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“Piccoli suicidi tra amici” di Arto Paasilinna leggi la recensione

Titolo: Piccoli suicidi tra amici
Autore: Arto Pasilinna
Genere: Narrativa
Editore: Iperborea
Prezzo: Euro 17
Prezzo e-book: Euro 8.99

Trama: ci sono momenti in cui i ripetuti insuccessi, un matrimonio a rotoli, lo stress, la solitudine sembrano davvero troppo per conservare la voglia di vivere. Non è meglio farla finita e andarsene da questo mondo che pare sempre meno «un luogo adatto all’uomo»? Seduto sui gradini di casa con una bottiglia di birra in mano, il direttore Onni Rellonen, imprenditore fallito, decide di dire basta a «quel suo vivacchiare privo di senso».

Ma cosa succede se il fienile scelto per «il botto finale» è già occupato da un colonnello a riposo risoluto a mettere fine ai suoi giorni? Non ci saranno anche molti altri nelle stesse condizioni, con cui varrebbe la pena di spartire timori, rischi e spese, per un dignitoso suicidio collettivo? E così, caricati sulla Saetta della Morte, lussuoso pullman dotato dei più desiderabili comfort, trentatré selezionati aspiranti suicidi partono per un viaggio. che li porterà da un capo all’altro dell’Europa alla ricerca del migliore strapiombo da cui lanciarsi nel vuoto.

“Piccoli suicidi tra amici” è il classico romanzo destinato a dividere i lettori: o lo ami o lo detesti, o ti appassiona oppure, irrimediabilmente, ti annoia. Per apprezzarlo, infatti, bisogna avere un alto tasso di tolleranza nei confronti del ‘black humor’, perché quest’opera ne è intrisa fino al midollo. Tanto da diventare, a tratti e per chi è meno avvezzo ad un certo tipo di risata, disgustoso. Bisogna ammetterlo, però: Arto Paasilinna era un maestro in questo campo. Sapeva cioè, spingersi oltre ogni limite della decenza riuscendo, però, a mandare messaggi, alla fine, positivi e, perché no, anche moraleggianti.

In “Piccoli suicidi tra amici” l’autore non abdica mai al sentimentalismo, anche laddove, tutto sommato, sarebbe utile e lecito. Però il racconto, senza mai commuovere, possiede in sé attimi di tenerezza, perfettamente nascosti dietro un sarcasmo irriducibile, che non rispetta niente e nessuno, nemmeno gli anfratti più sacri dell’intimità dell’essere umano. Dunque, questo romanzo non scende a compromessi: il lettore, prima di inizare a sfogliarlo, dev’essere pronto a saper ridere di tutto. Del resto, il motto che permea l’intera opera è difficilmente equivocabile: “in questa vita la cosa più sacra è la morte; ma neanche quella più di tanto”.

La lettura di “Piccoli suicidi tra amici” potrà, comunque, risultare poco scorrevole, non solo per i già citati motivi contenutistici. In effetti, almeno in questo romanzo, Paasilinna dimostra, a tratti, di avere poco senso del ritmo nella narrazione. Si perde, troppo spesso, in inutili raccontini o descrizioni minuziose di aspetti che, ai fini della storia, risultano assolutamente trascurabili. Il finale, al contrario, appare troppo frettoloso. Detto questo, il romanzo rimane gradevole e il messaggio che lancia, seppur scontato, va inserito in un’epoca e in un contesto dove non lo era affatto. Probabilmente non è la sua opera migliore, ma va dato atto all’autore di ‘sbagliare’ seguendo uno stile che si, è rigido ed estremo, ma imprime un indelebile marchio di fabbrica al testo ed è capace di renderlo, comunque, affascinante.

Francesco G. Balzano

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