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“Storia di chi fugge e di chi resta” di Elena Ferrante leggi la recensione

Titolo: Storia di chi fugge e di chi resta
Autore: Elena Ferrante
Genere: Narrativa
Editore: Edizioni e/o
Pagine: 384
Prezzo: Euro 19,50
Prezzo e-book: Euro 11,99

Trama: Elena e Lila sono diventate donne. Lo sono diventate molto presto. Lila si è sposata a sedici anni, ha un figlio piccolo, ha lasciato il marito e l’agiatezza, lavora come operaia in condizioni durissime. Elena è andata via dal rione, ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha aperto le porte di un mondo benestante e colto. Ambedue hanno provato a forzare le barriere che le volevano chiuse in un destino di miseria, ignoranza e sottomissione.

“Storia di chi fugge e di chi resta” è il terzo capitolo della saga “L’amia Geniale”, scritta da Elena Ferrante”. Il lettore continua a seguire le vicende delle due ragazze, che ormai adulte viaggiano su due binari paralleli. Elena è alle prese con il suo nuove stile di vita totalmente diverso dall’ambiente del rione, dal quale Lila non è mai riuscita ad uscire.

E proprio questa distanza e i modi diversi di vivere che allontanano le due amiche. Elena che da sempre si paragona a Lila, ora vede delle sue sfumature caratteriali che fino a quel momento ignorava. Tutto ciò la porta a pensare anche in modo negativo della sua vecchia amica. La Ferrante nel libro dà più risalto alle vicende di Lenù, il lettore segue tutti i suoi patimenti e ragionamenti. Il resto del mondo lo conosce solo da quello che riporta la protagonista.

In questo terzo capitolo il lettore difficilmente empatizzerà con le due protagoniste. Le ragazze sono sempre più irritanti, sicuramente molto di più Elena, che non riesce mai a godersi quello che ha. E’ un continuo lamentarsi. Se negli altri libri il mondo esterno veniva solo accennato, in “Storia di chi resta e chi fugge” la situazione italiana in continua lotta è sempre più presente. Quello che accade fuori, ha forti ripercussioni nel piccolo mondo del rione.

Questo terzo capitolo de “L’amica geniale” è forse quello più difficile da leggere, perchè ora le due ragazze prendono sempre più consapevolezza della loro situazione. E questo ha reso il romanzo molto intimo, ma sempre con un linguaggio crudo e diretto. Pur essendo un libro più lento la Ferrante riesce a tenere alta l’attenzione del lettore. Ormai è totalmente coinvolto e non vede l’ora di sapere cosa accadrà nel romanzo finale.

Barbara Piergentili

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