“Toy Story 4” la recensione del film

“Toy Story 4” la recensione del film

Regia: Josh Cooley

Voci italiane: Angelo Maggi, Massimo Dapporto, Cinzia De Carolis, Luca Laurenti, Nanni Baldini, Fanrizio Vidale, Federica De Bortoli, Ilaria Stagni, Corrado Guzzanti.

Genere: Animazione

Durata: 99 minuti

Voto: ♥♥♥♥

“Toy Story 4”: la trama del film

Woody ha sempre saputo quale fosse il suo posto nel mondo. La sua priorità è sempre stata prendersi cura del suo bambino, che si trattasse di Andy o di Bonnie. Quando Forky, il nuovo progetto scolastico di Bonnie trasformato in un giocattolo, si autodefinisce “spazzatura” e non giocattolo. Woody decide di mostrargli gli aspetti positivi di questa nuova vita. Ma quando Bonnie porta con sé tutta la banda di giocattoli in un viaggio con la sua famiglia, Woody fa un’inaspettata deviazione, che lo porta a ritrovare la sua amica scomparsa da tempo, Bo Peep. Dopo aver trascorso anni per conto proprio, lo spirito avventuroso di Bo e la vita “on the road” hanno rovinato la sua porcellana. Woody e Bo scopriranno che le loro rispettive vite come giocattoli sono ormai agli antipodi. Ma presto si renderanno conto che questo è l’ultimo dei loro problemi.

“Toy Story 4 è lì a dimostrarci che le idee, in casa Pixar, non si esauriscono mai”

Le saghe, capitolo dopo capitolo, perdono sempre un po’ della loro forza originale. Non hanno sempre la stessa carica emotiva, l’inventiva viene meno e la narrazione viene trascinata al solo scopo di spolpare, fino in fondo, un brand vincente. Questa è una critica banale, seppur spesso assolutamente veritiera, che si può adattare a qualsiasi tipo di epopea cinematografica. Ma non vale per “Toy Story”. Il quarto episodio, anzi, è lì a dimostrarci che le idee, in casa Pixar, non si esauriscono mai. Il merito è da attribuire al produttore e regista John Lasseter che, per non cadere nella trappola della noia, si affida a tre sceneggiatori degni di una all star.

“Toy Story 4 ha aggiunto alla squadra di sceneggiatori due scrittrici di immenso valore come Stephany Folsom e Rashida Jones”

Lo script, infatti, è firmato dal veterano della saga “Toy Story”, Lee Unkrich, autore anche di un altro capolavoro Pixar come “Coco”. E poi, accanto a lui, ci sono anche Pete Docter (“Monsters & co.”, “Up e “Inside Out”) e Andrew Stanton (“A Bug’s Life”, “Alla ricerca di Nemo”, “WALL•E” e “Alla ricerca di Dory”). Basterebbero questi nomi a dare al quarto capitolo una garanzia di assoluta qualità, ed invece Lasseter ha preferito esagerare. Perché ha aggiunto alla squadra di sceneggiatori due scrittrici di immenso valore come Stephany Folsom e Rashida Jones.

“E’ proprio il tocco femminile a fare di Toy Story 4 un vero capolavoro del cinema di animazione”

Ed è proprio il tocco femminile a fare di “Toy Story 4” un vero capolavoro del cinema di animazione. Si, perché è evidente nella storia l’onda emotiva provocata dal movimento ‘Me too’, ma è inserita nella narrazione in maniera naturale, senza forzature. I personaggi in ‘rosa’ di questa pellicola sono i più riusciti, con la tenerezza della piccola Bonnie, passando per la rediviva Bo Peep fino alla spassosissima Dolly. Ma dove si raggiunge la perfezione nella caratterizzazione è nella bambola Gabby Gabby. La personalità disegnata attorno a questo giocattolo è la perfetta sintesi dell’inventiva della Pixar.

“Pur essendo un prodotto di animazione, Toy Story 4 non rinuncia mai al suo dovere di introspezione”

Senza spoilerare troppo, è bene avvisare che in “Toy Story 4” non esistono buoni e cattivi, ma solo ultimi e dimenticati. E’ proprio attorno a questa condizione che ruota tutto il film. Sono solo le sfumature che rendono un ‘freak’ più aggressivo di un altro. Ma l’essenza rimane la stessa. Pur essendo un prodotto di animazione, la pellicola non rinuncia mai al suo dovere di introspezione, al suo dovere di indagare nelle diverse psicologie senza mai giudicare. Non fidatevi delle apparenze, delle prime impressioni, perché nessun personaggio è come sembra. Neppure chi, ormai, crediamo di conoscere benissimo, come Woody.

In “Toy Story 4”, ciascun giocattolo si incammina sulla strada per conoscere (davvero) sé stesso

In “Toy Story 4”, ciascun giocattolo si incammina sulla strada per conoscere (davvero) sé stesso. Partendo da un presupposto: in fondo, nessuno è indispendabile. E se c’è chi, inizialmente, è felicissimo di essere considerato spazzatura, come il divertentissimo Forky, c’è pure chi, come il nostro sceriffo preferito, avrà bisogno di capirlo. Perché chi l’ha detto che per essere felici, dobbiamo servire a qualcosa o qualcuno? Già, questo film è un enorme messaggio a piccini e grandi a riflettere sempre sulla nostra condizione e a fermarsi. Perché prima di essere scarti degli altri, dobbiamo imparare ad essere utili a noi stessi.

“Toy Story 4” la recensione del film

La saga cinematografica chiude (?) in bellezza la sua narrazione, grazie anche e soprattutto ad un cast italiano di primissimo livello. Angelo Maggi è convincente nel prestare la voce a Woody, subentrando al mai troppo compianto Fabrizio Frizzi. Ma le sorprese più grandi arrivano da Luca Laurenti (Forky) e un immenso Corrado Guzzanti (il divertentissimo Duke Caboom). “Toy Story 4” è il perfetto esempio di quanto un film d’animazione possa far ridere a crepapelle e piangere di cuore. E di come laddove c’è creatività, non esiste noia, nemmeno nella lunga serialità. Puntando sempre all’infinito, per andare oltre…

Francesco G. Balzano

“TOY STORY 4” LA SCHEDA DEL FILM