Salvini Di Maio e Conte stanno distruggendo le istituzioni Mattarella deve intervenire

Salvini Di Maio e Conte stanno distruggendo le istituzioni Mattarella deve intervenire

Il Premier Conte aspetta notizie dai suoi vice e cioè vuole sapere da loro se il Governo può andare avanti o avviarsi verso la crisi. Badate bene, non esprime assolutamente una sua posizione, che dovrebbe esprimere in qualità di Premier, ma aspetta decisioni di altri. Sembra una cosa naturale, visto che il suo destino e quello del “suo” Governo dipende dai suoi azionisti di maggioranza. Ma anche dalle liti che i due ex dioscuri vorranno, se potranno, ricondurre ad azioni di Governo. Magari, invece, rimarranno semplicemente, come in passato, posizioni strategiche mirate al mantenimento di un potere conquistato inaspettatamente. Visto che è il frutto di una coalizione innaturale così come è stato dimostrato durante la campagna elettorale nel 2018. E confermato con quella delle europee del 2019.

L’Europa aspetta le decisioni di Conte e lui aspetta quelle di Salvini e Di Maio

Il Premier Conte aspetta, come se non spettasse a lui, in quanto primo responsabile di quello che deve fare il Governo, delegando semplicemente ad altri le decisioni. Eppure ci sono decisioni immediate da prendere. In primis sulla lettera della Commissione Europea, i cui rilievi hanno bisogno di una risposta che deve dare lui, in prima persona. Perché  è colui che a dicembre ha preso precisi impegni per evitare la procedura di infrazione. I rilievi non sono di poco conto, ma lui è assente e tutto è demandato a quanto hanno provato a scrivere i tecnici del Ministero dell’Economia. Il Ministro Tria  sembra Giano bifronte per le sue posizioni che oscillano tra quella della responsabilità dei nostri conti e quella del Ministro politico. Sembra, insomma, chiamato anche lui a riportare le cavolate dei due azionisti di maggioranza, Salvini e Di Maio.

Salvini Di Maio e Conte stanno distruggendo le istituzioni Mattarella deve intervenire

Una situazione irreale e costituzionalmente insostenibile ma che può sembrare ai più, normale e tollerabile, in un Paese che ormai naviga a vista. Come i temporali e gli uragani che stanno caratterizzando questa stagione meteorologica, le conseguenze si abbatteranno sul nostro Paese. L’Italia, infatti, si trova costantemente ai margini. Vale  per la politica europea, dove le cronache ci dicono che ancora una volta Francia e Germania si stanno confrontando per decidere sul futuro dell’intera Europa, in nostra assenza. Ma anche per l’economia, dove, nonostante le dimensioni del nostro fatturato, siamo costantemente in una posizione di coda.

Mattarella cerca di riparare i danni fatti dagli “statisti di strada”. Ma non basta.

Ancora una volta si invoca l’intervento del Presidente della Repubblica, Mattarella. Purtroppo non basta quello che già sta facendo per la ricucitura dei rapporti con gli altri Stati, in particolare con la Francia. Cerca di sanare i guasti provocati da “statisti di strada”, che usano un linguaggio da osteria nei rapporti internazionali. Rapporti che c coinvolgono sia i Capi degli Stati, sia i Popoli che li hanno eletti. Verso i quali dovremmo avere lo stesso rispetto che noi pretendiamo dagli altri. Non basta l’equilibrio con cui Mattarella cerca di tenere in piedi i rapporti istituzionali tra Presidenza della Repubblica e Governo del Paese. Rapporti compromessi da continue violazioni dovute all’arroganza e alla ignoranza degli eletti dal popolo. Di Maio e Salvini, infatti, hanno scambiato il loro ruolo di governanti con quello di condòmini di un condominio rissoso.

Mattarella deve intervenire: lo deve a chi ancora crede nelle Istituzioni della Repubblica. Nonostante tutto.

La situazione sta diventando insostenibile, sia politicamente, sia economicamente e sia socialmente. Bisogna evitare un disastro e Mattarella è chiamato a decisioni drastiche, non in linea con il suo stile. Ma necessarie per il Paese se non vuole che la situazione precipiti e diventi davvero irrecuperabile. Lo deve a quella parte del Paese che ancora crede nella Repubblica e nelle sue Istituzioni. Nonostante queste siano violate da personaggi che, investiti da una volontà popolare, distorta da promesse fallaci, facciano di tutto per distruggerla.

Mario Balzano

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