Imbucato teatrale la recensione di “Risonanze magnetiche”

Un fondale nero, disadorno come a volte può essere la mente umana. Una scenografia essenziale, costituita da qualche cubo nero con cui costruire un lettino da psicanalista, un letto matrimoniale o una tavola conviviale. Alessandra Panelli racconta l’amicizia che lega Agata, Celeste e Saverio come un punto fermo attraverso gli anni e le vicissitudini della vita. Fra paure e desideri di cambiamento, ma sempre con la grande determinazione di realizzare un progetto insieme.

I tre protagonisti cadono e si rialzano, lasciano ingombranti ex e si aprono a nuove esperienze. Raccontando i loro punti di forza e di debolezza attraverso istantanee dell’esistenza. Si sorride, si riflette e ci si identifica nei diversi personaggi , positivi ma più spesso negativi.

Da apprezzare i disegni animati sul fondale che introducono le scene con leggerezza. Forse evitabile la mimica in luogo degli oggetti di scena.

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Maurizio Zucchetti