Mogol Sanremo 2026: premio alla carriera e standing ovation all’Ariston
Il premio alla carriera emoziona l’Ariston
Mogol Sanremo 2026 diventa uno dei momenti più intensi dell’intera edizione del Festival grazie al premio alla carriera consegnato a Giulio Rapetti, in arte Mogol, accolto da una lunga standing ovation del pubblico del Teatro Ariston. A introdurlo sul palco è Carlo Conti, che lo presenta come un simbolo vivente della musica italiana, sottolineando come la sua firma abbia accompagnato generazioni intere di ascoltatori. L’omaggio arriva a pochi mesi dal suo novantesimo compleanno, che celebrerà il 17 agosto, e si trasforma in un tributo corale alla sua straordinaria produzione artistica.
La standing ovation e le parole di Mogol
L’intero Ariston si alza in piedi per rendere omaggio al grande paroliere, in un clima di rispetto e riconoscenza che raramente si percepisce con tale intensità. Mogol, visibilmente commosso, ringrazia il pubblico per un’accoglienza che definisce toccante e inaspettata. Ricorda i numeri impressionanti della sua carriera, spiegando di aver depositato 1176 canzoni alla Siae e di aver contribuito alla vendita di 523 milioni di dischi nel mondo, cifre che raccontano da sole il peso specifico del suo lavoro nella storia della canzone italiana.
Una carriera che racconta la storia della musica italiana
Carlo Conti sottolinea come la presenza di Mogol sul palco rappresenti un vero e proprio viaggio nella storia della musica del nostro Paese. Le sue parole non sono soltanto testi, ma frammenti di memoria collettiva che hanno attraversato decenni, diventando patrimonio culturale condiviso. La sua attività di autore ha accompagnato epoche diverse, evoluzioni stilistiche e cambiamenti sociali, mantenendo sempre una cifra poetica riconoscibile e capace di parlare a pubblici differenti.
La carrellata dei successi indimenticabili
Durante l’omaggio scorrono sullo sfondo le immagini e i titoli di alcune delle sue canzoni più celebri, brani entrati stabilmente nell’immaginario collettivo. Da Un’avventura a La spada nel cuore, da La prima cosa bella a L’emozione non ha voce, il pubblico ripercorre un repertorio vastissimo che ha segnato la storia della discografia italiana. Ogni titolo evoca un periodo, un ricordo, una voce che ha interpretato quelle parole trasformandole in successi senza tempo.
Il riconoscimento simbolico e la prima canzone depositata
Carlo Conti consegna a Mogol un premio legato simbolicamente alla sua prima canzone depositata il 2 febbraio 1960, Precipito!, ricordando così l’inizio di un percorso destinato a diventare straordinario. Insieme a questo riconoscimento, gli viene consegnata anche una targhetta dedicata alla Cucina italiana patrimonio dell’umanità Unesco, in un momento che unisce cultura, tradizione e identità nazionale. Il premio alla carriera arriva infine come coronamento ufficiale di un cammino artistico unico.
Un gigantesco grazie dal Festival
Il direttore artistico accompagna la consegna del premio con un ringraziamento sentito, definendolo enorme e doveroso per tutto ciò che Mogol ha rappresentato e continua a rappresentare. L’Ariston risponde con un applauso lungo e partecipe, che suggella il legame tra l’autore e il pubblico. Il Festival diventa così il palcoscenico ideale per celebrare una figura che ha contribuito in modo determinante alla costruzione del repertorio italiano.
La canzone del cuore: Dormi amore
Nel finale dell’omaggio, Carlo Conti chiede a Mogol quale sia la sua canzone preferita tra le centinaia scritte nel corso della carriera. L’autore sceglie Dormi amore, brano composto insieme a Gianni Bella e interpretato da Adriano Celentano nel 2007. Si tratta di una canzone dal significato profondamente personale, dedicata alla moglie, molto più giovane di lui, e costruita attorno al tema del tempo che passa e dell’amore che resta.
Un messaggio intimo e universale
Mogol spiega che Dormi amore nasce dalla riflessione su ciò che sarà la vita della persona amata quando lui non ci sarà più, ma anche sulla forza di un sentimento capace di sopravvivere al tempo. Le sue parole trasformano il palco dell’Ariston in uno spazio intimo, dove la dimensione privata si intreccia con quella pubblica. Il pubblico ascolta in silenzio, consapevole di trovarsi davanti a una dichiarazione che unisce poesia e verità.
Mogol Sanremo 2026 come momento simbolico
Mogol Sanremo 2026 non rappresenta soltanto la consegna di un premio, ma diventa un momento simbolico per l’intero Festival. La celebrazione di una carriera così vasta richiama l’attenzione sul valore della scrittura nella musica leggera, spesso meno visibile rispetto agli interpreti ma fondamentale nella costruzione dei successi. L’omaggio sottolinea il ruolo centrale dell’autore nella tradizione musicale italiana.
Un tributo alla memoria e alla tradizione
Il premio alla carriera a Mogol chiude una delle pagine più significative di questa edizione del Festival, riaffermando l’importanza della memoria e della continuità nella musica italiana. L’applauso dell’Ariston consacra una figura che ha saputo attraversare generazioni, lasciando un segno profondo nel repertorio nazionale. Mogol lascia il palco tra gli applausi, consapevole di aver scritto pagine che continueranno a vivere ben oltre la serata del Festival.
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