Imbucato teatrale la recensione di “Neanche il tempo di piacersi”

Imbucato teatrale la recensione di “Neanche il tempo di piacersi”

In scena al Teatro della Cometa

Lo spettacolo messo in scena da Marco Falaguasta al teatro della Cometa dimostra ancora una volta che la sua dimensione ottimale è quella dell’ one man show. Quella del colloquio diretto con il pubblico, che ascolta il suo racconto e vive i suoi ricordi. Questa volta si parte dalla difficoltà di relazione con la figlia appena maggiorenne ed il suo mondo pieno di stimoli ed iperconnesso. Il confronto, esilarante, è con il mondo degli adolescenti degli anni ’80 fatto di telefoni a gettone, spalline e giubbotti alla Fonzie. Con le cassette del mangianastri della macchina che si inceppavano sempre nel momento meno opportuno.

E poi il confronto con la burocrazia, e con un sistema del quale il cinquantenne di oggi subisce la velocità. Velocità che non lascia, appunto, neanche il tempo di piacersi. Si ride parecchio, soprattutto per le situazioni nelle quali ognuno di noi si riconosce. Messe in scena dal protagonista con la consueta carica di simpatia e passione. Ma non manca la riflessione sugli insegnamenti fondamentali che ogni genitore deve trasmettere. Essenziale ma efficace la scenografia con i pannelli su cui si proiettano i filmati. Irresistibile la passeggiata sul palco con il CIAO rosso fiammante.

Maurizio Zucchetti

La recensione di “Imparare ad amarsi”

Imbucato teatrale la recensione di “Imparare ad amarsi”

Carlo ed Isabella si incontrano, si amano, si sposano e poi la crisi, le liti, il divorzio, la ricostruzione dei rapporti, il rifiorire dei sentimenti e… . Il testo di Laroque e Palmade, opportunamente adattato per le nostre latitudini da Claudio Insegno, ci racconta le vicissitudini di una coppia come tante durante i cambiamenti vissuti dal proprio rapporto. Pino Insegno ed Alessia Navarro interpretano il testo, divertente e ricco di battute al netto di qualche calo narrativo, con brio ed adeguata tensione.

Il perfetto affiatamento fra i protagonisti permette di introdurre nella storia un gruppo di comprimari. Come Maria la cameriera, i genitori di Isabella, i nuovi compagni Filippo ed Ana che non ci sono ma in effetti ci sono. Resi reali dal coinvolgimento del pubblico nelle vicende raccontate. Essenziale ma molto versatile la scenografia, colorata da piacevoli giochi di luce che sottolineano i quadri narrativi.

Maurizio Zucchetti