3 Gennaio 2026

‘In campo con Flavio’ – Ultimo turno del 2025: vincono tutte le big corsa Scudetto e Champions più corta

‘In campo con Flavio’ – Ultimo turno del 2025: vincono tutte le big corsa Scudetto e Champions più corta

‘In campo con Flavio’ – Ultimo turno del 2025: vincono tutte le big corsa Scudetto e Champions più corta

Serie A

Ultimo turno del 2025, si restringe il cerchio di squadre in zona Champions-Scudetto. Si è concluso il 17º turno di Serie A, l’ultimo di questo 2025, ed ha visto vincenti tutte le concorrenti allo Scudetto e alla Champions. In particolare, le partite Milan-Verona, Atalanta-Inter, Cremonese-Napoli e Roma-Genoa hanno dato conferme su chi può puntare a quale competizione.

Milan-Verona, si sblocca Nkunku in Serie A a San Siro. Il Milan domenica affrontava il Verona tra le mura amiche, non un ostacolo facile, dato che nelle ultime 5 gare gli scaligeri hanno accumulato 2 vittorie importantissime in chiave salvezza, vincendo contro Fiorentina ed Atalanta; infatti, si sono staccati dall’ultimo posto. Mentre il Milan di Allegri sta continuando ad affermarsi tra le prime 4, in campionato 2 vittorie nelle ultime tre e secondo posto.

La partita inizia subito con il Verona piuttosto chiuso in difesa, ben organizzato tatticamente. Attacca molto il Milan, che difensivamente non concede nulla, lasciando spazio a Pulisic, Nkunku e Loftus-Cheek per impensierire Montipò e la difesa veneta. Questi tre uomini sono i più ispirati del match, creano occasioni a profusione e sono quasi immarcabili. A mio avviso il Verona tiene bene il campo, riesce a muoversi correttamente in difesa, ma il Milan merita il gol, che infatti arriva al 46’.

Passa il primo minuto di recupero del primo tempo e segna il Milan con Pulisic. Rabiot spizza di testa sul corner di Modric, palla che arriva a Pulisic che deve solo spingere in porta il gol del vantaggio. Finisce così il primo tempo. Fuori Giovane nel Verona, mai entrato in partita, e dentro Orban nel primo tempo. Si riparte e subito, al 47’, c’è rigore per il Milan. Nkunku atterrato in area dall’ex Roma Nelsson, nessun dubbio per Fabbri che assegna il penalty ai rossoneri.

Sul dischetto Nkunku che spiazza Montipò e si sblocca in campionato, aveva infatti trovato il gol solamente contro il Lecce in Coppa Italia. Nell’arco di 5 minuti il Milan chiude la partita, trovando la doppietta di Nkunku ed il 3-0. Tiro di Modric che, dopo essere stato toccato da Montipò, sbatte sul palo; sulla respinta il più lesto di tutti è Nkunku che, a porta sguarnita, la mette in rete. Crea ancora il Milan, ma non riesce più a trovare il gol. Verona con pochissima ispirazione offensiva, sia Giovane prima che Orban poi, infatti, non sono riusciti a lasciare il segno.

Vittoria, come detto, meritata a mio avviso dagli uomini di Allegri che hanno annullato il Verona.
Finisce così, il Milan, aspettando Napoli ed Inter, si prende la testa della classifica. Cremonese-Napoli, altra partita decisa nel primo tempo. Alle 15 di domenica va in campo il Napoli a Cremona. Momento super per il Napoli, reduce dalla vittoria della Supercoppa Italiana a Riyadh, maturata dopo aver battuto Milan e Bologna. Sono in particolare forma Hojlund e Neres: il secondo è andato in gol in semifinale e doppietta in finale, mentre il primo gol e assist in semifinale e partita perfetta in finale. Anche la Cremonese arriva da un ottimo periodo, infatti nelle ultime 4 sono arrivate 2 vittorie, 1 pareggio ed 1 sconfitta.

Primi minuti di studio tra le due squadre, al 13’, però, la sblocca Hojlund. Dà continuità alle sue prestazioni il danese, che timbra il cartellino per la quinta volta in Serie A. Cross respinto dalla difesa biancorossa, tiro di Spinazzola sporcato, su cui si avventa Hojlund. L’ex United mette dentro a porta vuota il gol del vantaggio partenopeo. Prova a rispondere la Cremonese con Bianchetti, il cui tiro però finisce alto. Sale ora il Napoli, che alza il baricentro e crea molte occasioni da gol pericolose con Hojlund, Politano e soprattutto Di Lorenzo. Infatti il tiro a botta sicura del capitano del Napoli viene fermato da Bianchetti.

Al 45’, come successo a San Siro, fa gol Hojlund. Ancora lui, ancora in girata, ancora da deviazione.
Tocco di McTominay su rimpallo, sfera che arriva a Hojlund che, ancora solo e ben appostato, in girata trafigge Audero. Finisce così il primo tempo, doppio vantaggio a mio avviso meritatissimo per il Napoli, che ha saputo limitare bene gli attaccanti della Cremonese ed essere cinico davanti. Continua ad attaccare il Napoli, con Hojlund che va per parecchie volte vicino alla tripletta; si rivede McTominay in attacco.

Lo scozzese, infatti, a livello realizzativo ha deluso quest’anno, ma ha un’importanza siderale per il Napoli con questo assetto tattico; l’anno scorso c’era Lobotka che era il perno e rimaneva spesso in difesa insieme ad Anguissa che faceva benissimo le due fasi, mentre quest’anno, con gli infortuni dei due, il secondo è ancora fermo, deve fare lui questo lavoro. Si è vista poco oggi la coppia d’attacco Vardy-Bonazzoli, che ha creato veramente poco, se non nulla, in zona offensiva. Finisce così, vittoria importantissima e meritata per il Napoli, con la Cremonese oggi sottotono; grandi meriti per il Napoli che ha saputo essere cinico all’inizio, mentre lo è stato poco nella seconda frazione.

Atalanta-Inter, l’unico big match di giornata è nel segno di Lautaro. Domenica alle 20:45 si è giocata Atalanta-Inter alla New Balance Arena di Bergamo. Le due squadre vengono entrambe da un ottimo momento, l’Atalanta infatti viene da 3 vittorie consecutive tra campionato e Champions e con Palladino sembra che abbia la giusta filosofia di gioco per ambire a posti più alti in classifica, dato che si trovano decimi. In campionato, invece, l’Inter viene da 2 vittorie consecutive e con una vittoria si prenderebbe la vetta in solitaria. Non ci sono particolari occasioni da gol nella prima mezz’ora di gioco, con le due squadre che però hanno ritmi alti e cercano di fare la partita.

L’Inter sviluppa spesso il gioco sulla destra da Luis Henrique che parte in velocità oppure scarica verso Thuram o Lautaro. L’Atalanta invece gioca molto centrale, con Ederson che va più volte al tiro e serve molte volte Scamacca. Al 35’, dopo l’occasione avuta da Lautaro Martinez, il VAR annulla un gol a Thuram per posizione irregolare. Guadagna campo l’Inter nel finale, ma non riesce ad impensierire Carnesecchi e la difesa atalantina. Finisce così il primo tempo, a mio avviso è giusto il pareggio; meritava forse qualcosa in più l’Inter, ma anche l’Atalanta sta mostrando di saper stare nell’area di rigore avversaria.

Entrano con un altro atteggiamento in campo le due squadre, con un approccio molto più offensivo, con un gioco rapido e subito a cercare i rispettivi vertici. L’Atalanta va in gol al 55’ con De Ketelaere, tutto fermo però per una posizione irregolare di Zalewski. Subito dopo, però, c’è una colossale occasione per l’Inter. Percussione in velocità perfetta di Luis Henrique, che davanti a Carnesecchi si fa però ipnotizzare in uscita; ancora il brasiliano sul pallone che serve al centro Barella. Il numero 23 calcia incredibilmente a lato e spreca una grandissima occasione per andare in vantaggio. Stesso scenario al 61’, quando viene negata la gioia del gol a Scamacca, partito in evidente posizione di offside. Al 65’, però, passa l’Inter.

Erroraccio di Djimsiti che serve Esposito vicino all’area di rigore. L’ex Spezia passa il pallone a Lautaro che davanti a Carnesecchi è freddo e sigla il gol dello 0-1. Prova a controllare il match l’Inter, che dopo i due spaventi dei gol annullati sembra aver preso definitivamente le misure all’Atalanta. All’87’, però, c’è l’occasione più clamorosa del match. De Ketelaere serve Samardzic al centro dell’area. L’ex Udinese calcia a lato un rigore in movimento, tutto solo la colpisce male e spreca un’ottima occasione per pareggiare i conti. Finisce così, 0-1, ancora Lautaro decisivo; spreca troppo la formazione di Palladino, è cinica quella di Chivu che ha avuto poche occasioni importanti ma le ha sapute sfruttare, anche se non tutte, a dovere. L’Inter che dunque si invola a +1 sul Milan secondo, finisce il 2025 primo Christian Chivu, ancora decima l’Atalanta, che nella prossima partita affronterà la Roma di Gasperini, un gradito ritorno per il tifo bergamasco.

Roma-Genoa, Gasperini doma De Rossi, è 3-1 all’Olimpico. A proposito di rientri, come non citare questo. Il ritorno di una bandiera nella propria città, nello stadio in cui ha giocato 20 anni della sua vita, tutta la carriera da calciatore. Mai stato avversario, né tantomeno nemico. Ieri è tornato a casa Daniele De Rossi, anche se avversario, ha ricevuto un’accoglienza incredibile da parte del tifo romanista. La Roma viene da un brutto periodo in campionato, ha infatti perso 3 partite delle ultime 4, vincendo solo contro il Como; ha perso 3 posizioni in classifica, ora è infatti quarta. Ugualmente il Grifone, che sembrava aver la giusta quadra, ha perso 3 delle ultime quattro, comprendendo anche la Coppa Italia. Dopo i primi 10 minuti di costruzione da parte della Roma e di grande pressione da parte del Genoa, i giallorossi trovano la via del vantaggio. Rilancio di Ziolkowski che vince il duello contro Ekuban, deviazione sporca di Vasquez che favorisce Soulé.

L’argentino davanti a Sommariva è freddo e batte il portiere genoano, anche favorito da una deviazione di Otoa. Continua ad attaccare la Roma, che ha una grande occasione con Ferguson. Gran tiro da parte dell’irlandese, a cui risponde una grande parata di Sommariva, che toglie, almeno momentaneamente, il gol a Ferguson. Un minuto dopo, raddoppia la Roma. Primo tempo ottimo della squadra di Gasperini, che va in doppio vantaggio con il primo gol stagionale di Manu Koné. Ferguson tocca per Koné che, al termine di una bella azione corale, segna ancora con una deviazione, raddoppio Roma; non riesce ad uscire il Genoa. Controlla il match la Roma, che fraseggia bene ed esce spesso utilizzando Dybala oppure Wesley.

Al 31’, sull’ennesimo errore difensivo del Genoa, la Roma cala il tris. Retropassaggio scellerato da parte di Malinovskyi, che regala il pallone a Soulé. L’argentino non è freddo come in precedenza, si fa parare infatti il tiro, ma sulla respinta si avventa Ferguson che, pur non colpendola bene, la mette in rete, siglando il terzo gol in mezz’ora della Roma. Viene annullato un gol ai giallorossi prima della fine del primo tempo. Finisce così la prima frazione, a mio avviso risultato giusto, con la Roma che ha avuto grandi occasioni, anche dovute a errori difensivi importanti del Genoa, e le ha sapute sfruttare.

Secondo tempo che inizia con la Roma che gira palla, il Genoa va in pressing ma non riesce mai ad affondare. In fase di palleggio del Grifone gli uomini di Gasperini non vanno a pressare, lasciando che il Genoa avanzi fino a centrocampo per poi andare a fermare la ripartenza. Partita che ha ritmi bassissimi, senza occasioni. All’87’ segna il Genoa con Ekhator. Su calcio d’angolo pallone sporcato dalla difesa della Roma, il centravanti italiano calcia e, con deviazione, la mette alle spalle di Svilar. Finisce così il match, 3-1; ritorno a casa amaro per Daniele De Rossi. Finisce anche il 2025 di Serie A, con l’Inter primo, il Milan appena dietro, il Napoli terzo e la Roma quarta a +1 sulla Juventus, con Milan, Inter e Napoli che hanno una partita in meno per la Supercoppa.

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