fissare il muro e stancarsi
Trovare un buco e saltarci
Io non credo a chi mi chiama
Credo abbia sbagliato nome
Io non credo a chi mi ama, di più,
Non credo abbia valore
Perché in tutta questa roba che c’ho addosso mi confondo
E non so se mi conforta
O mi ostacola il confronto
Finché sai cosa prendi
Non lo sai cosa perdi
Forse è tardi dicevi
Ce la fai? Non lo so
La realtà non si vede
Finché io non ti vedo
Finché tu non ci vedi me (me)
Supportarci a vicenda
Sopportarci dicendo
Che ne vale la pena
Dimmi è vero o non ci credi?
La realtà non si vede
Finché tu non mi vedi
Finché io non ci vedo te (te)
Prima che qualcuno parli
Prima che tu ti dica è tardi
Prima che continui a farmi
Com’è che continuo a farmi?
Prima di essere scontato
O di essere scordato
Prima di essere qualcuno
Che vuol essere ascoltato
Prima che tu faccia un post
Prima che controlli i like
Prima che tu dia potere agli altri
Su quello che fai
Prima di mettere i vestiti
Dell’amore di esserne investiti
Di crescere aggressivi
Chi siamo?
Finché sai cosa prendi
Non lo sai cosa perdi
Forse è tardi dicevi
Ce la fai? Non lo so
La realtà non si vede
Finché io non ti vedo
Finché tu non ci vedi me (me)
Supportarci a vicenda
Sopportarci dicendo
Che ne vale la pena
Dimmi è vero o non ci credi?
La realtà non si vede
Finché tu non mi vedi
Finché io non ci vedo te (te)
Come vorrei, come vorrei
Come vorrei, come vorrei
Come vorrei, come vorrei
Che tu vedessi me.

“SANREMO 2026” – NAYT “PRIMA CHE” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Levante “Sei tu” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Levante “Sei tu” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Levante “Sei tu” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

La cantautrice siciliana Levante (nome all’anagrafe Claudia Lagona) torna sul palco dell’Ariston per la 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Sei tu, un brano pop-cantautorale che esplora l’amore come esperienza fisica ed emotiva totalizzante, capace di sconvolgere corpo e mente. Nel testo, Levante racconta l’innamoramento attraverso sensazioni intense — dal respiro che manca alle gambe che non rispondono — fino alla dichiarazione che l’amore, alla fine, “sei tu”. Il pezzo è stato scritto interamente da lei, confermando la sua identità di cantautrice autentica. Questa è la terza partecipazione di Levante al Festival dopo Tikibombom (2020) e Vivo (2023), e il nuovo brano è stato accolto come una delle proposte più sincere e interiori dell’edizione, capace di costruire un ponte tra esperienza personale e sentimento universale.

Ah, non mi sento le gambe.
Ah, dove sono le braccia?
E mi manca il respiro,
Eppure sono viva,
Sento che sorrido
E io non l’ho deciso.
La vista mi abbandona un po’.
Cerco la mia postura,
Divento la paura,
Mi trema anche la gola,
La voce non mi trova,
La mani ora mi ingannano.
È così ci si innamora…
Fare spazio dove posto non si trova.
Ah, se potessi vederti coi miei occhi
Lacrimeresti tutto il mio stupore.
Ah, se potessi vestire la mia pelle
Vibrare del mio suono,
Sapresti perché non ho mai trovato il modo
Per spiegare che cos’è l’amore
Per me.
Se l’amore sei tu.
Ma ho già perso il controllo,
Non mi segue più il corpo.
E la testa che gira, mi gira
Si gira a fissare il pensiero fino a dove sono valente:
Il timore di niente.
Per mostrarsi anche nelle miserie,
Poi restare a contare le macerie.
Ah, se potessi vederti coi miei occhi
Lacrimeresti tutto il mio stupore
Ah, se potessi vestire la mia pelle
Vibrare del mio suono
Sapresti perché non ho mai trovato il modo
Per spiegare che cos’è l’amore
…Se l’amore sei tu.
Se l’amore sei tu.

“SANREMO 2026” – LEVANTE “SEI TU” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – LDA & Aka 7even “Poesie clandestine” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – LDA & Aka 7even “Poesie clandestine” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – LDA & Aka 7even “Poesie clandestine” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

La coppia di giovani artisti LDA (figlio di Gigi D’Alessio) e Aka 7even torna sul palco dell’Ariston per la 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Poesie clandestine, un brano pop-urban che racconta un amore viscerale e intenso, quasi nascosto ma carico di significato. Il testo parla di un legame che brucia come una passione profonda, sospeso tra desiderio e distanza, dove le “poesie clandestine” sono dediche sussurrate che restano nel cuore più che sulla bocca di tutti.

Se bastasse una sola canzone per vivere un attimo
Eternamente sarei condannato ad una folle bugia
È da questo dolore che nasce un amore catartico
Sembra fatto per noi
Ti ho dedicato poesie clandestine
Io che ti inseguo mentre te ne vai
Neanche le onde agitate stanotte sanno dove sei
E la frenesia che ti porta a svanire
Per evitare una notte di guai
Così avvolgente che rende reale l’effetto che fai
Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè
Tu verrai sempre prima di me
Prima di lei
Perché
Solo così ci sentiamo a casa
È una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l’aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D’amore si muore soltanto con te
Tu sei capace di farmi soffrire
Siamo in un limbo tra sogni e realtà
Ogni ferita dimostra soltanto quanto ti vorrei
Ma c’è chi giudica senza capire
Che non è giusto provare a metà
Un sentimento che basta da solo a parlare di noi
Piangeremo un mare, mare, mare
Negli occhi lacrime di sale
Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè
Tu verrai sempre prima di me
Prima di lei
Perché
Solo così ci sentiamo a casa
È una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l’aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D’amore si muore soltanto con te
Cosa c’è tra la vita e la morte
Se non un paradiso di colpe
Siamo anime in preda alla sorte
In fondo sai
Che nel bene o nel male sarai
La mia cura alla malinconia
Che mi prende e mi porta da te
Che mi prende e mi porta da te
Che mi prende e mi porta da te
Tu verrai sempre prima di me
Prima di lei
Perché
Solo così ci sentiamo a casa
È una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l’aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D’amore si muore soltanto con te

“SANREMO 2026” – LDA & AKA 7EVEN “POESIE CLANDESTINE” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – J-Ax “Italia starter pack” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – J-Ax “Italia starter pack” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – J-Ax “Italia starter pack” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il rapper J-Ax (all’anagrafe Alessandro Aleotti) torna sul palco dell’Ariston per la 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Italia Starter Pack, un brano ironico e irriverente che mette sotto la lente contraddizioni, abitudini e luoghi comuni dell’italiano medio, trasformando il celebre concetto di “starter pack” dei meme in una sorta di catalogo simbolico dell’identità nazionale. Nel testo — che spazia da cori da stadio e gesti quotidiani alle piccole scorrettezze sociali — J-Ax mescola country-pop e satira sociale, tratteggiando un’immagine spietata ma affettuosa del Paese, con uno sguardo che è insieme cinico e divertito. Il ritornello volutamente semplice e quasi scherzoso funge da specchio pop per riflettere le abitudini, i vizi e le contraddizioni del Belpaese.

Dice sempre il vecchio del quartiere
Con molti più anni dei denti che ha
Sto paese lo capisci da un cantiere
Cinque dicono che fare, uno solo che lo fa
Meglio essere fuori che finire dentro
Tutti hanno qualcosa da nascondere
Santi in paradiso non ce n’è al momento
Più che avere fede è meglio un complice
Condividi la password
Che facciamo a metà il Wi-Fi
Canta un coro da stadio
Così sanno chi sei dovunque vai
Serve una brutta canzone che fa
Pappapparappa
Mollare tutto a metà
Qui per campare serve un po’ di culo sempre
È vietato ma fa niente
Ti passo la canna del gas
Italia Starter Pack
Dice l’uomo che mi fa la benza
Che chi guida non deve avere pietà
Sto paese è come con la precedenza
È solo di chi se la prende, non è mai di chi ce l’ha
E
Meno cose sai più sarai contento
Facciamoci una botta di felicità
Qui non si protesta per lo stipendio
Solo per la pizza con l’ananas
Per pagare c’è tempo
Tanto i debiti già ce li hai
Goditi sto momento
Che quando vai mica lo sai
Serve una brutta canzone che fa
Pappapparappa
Mollare tutto a metà
Qui per campare serve un po’ di culo sempre
È vietato ma fa niente
Ti passo la canna del gas
Italia Starter Pack
E ci dicono che siamo disonesti, furbetti
Tutti dei gran figli di mammà
Di leggi sbagliate e di caffè corretti
Ma abbiamo pure dei difetti
E in effetti
Serve una brutta canzone che fa
Pappapparappa
Mollare tutto a metà
Qui per campare serve un po’ di culo sempre
È vietato ma fa niente
Ti passo la canna del gas (del gas)
Italia Starter Pack

“SANREMO 2026” – J-AX “ITALIA STARTER PACK” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Fulminacci “Stupida sfortuna” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Fulminacci “Stupida sfortuna” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Fulminacci “Stupida sfortuna” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il cantautore romano Fulminacci torna sul palco dell’Ariston alla 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Stupida sfortuna, un brano che mescola sonorità d’autore con un tocco anni ’80 e una profondità emotiva tipica della sua poetica. Nel testo, Fulminacci racconta con immagini nitide e quotidiane la sensazione di cercare una persona amata ovunque — dentro una foto, sotto l’acqua, nella folla — mentre affronta la frustrazione e la riflessione personale, quasi come in una passeggiata notturna tra ricordi e ostacoli.

Ti troverò dentro a una foto
Sotto l’acqua mentre nuoto
Nella sabbia e nel cemento
Dentro un cinema all’aperto
Come un’allucinazione
In mezzo a tutte le persone
Che vanno chissà dove
E passeranno
Classifiche e Sanremi
Taxi treni aerei
E se mi stai ancora cercando
Sono dove stavo ieri
Ho solo più pensieri
Un po’ meno fiducia
E qualche buona scusa
Ma pensa un po’
Stupida stupida stupida sfortuna
Tu come stai
Gelida gelida gelida paura
Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada
Continuo a perdere le chiavi di casa
Ma pensa un po’
Vado di corsa e resto indietro
E soffia il vento della metro
Tra le piastrelle colorate
E le rovine sotto a un vetro
C’è un manifesto col tuo nome
In mezzo a un fiume di persone
Che vanno chissà dove
E passeranno
Semafori e cantieri
Pianeti e buchi neri
E dai facciamo i seri
Ma pensa un po’
Stupida stupida stupida sfortuna
Tu come stai
Gelida gelida gelida paura
Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada
Continuo a perdere le chiavi di casa
E adesso il tempo è solo un mucchio di secondi
Di primavere e poi di nuovo rami spogli
Ma spero di essere il migliore dei tuoi sbagli
Ci credi o no?
Stupida stupida stupida sfortuna
Gelida gelida gelida paura
Dopo di te non l’ho più detto a nessuna
Vorrei raggiungerti ma qui c’è troppa notte e poca luna e lo sai
Stupida stupida stupida sfortuna
Che ci penso anche se non ci penso
Gelida gelida gelida paura
Ogni volta che non mi addormento
L’infinito a me mi fa spavento
Come il cielo come il mare aperto
Stupida sfortuna starò più attento

“SANREMO 2026” – FULMINACCI “STUPIDA SFORTUNA” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Fedez & Marco Masini “Male necessario” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Fedez & Marco Masini “Male necessario” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Fedez & Marco Masini “Male necessario” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

La coppia più inaspettata ma anche affiatata di Sanremo 2026 vede protagonisti il rapper Fedez e il cantautore veterano Marco Masini con Male necessario, un brano intenso e profondo che esplora dolore, vulnerabilità e crescita personale. La canzone invita l’ascoltatore a guardare in faccia le difficoltà come parte inevitabile della vita — il “male” che non si può evitare e che anzi aiuta a diventare più forti, più consapevoli e più autentici. Frutto di una collaborazione nata sul palco dell’Ariston (dove i due duettarono nella serata delle cover nel 2025), Male necessario affronta tematiche di autoanalisi, critiche pubbliche e accettazione del proprio passato, alternando la cifra rap di Fedez alla sensibilità cantautorale di Masini. Il testo tocca anche il rapporto con gli altri e con se stessi, rendendo il pezzo uno dei più riflessivi e narrativamente ricchi della 76ª edizione del Festival.

So che in fondo non c’è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so
I miei problemi ormai
Saranno la parte di te
Quella più vulnerabile e spietata
Lo sai
Non ho più spazio per dipingermi d’inchiostro
Lo ammetto però
Per altre cicatrici trovo sempre un posto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall’arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Dovrei separare l’ego dall’io
Ma non siamo fatti per essere fragili
Ogni padre inizia come fosse un Dio
Ma poi finisce che diventa un alibi
La gente pudica giudica
Che brutta gente che frequenta Fedez
Ma ci si dimentica sempre che Giuda
Se la faceva con gente per bene
E so che farà male
E vorrai cominciare
A bere poi fumare
Forse per distrazione
Se è vero che siamo solo di passaggio
Il vero obiettivo non può essere la meta
Ma imparare a godersi il viaggio
Quando crescerai
E non mi chiederai nemmeno più il permesso
Si impara vedrai
Che i mostri non stanno soltanto sotto al letto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall’arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Ci ho messo una vita per sentirmi vivo
Seguendo la linea sottile di un filo
Succederà ciò che deve succedere
Anche nel buio si impara a vedere
In fondo a tutto il male necessario
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall’arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
E ringrazierò il passato
E chi mi ha condannato
E tutto questo male necessario
So che in fondo non c’è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so

“SANREMO 2026” – FEDEZ & MARCO MASINI “MALE NECESSARIO” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Enrico Nigiotti “Ogni volta che non so volare” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Enrico Nigiotti “Ogni volta che non so volare” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Enrico Nigiotti “Ogni volta che non so volare” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il cantautore Enrico Nigiotti ritorna sul palco dell’Ariston per la 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Ogni volta che non so volare, una canzone profonda e intimista che fonde riflessione personale e sentimento universale. Il brano – presentato come un vero flusso di coscienza – si concentra su fragilità, tempo che scorre, ricordi e relazioni autentiche: un invito ad accettare i momenti in cui ci si sente persi, perché sono proprio quelli a insegnarci a risalire e volare, anche con le proprie imperfezioni.

Tardi
Che non è più solo notte
Ma anche un po’ mattina
Tardi che non mi addormento
Chiudo gli occhi appena
Tardi che la dovrei smettere di parlare col soffitto
Di cascare tra i ricordi per rimanerci dentro
Il tempo vola maledetto
Veloce come un pizzicotto
Ecco la prima volta che ho fatto l’amore avevo 15 anni
Sopra un vecchio materasso tenevamo chiusi gli occhi
Così dolce e preoccupato
Così sempre attento
Forse adesso che ho imparato non è più lo stesso
Il tempo vola l’ho già detto
Anche in un orologio rotto
E mentre fuori scoppia un altro inferno
Da qualche parte adesso è già domani
Qualcuno è pronto e qualcun altro è perso
Prima di
Volare
Specchio forse i sogni non finiscono dove comincia la realtà
E c’è bisogno di dolore per un po’ di felicità
Lo pensiamo sempre tutti che sia meglio qualcun altro
E non vediamo dietro al vecchio i capelli da ragazzo
Il tempo corre quanto è stronzo
Sorpassa e poi ti ruba il posto
E mentre fuori brucia un altro inferno
Pochi minuti e poi sarà domani
Qualcuno è pronto e qualcun altro è perso
Prima di volare
I mostri che c’ho dentro
Che mi fanno cadere
Questa mania che devi andare solo bene
A chi mi salva ogni volta che tocco il fondo
A chi comunque vada mi rimane accanto
E se questa vita è un viaggio
Meno male siete qui
Ogni volta che non so
Volare
Ogni volta che non so
Volare
Ogni volta che non so
Volare

“SANREMO 2026” – ENRICO NIGIOTTI “OGNI VOLTA CHE NON SO VOLARE” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Ermal Meta “Stella stellina” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Ermal Meta “Stella stellina” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Ermal Meta “Stella stellina” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

Il cantautore Ermal Meta torna per la sesta volta sul palco dell’Ariston alla 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Stella stellina, un brano che ribalta la classica ninna nanna italiana in una canzone di resistenza, speranza e dolore profondo. Il titolo richiama subito l’immagine della filastrocca conosciuta da tutti, ma qui quella stessa melodia diventa un monito emotivo che parla di assenza e di perdita, trasformando il linguaggio infantile in un potente simbolo di riflessione sulla fragilità umana.

Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Ho trovato la tua bambola
Mi è sembrato di vederti ancora
Eri così piccola
La stringevi fino a sera
È passata già un’eternità
O solamente un’ora
Da quando nel cielo una nuvola
Risale dalla tua casa
Dalla mia casa
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Ho cercato di strapparmi il cuore
Perché senza non si muore
Ma ho avuto paura nel mentre
Di non sentire più niente
Ho pensato anche di scappare
Da una terra che non ci vuole
Ma non so dove andare
Tra muri e mare non posso restare
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Fiori in un cortile con le pietre intorno
Come le farfalle hai vissuto un giorno
Figlia di nessuno, melodia di un canto
Quello della gente che ti ha amato tanto
Oh, mia bambina, la notte è nera nera
La rabbia e la preghiera non basteranno più
Dalla collina verrà una primavera
Nel vento della sera ci sarai pure tu
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina verrà una primavera
Nel vento della sera ci sarai pure tu
Non ti ho dimenticato
Aspetto il tuo ritorno
Come le farfalle
Hai vissuto solo un giorno

“SANREMO 2026” – ERMAL META “STELLA STELLINA” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Elettra Lamborghini “Voila” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Elettra Lamborghini “Voila” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Elettra Lamborghini “Voila” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

La popstar e showgirl Elettra Lamborghini torna sul palco del Festival di Sanremo 2026 con Voilà, un brano pop-dance spumeggiante che incarna la sua personalità eccentrica, ironica e tutta da ballare. In questo pezzo in gara all’Ariston, Elettra celebra la leggerezza, il divertimento e la voglia di stare bene, trasformando la musica in una festa di ritmo e immagini vivaci. Voilà è costruito su sonorità pop contagiose, con riferimenti all’immaginario internazionale e alla tradizione pop italiana, come l’evocativo omaggio a Raffaella Carrà presente nel testo. Il mood spazia tra momenti di ironia, contrasti emotivi e voglia di lasciarsi andare, facendo del brano uno dei più ballabili e coinvolgenti dell’edizione

Elettra, Elettra Lamborghini
Ma che notte
Che casino
Tipo cocktail
Un po’ di me un po’ di te
Nessun dorma
Fai il cretino
Io l’offesa e poi damblé
Litigare anche di sabato sera
Ballando con le stelle e noi con gli occhi amarena
Tu mi prendi la mano,
Voglio, sì, ma non mi va, va
Mamma mia che rabbia
La porta che fa bam bam
Solita bagarre
E poi ci sale sale su
Quest’aria di mare
Un po’ ti odio un po’ I love you
Ma che c’è di male
Sai già cosa fare
Dai comincia tu
E allora viva viva viva la Carrà
Ballare e poi finire giù per terra
Viva l’amore amore amore che si fa
Al buio e la televisione accesa
Fino all’alba
Come due gatti dietro a qualche bar
Su una cabrio senza targa
Noi due sotto un cielo a pois
Così chic
Così hard
Vieni qui
Voilà, voilà, voilà, voilà
Mi hanno detto
E mi piace
Che in un letto
Poi si fa la pace
(Tu lo sai, tu lo sai) che i baci
Sono come le ciliegie
Non hai fame
Sì però, sì però ti viene
E poi si cade cade giù
Come quando piove
Un po’ ti odio un po’ I love you
Non ci vuol un Nobel
Sai già cosa fare
Dai comincia tu
E allora viva viva viva la Carrà
Ballare e poi finire giù per terra
Viva l’amore amore amore che si fa
Al buio e la televisione accesa
Fino all’alba
Come due gatti dietro a qualche bar
Su una cabrio senza targa
Noi due sotto un cielo a pois
Così chic
Così hard
Vieni qui
Voilà, voilà, voilà
Altro che chiacchiere
Spegni tutto in questa notte di paillettes
Eccomi qua
E allora viva viva viva la Carrà
Ballare e poi finire giù per terra
Fino all’alba
Come due gatti dietro a qualche bar
Su una cabrio senza targa
Noi due sotto un cielo a pois
Così chic
Così hard
Vieni qui
Voilà, voilà, voilà, voilà

“SANREMO 2026” – ELETTRA LAMBORGHINI “VOILA” GUARDA IL VIDEO QUI

“Sanremo 2026” – Ditonellapiaga “Che fastidio!” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Ditonellapiaga “Che fastidio!” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

“Sanremo 2026” – Ditonellapiaga “Che fastidio!” seconda serata – 25 febbraio (TESTO E VIDEO)

da raiplay.it

La cantautrice romana Ditonellapiaga (nome all’anagrafe Margherita Carducci) torna sul palco dell’Ariston per la 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026 con Che Fastidio!, un brano pop-elettropop irriverente e graffiante che mette sotto la lente tutte le piccole e grandi seccature della vita quotidiana e della società contemporanea. In un elenco di “fastidi” che spaziano dagli snob ai corsi di pilates, passando per giornalisti perbenisti e selfie obbligati, Ditonellapiaga gioca con autoironia e sarcasmo, trasformando il disagio generazionale in un ritmo catchy e provocatorio. Questa partecipazione segna il suo ritorno al Festival da solista dopo il debutto nel 2022 con Chimica in duo con Donatella Rettore, e conferma la sua cifra artistica unica: uno stile diretto, vivace e 100% personale, che strizza l’occhio alla critica sociale senza prendersi troppo sul serio.

Io non so più cos’è normale
O un’allucinazione
Se sono matta io
Non è che voglia litigare
Ho solo qualche osservazione
Un pensiero mio
La moda di Milano (che fastidio!)
Lo snob romano (che fastidio!)
Il sogno americano (che fastidio!)
E il politico italiano (che fastidio!)
La musica tribale (che fastidio!)
I cani alle dogane (che fastidio!)
E il corso di pilates mi deprime, il pranzo salutare (che schifo!)
Stasera vado a una festa la solita farsa e non m’interessa (che fastidio!)
E la vicina molesta bussa alla porta “abbassa quei bassi” (che fastidio!)
E dimmi cosa mi hai messo nel bicchiere, ha un gusto amaro e (non mi fido!)
Perché mi gira la testa e tutta la stanza e finché non passa (che fastidio!)
Io non so più cos’è normale
O un’allucinazione
Se sono matta io
Non è che voglia litigare
Ma ho come l’impressione
Di non potermi controllare
E allora te lo dico (che fastidio!)
Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)
L’amico dell’amico senza invito che fa il figo, che fallito
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Su le mani solo se sei dell’acquario
Strano ti facevo proprio sagittario
La chiamo dall’India, dall’Albania, Torino
Per un piano tariffario
Nasi alla francese come in fotocopia
Imparare a vivere con un tutorial
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Cento cover Bossa Nova
Io non so più cos’è normale
O un’allucinazione
Se sono matta io
Se sono matta io!
E allora te lo dico (che fastidio!)
Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)
L’amico dell’amico senza invito che fa il figo, che fallito
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Io non so più cos’è normale
O un’allucinazione
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta!
Nonostante i corsi di meditazione
Di respirazione
Non posso sopportare
Gli arrivisti e i “giornalisti perbenisti” (che fastidio!)
E poi i tronisti presentati come artisti (che fastidio!)
Oppure l’inno nazionale al piano bar
Gli F24, lo spam
Che fastidio! Che fastidio!
Che fastidio!
Io non so più cos’è normale
Ma sono matta io
Ma sono matta io
Ma sono matta

“SANREMO 2026” – DITONELLAPIAGA “CHE FASTIDIO!” GUARDA IL VIDEO QUI

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