Vuoi leggere la recensione di “Una posizione scomoda” di Francesco Muzzopappa? “Una posizione scomoda” di Francesco Muzzopappa leggi la recensione

“Una posizione scomoda” di Francesco Muzzopappa leggi la recensione

Titolo: Una posizione scomoda
Autore: Francesco Muzzopappa
Genere: narrativa
Editore: Fazi Editore
Pagine: 221
Prezzo: Euro 14,50
Prezzo E-book: 6,99

Sinossi: Fabio è un giovane sceneggiatore di talento diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Un ragazzo destinato a grandi cose, una promessa del cinema italiano. Dopo diversi tentativi andati a vuoto, purtroppo l’unico modo che ha per sbarcare il lunario è scrivere copioni per il cinema a luci rosse. Tacendo del suo lavoro ai genitori e agli amici che lo immaginano autore di teatro.

Così, invece di veder realizzato Il Cielo di piombo, un’opera che nasconde da anni nel cassetto, a Fabio tocca scrivere sceneggiature come I ragazzi del culett0. Ma anche A volte ritromban0 e L’importanza di chiavarsI Ernesto, quest’ultimo candidato al Festival del Porn0 di Cannes dove Fabio sarà in lizza per il famoso Zizi d’or. Lì avrà inizio il disastro…

“Una posizione scomoda” affronta tematiche serissime, per certi versi addirittura tragiche, quali, ad esempio, la generazione dei trentenni, completamente dimenticata dal mondo del lavoro. Ma anche il disagio nel vivere in una società tutt’altro che meritocratica, fenomeno tipicamente italiano. Lo fa, però, in maniera esilarante.

Fin dalle primissime righe, infatti, Muzzopappa cattura l’attenzione del lettore con una scrittura agile e scorrevole. Le sfigatissime vicissitudini del protagonista, Fabio Loiero, sono raccontate con la giusta carica di vetriolo, disinnescato, sapientemente, con fulminanti titoli di parodie porn0. Una punteggiatura fondamentale per stemperare il clima serissimo e, soprattutto, per far esplodere chi legge in sonore risate.

Muzzopappa si diverte coi paradossi, ci sguazza e ne riempie le pagine del suo primo romanzo.

In “Una posizione scomoda”, Muzzopappa racconta un mondo, quello del porn0, non con il morboso voyeurismo che sarebbe lecito aspettarsi. Al contrario, lo indaga fin nei minimi dettagli e senza risparmiare nulla, ma in maniera assolutamente asettica e fredda. Ne viene fuori una vis comica poderosa, perché restituisce l’esibizione della nudità, in particolare dei genitali maschili e femminili, ad una dimensione di tristezza, di mancanza di dignità, di ultima spiaggia.

Lo scrittore, inoltre, costella l’acidissimo mondo di Fabio Loiero di personaggi surreali eppure, incredibilmente, frequenti nella vita di ciascuno di noi. Chiunque, infatti, potrà facilmente ricordare di aver avuto un’amica identica a Smadonna, o un coinquilino come Giovanni Settemacchie. Chi, poi, non avrà mai incontrato una coppia simile a quei Ned e Maude Flanders di simpsoniana memoria che il protagonista ha per genitori.

Muzzopappa si diverte coi paradossi, ci sguazza e ne riempie le pagine del suo primo romanzo. Un’opera prima potente e divertentissima, capace di coniugare lo spasso con le tematiche sociali. Tutto fila liscio e scorrevole fino al finale, un pochino deludente perché non riesce a mantenere sana quella carica di cattiveria che permea tutto il racconto.

Peccato, perché il sottotitolo ideale poteva essere “Il primo tragico Loiero” e, invece, nelle ultime pagine l’autore non tiene il confronto con Paolo Villaggio. Poteva essere il nuovo Fantozzi (finalmente!). Non lo è, ma rimane consigliatissimo a chi non rinuncia alla riflessione nemmeno quando vuole divertirsi

Francesco G. Balzano
(account Instagram: lamantino_della_lettura)

“IL GIOCO DELLA VITA” DI MAZO DE LA ROCHE LEGGI LA RECENSIONE