‘In campo con Flavio’ – Arsenal-Psg sarà una finale da sogno: Arteta sfida Luis Enrique a Budapest
Sono terminate le semifinali di Champions, giocate tra Arsenal e Atletico e tra Bayern e Psg. L’andata in Spagna è terminata 1-1, con un dominio dell’Atletico, che non va però oltre il pareggio, mentre in Francia c’è stata una partita indimenticabile, terminata 5-4. In Inghilterra c’è una partita combattutissima, con le due squadre che lottano dal primo al novantesimo minuto.
L’Arsenal di Arteta è meno chiuso rispetto all’andata e vuole sfruttare il fattore casa, mentre Simeone riparte poco, sfrutta principalmente il 4-4-2 difensivo per poi uscire in contropiede e far male all’Arsenal. Il ritmo è altissimo, le squadre non si fermano un attimo. L’Atleti, nel primo tempo, ha una grande occasione con Giuliano Simeone, il cui destro viene murato da una super chiusura di Rice, ma anche l’Arsenal dice la sua.
Al 40’ la squadra di Arteta entra seriamente in partita, trovando buonissime trame dal basso e, soprattutto, il gol del vantaggio. Ad un minuto dalla fine del primo tempo, Trossard calcia dopo un cross di Gyokeres. Il belga trova una risposta clamorosa di Oblak, che però lascia lì il pallone per l’arrivo di Saka, che a porta vuota insacca. Gol, a mio avviso, meritatissimo dell’Arsenal, che stava salendo col baricentro ed ha trovato il gol nel miglior momento possibile.
Nel secondo tempo l’Atletico entra in campo con una “garra” mai vista, ha voglia di pareggiare e di regalare ai suoi tifosi il biglietto per Budapest, per la finale. Giuliano Simeone e Griezmann, però, sprecano due occasioni, soprattutto il figlio d’arte, che solo davanti a Raya si fa sbilanciare troppo facilmente da Gabriel. L’Arsenal prende le veci dell’Atletico del primo tempo, difende e riparte. Così ha una grande occasione per chiudere i conti con Gyokeres, che alza troppo il destro a due passi dalla porta.
Continua ad attaccare la squadra di Simeone, che a mio avviso meriterebbe il gol per l’impegno e per la cattiveria agonistica che sta mettendo in questo match, ma finisce così. La prima finalista della Uefa Champions League 2025/2026 è l’Arsenal di Mikel Arteta, che non partecipava ad una finale di questa competizione da esattamente 20 anni, dalla sua prima finale, persa 1-2 contro il Barcellona. A 702 miglia di distanza, il giorno dopo, si gioca la seconda semifinale, tra le due squadre più forti del mondo in questo momento.
Olise contro Kvara, Doue contro Luis Diaz, Dembele contro Kane, ma soprattutto Luis Enrique contro Kompany, una certezza e una sorpresa che si sfidano nella partita più importante dell’anno per le due squadre. Il tema della partita è chiaro: il Psg vuole trovare il gol del doppio vantaggio nel parziale e chiudersi, mentre il Bayern vorrebbe prendere le misure dei parigini per poi affondare, ma il loro piano sfuma subito.
Gli ospiti trovano subito il gol del vantaggio, grazie a Dembele. Dopo la doppietta dell’andata, il Pallone D’Oro si ripete. Dopo la discesa di Kvaratskhelia, il francese spinge in porta il pallone dello 0-1: estasi totale nel settore ospiti. Ora per il Bayern è durissima, soprattutto per l’assetto tattico degli ospiti. Il 4-3-3 di Luis Enrique si trasforma in un’autentica diga difensiva di marcatori a uomo, che impedisce di passare ai giocatori del Bayern, senza spunti ed idee tattiche.
I bavaresi le provano tutte: tiri da fuori, incursioni in area, cross tesi, ma nell’area del Paris non si entra e, se si tira, c’è un Safonov perfetto, che non fa entrare un pallone. Le occasioni principali i casalinghi ce l’hanno con Musiala, poco reattivo all’inizio del match, ma poi principale fonte di pericolo. Il 10 biancorosso compensa la totale assenza nel match di Olise, in bambola contro Nuno Mendes. I parigini hanno più volte l’occasione di chiudere il match con Doue e Kvaratskhelia, specialmente nel secondo tempo, ma anche Neuer sforna una prestazione invidiabile, con tre parate che tengono vivo il Bayern.
Il gol i tedeschi lo trovano troppo tardi, al 90+4’, quando ormai il match è chiuso. Kane si gira benissimo su Pacho e calcia fortissimo di sinistro sotto la traversa. Non ci può arrivare Safonov, ma il match è ormai finito. Passaggio in finale meritatissimo del Psg, che all’andata ha solamente peccato di attenzione negli ultimi 30 minuti, mentre all’Allianz Arena, con tutte le pressioni, non ha mai fatto passare l’armata di Kompany. Dunque la seconda finalista della Champions League 2025/2026 è il Paris-Saint Germain, per il secondo anno di fila dopo l’umiliazione rifilata all’Inter l’anno scorso. Budapest, 30 maggio 2026, Arsenal-Psg, emozione pura.
Flavio Bussoletti
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