Imbucato teatrale la recensione di “Siciliano per caso?”

Imbucato teatrale la recensione di “Siciliano per caso?”

In scena al Teatro Golden

Un gentiluomo di altri tempi. Questa è la migliore definizione per Gianfranco Jannuzzo, e per il suo spettacolo messo in scena per la regia di Roberto D’Alessandro. La storia di Giovannino Pattarizzuti che parte dal natio borgo siciliano di Saponara Marittima e vi torna dopo aver girovagato per l’Italia è narrata con garbo e raffinata ironia. Con verve brillante basata sulle battute e sulla profonda conoscenza dei tempi comici, senza indulgere alla volgarità o all’umorismo pecoreccio.

Jannuzzo, emozionato nonostante la lunga e gloriosa carriera come si deve essere se si rispetta il pubblico, ci accompagna in giro per la Penisola. Dimostrando una tale padronanza dei vari dialetti che ci si chiede, appunto, se sia nato in Sicilia solo per caso. Aneddoti e battute intrigano piacevolmente gli spettatori fino al finale. Dove cambia completamente il registro interpretativo nella descrizione del rapporto fra il protagonista e la sua terra d’origine. Raccontato con serietà e con passione che dimostrano ancora una volta il talento ed il coraggio dell’interprete.

Maurizio Zucchetti

La recensione de “Il motore di Roselena”

Imbucato teatrale la recensione de “Il motore di Roselena”

Sorprendente, graffiante e divertente il bel testo ideato e recitato da Gea Martire per la regia di Nadia Baldi. La storia di Roselena, ragazza napoletana con la passione dei motori, denuncia la proibizione che le donne avevano fino a non molti anni fa di muoversi in alcuni contesti. E di quanto ci sia comunque ancora da fare. Roselena sa di essere diversa e combatte contro la derisione, la sufficienza e perfino la violenza dei maschi. Ma non si arrende, vincendo alla fine la sua battaglia che da uno “scasso” napoletano la porterà a guidare una Maserati.

In una scenografia spoglia e gelida, con indosso una tuta da pilota, ci racconta la sua storia con toni ruvidi, quasi irritanti sulle prime. Trascinandoci a fare il tifo per lei, donna in un mondo di uomini con l’unica colpa di voler realizzare un sogno. Andando incontro al “vento di cambiamento” di cui tanto si parla. Gea Martire dà corpo ed emozioni a Roselena con ritmo e passione, dimostrando il suo talento anche attraverso lampi di comicità in un tessuto certamente drammatico. Interessante, e significativo, che il suo eloquio passi dal napoletano strettissimo ad un italiano perfetto solo quando parla di motori.

Maurizio Zucchetti