In campo con Flavio – Emozioni d’Europa tra rimonte supplementari e colpi di scena
Si sono concluse le tre giornate di playoff che hanno visto protagoniste anche le nostre squadre. In Champions League l’Atalanta, l’Inter e la Juve; in Europa League il Bologna; in Conference League l’ormai veterana Fiorentina.
L’Inter deve rimontare a San Siro un pesante svantaggio: 3-1. I nerazzurri hanno perso in malo modo in Norvegia, fornendo una bruttissima prestazione, ma in casa non fanno meglio. La squadra di Chivu parte con l’idea di fare gol subito per poi continuare ad attaccare con più continuità nel secondo tempo. Riesce a stare in zona offensiva per tutto il primo tempo, ha anche buonissime occasioni da gol, ma nessuna viene sfruttata. Frattesi, Thuram e Pio Esposito hanno tre ghiottissime occasioni che non riescono a trasformare in gol. Ne approfitta il Bodo che, nonostante si chiuda in difesa per tutta la durata del primo tempo, riesce a ripartire in modo fluido e pericolosissimo per la difesa dell’Inter.
Nel secondo tempo, infatti, dopo qualche buona ripartenza, il Bodo passa. Errore gravissimo di Akanji in costruzione che regala palla a Blomberg. Il centravanti si fa parare il tiro da centro area, ma sulla ribattuta c’è Jens Petter Hauge che la mette dentro di prima intenzione. Non hanno intenzione di fermarsi i gialloneri, attentissimi in difesa, e con una ripartenza abbinata a una splendida azione raddoppiano e ipotecano la qualificazione agli ottavi. Ancora Hauge, stavolta in veste di assistman, serve al centro Evjen che stoppa e calcia al volo all’angolino, trovando un bellissimo gol. A nulla serve il gol di Bastoni al 76’, che non rinvigorisce le speranze nerazzurre. Bodo premiato per il suo grande atteggiamento, sin da subito concentrato e rapido nel ripartire; nerazzurri penalizzati dal poco cinismo. A mio avviso qualificazione meritatissima del Bodo, con l’Inter che però meritava qualcosa di più nel primo tempo. Agli ottavi la squadra di Knutsen affronterà lo Sporting Lisbona, sorpresa di questa annata di Champions.
Mercoledì invece giocano Atalanta e Juventus. Entrambe devono rimontare, come l’Inter. L’Atalanta deve pareggiare o ribaltare uno svantaggio di 2-0 maturato in Germania, mentre la Juve deve fare una vera e propria impresa, dato che l’andata è finita 5-2 per il Galatasaray.
A Bergamo l’atmosfera è positiva: coreografia e tifo bellissimo e rumorosissimo che spingono la squadra a fare bene. La sblocca subito l’Atalanta con Scamacca al 5’, con un gol da attaccante d’area su cross del solito Bernasconi, e accorcia le distanze la Dea. Merita il raddoppio la squadra di casa, che mette pressione al Dortmund in manovra, va spesso al tiro e in difesa si dimostra pulita e organizzata. A centrocampo De Roon e Pasalic fanno un gran lavoro di contenimento e ripartenza che permette all’Atalanta di stare sempre in attacco. Quando l’1-0 sembrava ormai scritto, al 45’ raddoppia Zappacosta e pareggia il risultato. Calcia da fuori l’ex Roma e Chelsea, che trova la deviazione di Bensebaini che facilita l’ingresso del pallone alle spalle di Kobel.
Il Dortmund deve spingere di più per sorprendere la Dea, che sembra in formissima. Al 57’, pochi minuti dopo l’inizio del secondo tempo, fa gol la Dea e la ribalta proprio Pasalic. L’uomo del momento dell’Atalanta che, dopo il gol contro il Napoli sempre in casa, ribalta anche questa partita. Ancora una volta di testa il croato, che fa dell’inserimento la sua arma principale. Sembra rinato il Dortmund dopo il 3-0: alza tantissimo il baricentro, gioca molto di più sulle fasce e mette al centro del gioco Guirassy, a cui arrivano tantissimi palloni. Al 75’, infatti, Adeyemi gela la New Balance Arena. Entrato da cinque minuti, il tedesco spacca subito la partita trovando un gran gol di sinistro imprendibile anche per Carnesecchi. Subito dopo ancora Dortmund con Guirassy che sbaglia clamorosamente da due passi l’occasione per il controsorpasso dei gialloneri.
Sembrano ormai scritti i supplementari, con la Dea che ha preso le misure al Dortmund e in questa fase riesce a contenere bene sia Guirassy sia Adeyemi, i due uomini più pericolosi. Ma al 95’ c’è il contatto decisivo. Krstovic viene toccato in area da Bensebaini con i tacchetti nella zona della fronte. Martinez non segnala nulla inizialmente, poi va a rivedere l’azione e assegna rigore. Silenzio totale a Bergamo: va Samardzic sul dischetto, gol. Esplode in un urlo tutta Bergamo. Bellissimo il rigore di Samardzic, che la piazza all’incrocio. Meritatissimo il gol per il serbo, entrato veramente bene in partita, riuscendo sia a sacrificarsi in difesa sia a calciare più volte in porta. Partita bellissima e combattutissima che termina 4-1, con l’Atalanta che agli ottavi incontrerà il Bayern Monaco di Kompany.
Spazio adesso alla Juventus, che doveva compiere un vero e proprio miracolo e ci era riuscita. Il Galatasaray è un avversario forte, lo abbiamo appreso, ma la Juventus ci mette quella grinta in più, quella spinta che fa tremare i turchi. All’inizio il Gala approccia per chiudere subito i conti, ma la Juventus inizia un vero e proprio forcing a metà del primo tempo; infatti i bianconeri hanno tantissime occasioni da gol con Yildiz e con Koopmeiners. Tanti tiri in porta dei bianconeri, nati soprattutto dall’esplosività degli esterni Conceicao e Yildiz, che mettono costantemente in difficoltà gli esterni turchi.
Al 36’ nasce proprio da Conceicao l’azione del calcio di rigore per la Juve. Palla del portoghese per Thuram, che viene travolto in modo inopportuno da Torreira: rigore. Spiazza Cakir Locatelli, che segna il gol dell’1-0. Finisce così il primo tempo, con la Juve che ha una grandissima occasione nel finale con Thuram, che però non va a segno.
Al 49’ si complica ancora di più la partita della Juve. Kelly commette un fallo inizialmente sanzionato con un giallo, il secondo, poi revisionato al VAR: dopo la review Pinheiro estrae il rosso diretto per Kelly, Juve in dieci. Non si scoraggia la Juve, che spinge ancora di più in zona offensiva con l’obiettivo di tenere basso il Galatasaray, data la mancanza di un difensore. Ciò permette ai bianconeri di calciare molto in porta, soprattutto grazie ai recuperi offensivi da pressing.
Al 70’ raddoppia la Juventus. Conclusione di Kalulu dopo l’imbucata di Zhegrova inizialmente respinta da Cakir, che però non può nulla sul tap-in ravvicinatissimo di Gatti che fa esplodere lo Stadium. Clima caldissimo a Torino, con i tifosi della Juve ancora più infervorati che sostengono tantissimo la squadra. Dopo un gol divorato da Thuram con il pallonetto e un palo colpito da Yildiz da posizione molto ravvicinata, accade l’impensabile. Assist di Koopmeiners con un cross che finisce sulla testa di McKennie, che deve solamente spingere in porta il pallone del 3-0: incredibile allo Stadium.
Impresa incredibile della Juventus nei primi 90’: ci saranno però altri 30 minuti prima degli eventuali rigori. Continua ad avere occasioni la Juventus, che si mangia un gol clamoroso con Zhegrova al 96’, che piazza abbondantemente fuori un mancino da centro area completamente solo. Vige ancora la legge del gol mangiato, gol subito, e in questo caso colpisce la Juventus. Al 105+1, quando ormai il primo tempo supplementare era quasi finito, Osimhen fredda Perin. Ottima posizione del corpo del nigeriano, che se la porta avanti col sinistro e calcia con il destro tra le gambe di Perin: gelo totale. A mio avviso torna avanti nel parziale in modo immeritato il Galatasaray, che aveva sofferto tutto il secondo tempo e la prima metà del primo tempo supplementare; ancora una volta però viene premiato il cinismo.
Ancora Juventus in attacco nel secondo tempo supplementare, ancora Zhegrova a calciare in porta, ma senza segnare. La chiude il Gala, ancora decisivo sotto porta, al 118’. Contropiede letale dei turchi, che fanno sentire l’inferiorità numerica della Juve nel finale. Yilmaz segna il gol del 3-2, che chiude ogni discorso rimonta e fa volare agli ottavi i turchi. Prestazione enorme dei bianconeri, che sono riusciti non solo a rimontare ma anche ad avere occasioni pericolosissime nei supplementari. I turchi affronteranno il Liverpool agli ottavi, già sfidato e battuto 1-0 grazie a Osimhen in Turchia.
Passano Bologna e Fiorentina, che giocano due partite molto diverse. I rossoblù, forti del vantaggio di 1-0 sul Brann, giocano una partita di contenimento senza spingersi troppo in avanti per cercare di chiuderla, mentre la Fiorentina rischia tantissimo di farsi rimontare, tanto che il match finisce ai supplementari. Se per il Bologna il primo tempo finisce sullo 0-0, con il Brann in dieci al 38’, per la Fiorentina finisce sullo 0-2 per lo Jagiellonia.
Doppietta di uno scatenato Mazurek, che mette in seria difficoltà la difesa della Viola con i suoi inserimenti ben calibrati e letali. Devono cambiare marcia i toscani se non vogliono farsi rimontare, come però accade al 50’. Ancora in gol Mazurek, che colleziona il terzo gol della sua partita, stavolta sulla sponda di Pululu che favorisce la conclusione del polacco.
Inizia invece nel migliore dei modi il secondo tempo del Bologna, con il gol di Joao Mario. Il portoghese ex Juve colpisce da centro area con il destro e trafigge Dyngeland con una conclusione chirurgica tra palo e difensore che non lascia scampo all’estremo difensore. Ipoteca la qualificazione agli ottavi la formazione di Italiano, che va sul 2-0 complessivo e si regala il derby italiano con la Roma nella seconda fase a eliminazione diretta, che si giocherà tra il 12 e il 19 marzo. A mio avviso qualificazione assolutamente meritata del Bologna, che domina il Brann sia all’andata sia al ritorno, anche facilitato dalla superiorità numerica.
Cambia invece la partita della Fiorentina, che è più presente in attacco ma senza mai trovare il guizzo decisivo. Fallisce una grande occasione al 90+4 la squadra di Vanoli, con il neoentrato Kean che calcia a lato da ottima posizione. Il match si decide dunque ai supplementari, dopo l’ottima prestazione dei polacchi e di Mazurek, che riescono a rimontare, oltretutto fuori casa, una partita che sembrava ormai ipotecata. Prevale però la Viola nel secondo tempo supplementare, quando con Fagioli e con un autogol di Romanczuk porta a casa la partita. Destro violentissimo dell’ex Juve da fuori area che non lascia scampo ad Abramowicz, mentre l’autorete arriva dal tiro di Kean successivamente deviato vicino al palo dal difensore polacco. Inutile il gol al 118’ di Balleste su erroraccio di De Gea, che non scuote la squadra polacca.
Perde ma si qualifica lo stesso la Viola, che agli ottavi di finale di Conference League affronterà il Rakow Czestochowa, arrivato secondo alla League Phase. Ottimo secondo tempo supplementare della Fiorentina che, a mio avviso, ha meritato di segnare e conseguentemente di passare il turno. Ottima partita, torno a ripetere, dei polacchi, che hanno messo in difficoltà la Viola dal 1’ al 120’.
Flavio Bussoletti
‘IN CAMPO CON FLAVIO’ – ATALANTA-NAPOLI 2-1: RIMONTA DEA CHAMPIONS RIAPERTA
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