Imbucato teatrale la recensione di “Imparare ad amarsi”

Imbucato teatrale la recensione di “Imparare ad amarsi”

in scena al Teatro della Cometa 

Carlo ed Isabella si incontrano, si amano, si sposano e poi la crisi, le liti, il divorzio, la ricostruzione dei rapporti, il rifiorire dei sentimenti e… . Il testo di Laroque e Palmade, opportunamente adattato per le nostre latitudini da Claudio Insegno, ci racconta le vicissitudini di una coppia come tante durante i cambiamenti vissuti dal proprio rapporto. Pino Insegno ed Alessia Navarro interpretano il testo, divertente e ricco di battute al netto di qualche calo narrativo, con brio ed adeguata tensione.

Il perfetto affiatamento fra i protagonisti permette di introdurre nella storia un gruppo di comprimari. Come Maria la cameriera, i genitori di Isabella, i nuovi compagni Filippo ed Ana che non ci sono ma in effetti ci sono. Resi reali dal coinvolgimento del pubblico nelle vicende raccontate. Essenziale ma molto versatile la scenografia, colorata da piacevoli giochi di luce che sottolineano i quadri narrativi.

Maurizio Zucchetti

La recensione di “Orgasmo e Pregiudizio”

Imbucato Teatrale la recensione di “Orgasmo e pregiudizio”

Venti anni, ma non li dimostra. Lo spettacolo di Fiona Bettanini e Diego Ruiz, per la regia di Pino Ammendola e Nicola Pistoia, intrattiene il pubblico da un ventennio con l’eterno dilemma del rapporto uomo-donna. Diego e Fiona sono amici di lunga data e legati da un affettuosa complicità. Si trovano a dover passare insieme una notte in un triste motel di provincia. Confinati su un letto trash dal quale non scenderanno mai si abbandonano fra imbarazzi, schermaglie e reticenze con i rispettivi partner. Fino ad una liberatoria conversazione su quanto non hanno mai confessato a nessuno in tema di appetiti, preferenze e debolezze sessuali.

Gli interpreti divertono e si divertono mostrando con molta ironia i propri corpi ed intessendo un dialogo serrato, al netto di qualche pausa narrativa del testo. Infarcito di doppi sensi e battute ammiccanti, sulle infinite variazioni del tema. Un continuo rincorrersi, farsi avanti e tornare indietro, sforzandosi di mantenere l’amicizia, nonostante la prepotenza delle pulsioni fisiche, sottolineato dalle numerose risate del pubblico.

Maurizio Zucchetti