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“Storia della bambina perduta” di Elena Ferrante leggi la recensione

Titolo: Storia della bambina perduta
Autore: Elena Ferrante
Genere: Narrativa
Editore: Edizioni e/o
Pagine: 464
Prezzo: Euro 19,50
Prezzo e-book: Euro 12,99

Trama: Le due protagoniste Lila ed Elena sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e “rinascite”. Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è diventata una scrittrice affermata, ha lasciato Napoli, si è sposata e poi separata. Ha avuto due figlie e ora torna a Napoli per inseguire un amore giovanile che si è di nuovo materializzato nella sua nuova vita. Lila è rimasta a Napoli, più invischiata nei rapporti familiari e camorristici, ma si è inventata una sorprendente carriera di imprenditrice informatica. Ed esercita più che mai il suo affascinante e carismatico ruolo di leader nascosta ma reale del rione.

“Storia della bambina perduta” è il quarto e ultimo capitolo della quadrilogia de “L’amica Geniale” di Elena Ferrante. Normalmente il finale di una saga è il classico libro in cui si tirano le somme della vita dei protagonisti. Ma in questo caso non è così semplice e riduttivo, perchè qui la scrittrice non ha l’interesse ad arrivare alla fine. Ma vuole far entrare dentro ad ogni lettore le sue protagoniste.

Elena continua il racconto della sua vita ‘accanto’ a Lila, sempre caratterizzata da continui alti e bassi nel loro rapporto. Il suo continuo confrontarsi e sentirsi inferiore è sempre presente, ma ogni tanto riesce a prendere consapevolezza delle sue capacità. Se il terzo libro è stato uno scorrere pesante di avvenimenti e insicurezze nel quarto, pur accadendo fatti molto tragici il lettore riesce a empatizzare molto di più.

Il rapporto tra Elena e Lila, come nella quotidianità delle persone, non è mai lineare, le due donne arrivano anche ad un punto di rottura. Ma il loro legame va oltre tutto e le loro vite saranno sempre unite. La Ferrante conclude il racconto di questa amicizia, per poi tornare al presente e lo fa con uno stile molto più delicato e malinconico.

Il finale è un momento del racconto veramente alto, tocca nell’intimo il lettore che difficilmente riesce a rimanere distaccato. Le decisioni prese dalle due donne potrebbero far pensare ad una conclusione definitiva, ma un affetto così profondo non potrà mai finire. La quadrilogia de “L’amica geniale” è un’opera letteraria di alto livello, ovviamente come tutte le saghe ci sono dei libri più o meno forti. Ma quando un lettore si trova di fronte ad una scrittrice che sa usare le parole in modo profondo e incisivo come la Ferrante, non può e non deve assolutamente lasciarsi scappare le sue opere.

Barbara Piergentili

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