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“Le peggiori paure” di Fay Weldon leggi la recensione

Titolo: Le peggiori paure
Autore: Fay Weldon
Genere: Narrativa
Editore: Fazi editore
Pagine: 270
Prezzo: Euro 16
Prezzo e-book: Euro 9,99

Trama: Alexandra Ludd, attrice e donna affermata, è appena rimasta vedova. Il marito Ned, un critico teatrale molto in vista, è morto inaspettatamente a causa di un infarto nella loro bella casa di campagna, mentre lei si trovava a Londra. Fino a quel momento il rapporto tra i due sembrava felice e privo di ombre, e ora Alexandra è sconvolta, ma una serie di strani dettagli la obbliga a porsi delle domande. Accenni di indizi e mezze parole nel giro di pochi giorni si concretizzano in una verità che sovverte ogni sua convinzione in quanto donna, madre e artista. Una rivelazione dopo l’altra, la protagonista giunge alla definitiva presa di coscienza. Le sue amicizie erano false, tutte le sue peggiori paure avevano un fondamento, Ned aveva una vita parallela di cui lei era totalmente all’oscuro.

“Le peggiori paure” di Fay Weldon è un romanzo molto particolare. Si legge velocemente, grazie anche allo stile pulito e privo di frivolezze della scrittrice. Ma soprattutto non annoia il lettore, che continua la lettura perchè vuole scoprire cosa altro può accadere nella vicenda. Alexandra, la protagonista del romanzo, è una donna che fino a quel momento ha tutto e ha una vita perfetta. Già, fino a quel momento…

La Weldon, pur concentrandosi sul dolore di Alexandra, lascia nel corso della narrazione tanti piccoli indizi, che invogliano ad andare avanti con la lettura. Il bel mondo della protagonista, comincia subito a scricchiolare. Tutto quello in cui ha sempre creduto vacilla e emergono delle situazioni che fanno accrescere le paure: la sua bella famiglia e la sua bella vita sono solo di facciata.

I tanti personaggio della storia hanno tutti una loro immagine esteriore che è solo finzione, la loro vera natura è quanto di più squallido si possa immaginare. La scrittrice smonta tutto: la complicità tra donne, l’amore e il matrimonio. Tutto diventa grottesco e sconvolgente, più si va vanti nella lettura e più si ha la sensazione di arrivare al limite. E invece c’è sempre qualcosa in più sempre più assurdo.

Ne “Le peggiori paure” la Weldon inserisce tutto il suo anticonformismo che la caratterizza. Per lei nulla si salva: il matrimonio, le amicizie, i legami famigliari sono tutti basati sulla falsità. Il libro è una durissima e feroce riflessione sulla vita coniugale e sulla società, in cui non si salva nessuno. Un libro piacevole e scorrevole, ma con una piccola avvertenza. Se il proprio motto nell’amore e nella quotidianità è: “e vissero tutti felici e contenti”, forse è meglio non leggerlo!

Barbara Piergentili

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