“Annette” scheda e recensioni del film

“Annette” scheda e recensioni del film

Distribuzione: I Wonder Pictures e Koch Media

Genere: Drammatico, musicale
Anno: 2021
Regia: Leos Carax
Cast: Adam Driver, Marion Cotillard, Simon Helberg, Devyn McDowell, Angèle, Kiko Mizuhara, Natalie Mendoza, Wim Opbrouck
Paese: Francia, Germania, Belgio, Messico, Svizzera
Durata: 140 minuti
Produzione: CG Cinéma
Voto (media ponderata): ♥♥♥ 1/2 (su 5)

La trama

Annette, film diretto da Leos Carax, è la storia di una coppia, cabarettista comico lui (Adam Driver) e cantante d’opera lei (Marion Cotillard). Si sono incontrati e innamorati a Los Angeles, da quel momento non si sono più lasciati. Questo grande amore, però, viene interrotto bruscamente dalla morte di lei e a lui non resta altro che sopportare quel dolore, farlo suo e conviverci. Non gli è rimasto più nulla della sua amata, soltanto la loro bimba di due anni, ma mentre si prende cura di sua figlia, l’uomo scopre che la piccola ha un dono speciale.

La recensione di MyMovies.it

Dotato di una plasticità rara, Adam Driver mette in forma l’ispirazione poetica di Leos Carax, assorbe tutto il nero di un mare in burrasca e poi rovescia come onda la tossicità dell’arte e dell’amore. Sul campo restano ‘la morta e la ferita’. Annette non risolve o chiude soltanto troppo in fretta la questione tra vittima e aggressore. Come tonfo cala il sipario, cade il silenzio, scende la notte. Nera come lo schermo che si consuma sotto il fuoco dei nostri sguardi.

Recensione di Marzia Gandolfi. Voto: 4 (su 5)Leggi la recensione completa

“Annette” scheda e recensioni del film – La recensione di MadMass.it

Efferati delitti e tantissimo castigo: Leos Carax, maestro francese dell’eccesso, realizza un film affascinante ed armonioso destinato a dividere, ma la materia è quella del cinema puro tra musical, horror, favola nera, erotismo spinto, fantasmi ed erotismo spinto con fantasmi.

Recensione di Federico F.. Voto: 3.5 (su 5)Leggi la recensione completa

La recensione di CiakMagazine.it

Una riflessione che si proietta e incide (almeno potenzialmente) oltre la stessa schiera dei cultori del cineasta. Grazie anche a un Adam Driver al suo meglio, corpo, volto-maschera e voce (caldamente raccomandata la visione in lingua originale) di una virilità al punto di non ritorno: esibita e decostruita, patetica e aberrante, carnefice e vittima della sua dipendenza dal conflitto e dal possesso, (quindi) della sua impossibilità a dare e ricevere amore, se non quando è troppo tardi.

Recensione di Emanuele Bucci. Voto: 4 (su 5) – Leggi la recensione completa

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