L’art. 1 della Costituzione viene citato sempre a metà

Salvini, Di Maio e Conte stanno mettendo a rischio la nostra democrazia

L’art. 1 della nostra Costituzione sancisce che “la sovranità spetta al popolo, che la esercita nelle forme previste”, dalla Costituzione stessa. La nostra Democrazia si fonda su questa norma dalla quale discende tutto il restante dettato costituzionale. In questo momento politico, si invoca solo la prima parte di quel dettato. Assistiamo ad uno stravolgimento della nostra democrazia, così come era stata scritta dai nostri padri costituenti, per passare ad una democrazia diretta.

In Italia assistiamo ad una continua invasione di campo

La mancata osservanza di quelle norme infatti, porta ad una continua invasione di campo. Ciò comporta uno stravolgimento dei ruoli da parte degli esponenti del nostro Governo. Questi, ad ogni critica, invocano il fatto di essere stati eletti dal popolo, come se questa investitura gli permettesse di stravolgere l’intero assetto costituzionale.

Le conseguenze dello scontro tra Poteri dello Stato sono imprevedibili

Questo atteggiamento rischia di compromettere l’intero sistema, creando una continua conflittualità tra i Poteri dello Stato con conseguenze imprevedibili per l’intero Paese. Sta entrando in crisi la nostra Democrazia per i comportamenti adottati dai vari Conte, Salvini, Di Maio e tanti esponenti di Governo. I quali non si rendono conto che, al di là dei nomi e delle appartenenze politiche hanno il compito di governare il Paese. Ognuno, ovviamente, a seconda del ruolo che deve svolgere. Bisogna, però, rispettare gli altri Poteri dello Stato e cioè il Parlamento e la Magistratura.

Il Parlamento non ha più prerogative e la Magistratura è costantemente attaccata

Il Parlamento non può vedersi privato delle sue prerogative per essere abbassato a servire come semplice esecutore della volontà del Governo. La Magistratura non può subire attacchi ogni qualvolta in cui nello svolgimento dei suoi compiti istituzionali, prende posizioni non gradite agli esponenti del Governo.

Il Presidente del Consiglio è stato retrocesso a mediatore

Il bilanciamento dei Poteri è l’architrave della nostra Democrazia. Queste considerazioni sono necessarie perché anche nell’ambito del Governo si assiste ad un continuo balletto. Il Presidente del Consiglio, che dovrebbe essere il responsabile dell’azione di Governo,  diventa un semplicissimo mediatore. Talvolta addirittura  portavoce dei capi dei due partiti che lo sostengono, facendo mancare un preciso indirizzo in materia di politica interna ed estera.

Salvini e Di Maio invadono il terreno degli altri Ministri

Il Ministro dell’Interno, Salvini, assume in proprio funzioni di Presidente del Consiglio e detta la linea su immigrazione e sicurezza. Non solo, ma anche in materia economica. Il pluriministro Di Maio, svolge il proprio mandato in materia di sviluppo economico e sociale, e si cimenta nella politica estera. Decidendo, così, sui rapporti internazionali del Paese, esautorando il ministro degli Esteri, Moavero. Poi ci sono ministri, come Toninelli, costantemente commissariati dai Dioscuri (Salvini e Di Maio) che decidono per lui.

L’Italia rischia di fare la fine della Turchia

Insomma un gran guazzabuglio che ha come risultato una linea politica imperscrutabile, che si ripercuote sui rapporti politici interni ed internazionali. Il rischio dello scontro tra i Poteri dello Stato e la prevalenza di un potere, quello esecutivo, sugli altri due stravolgerebbe la nostra democrazia parlamentare. Potremmo ritrovarci come la Turchia di Erdogan, dove Parlamento e Magistratura sono stati asserviti al potere esecutivo portando i turchi ad una dittatura pericolosa. Con un conseguente arretramento culturale ed economico e la cancellazione delle conquiste sui diritti civili.

Erdogan ha usato i tanti voti presi per spazzare via ogni forma di libertà nel suo Paese

Anche in quel caso Erdogan si è fatto forte di una investitura popolare. In virtù di quel consenso ha spazzato via tutte le libertà che quel Paese aveva conquistato con tanta fatica e adesso è difficile tornare indietro.

Il Presidente della Repubblica Mattarella deve agire concretamente

Rispetto alla deriva costituzionale in atto non basterà più la “moral suasion” adottata dal Presidente della Repubblica, Mattarella, nella sua veste di Garante della Costituzione. Sarà necessario compiere “atti” per ricondurre i rapporti tra i Poteri nell’ambito della correttezza istituzionale e richiamare con questi “atti” la responsabilità del rispetto dei ruoli.

Mario Balzano

Salvini, Di Maio e Conte stanno mettendo a rischio la nostra democrazia

L’Italia di Di Maio e Salvini cede all’abbraccio ‘mortale’ della Cina