Giuseppe Conte, da ‘Avvocato del Popolo’ ad autoproclamato Presidente della Repubblica

Verhofstadt dà del burattino a Conte? Inopportuno, ma ha detto la verità

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è sempre più in confusione. Aveva esordito, poco dopo il suo insediamento, proclamandosi “Avvocato del Popolo”. In realtà, è l’esatto contrario di Primo Ministro che deve reggere le sorti del Paese essendo responsabile delle politiche da adottare. Queste politiche, qualche volta, possono anche non essere condivise, ma sono utili per il miglioramento dell’economia. Quindi, anche del benessere di tutti i cittadini. Conte ha, poi, finito con il proclamarsi, in una recente intervista, Presidente della Repubblica, garante della Costituzione, espropriando in tal modo Mattarella.

Inoltre, a forza di fare il portavoce ora di Di Maio, ora di Salvini, finisce per non essere credibile nè all’interno del Paese, nè all’estero. Perchè le posizioni dei dioscuri sono alternative e resistono in base ad un accordo che non è politico, ma di potere. Il famoso contratto stipulato tra i due non può essere considerato un manifesto per governare. Al contrario, è semplicemente uno strumento per stare al potere e per cercare di trarre il massimo vantaggio elettorale. Tutto questo stando nella stanza dei bottoni.

Di Maio e Salvini: due arroganti nella stanza dei bottoni

Con tale patto, faticosamente tenuto in piedi, i due sono costretti a denigrare con termini, quasi sempre pesanti, derivanti da un linguaggio rozzo, tutti coloro che esprimono giudizi diversi. Sia che si tratti di Istituzioni di questo Paese, come ad esempio la Banca D’Italia, sia che si tratti di Istituzioni internazionali. Non parliamo poi di come ci si rivolge ad altri Paesi sovrani.

L’atteggiamento che assumono i dioscuri, ogni qualvolta che qualcuno si azzarda ad avanzare delle critiche, è sempre di sufficienza, o meglio di arroganza. Ciò dà luogo a risposte offensive non solo alle persone, ma anche alle Istituzioni che esse rappresentano. Un esempio? Salvini ha delegittimato un magistrato che, leggi alla mano, commentava una fattispecie penalmente rilevante. Siccome la critica non era gradita al Capo della Lega, gli ha risposto che non è stato eletto. Ma crede davvero che il fatto di essere eletto e di avere consenso elettorale, gli permetta di essere al di sopra delle leggi? Persino superiore a tutti gli altri poteri costituzionali? La sua ignoranza può essere un volano per ottenere consensi tra la gente. Però non può travalicare la Costituzione e i dettami in essa contenuti. Perchè, se così fosse, il Paese si troverebbe in grave pericolo.

Conte non argina Di Maio e Salvini, anzi ne diventa complice.

In questo contesto, il Presidente del Consiglio è incapace di frenare questa deriva. Anzi, rendendosene complice, dimostra appieno la sua posizione di premier “portavoce”. Questo è abbastanza evidente in Italia, ma non sfugge neanche a livello internazionale. Per questo al di là di ciò che appare nei servizi, che lo vedono ritratto con capi degli altri Stati, c’è da pensare che nei fatti non viene tenuto in grande considerazione.

Verhofstadt su Conte? E’ stato inopportuno, però la sua fotografia è veritiera.

Plasticamente, la cosa è venuta fuori nell’intervento al Consiglio d’Europa. Lì Conte è stato invitato ad esporre la politica italiana nei confronti della UE. C’è stato, in un’aula semivuota, il gelo da parte di tutti i consiglieri eletti degli altri Paesi europei. Non burocrati, come afferma Salvini. L’epressione inopportuna del Capogruppo liberale nel Consiglio, Guy Verhofstadt, che ha definito Conte un burattino nelle mani di Di Maio e Salvini, è veritiera. Perchè fotografa una realtà che è di fronte agli occhi di tutti.

Mario Balzano

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