Il ‘Convegno sulla Famiglia’ ha ricordato a Conte di essere lui il premier

Salvini Di Maio e Conte la verità fa male. Non a voi ma al popolo italiano

C’è stata una caotica situazione politica in questi giorni, esplosa a seguito del Convegno mondiale sulla Famiglia. In contrapposizione c’erano visioni che vanno da un concetto tradizionale della famiglia fondato su un esclusivo rapporto uomo-donna a quello più aperto. Ovvero una visione allargata legata ad una realtà sociale evolutiva che propone nuove forme di convivenza. In tale circostanza, dicevamo, si è verificata una cosa che sembrava inimmaginabile fino ad oggi.

Conte ha ricordato finalmente a tutti qual è il suo ruolo

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha deciso che era arrivato il momento di dimostare che il Premier è lui. Lo ha detto ai ministri e sottosegretari che, a ruota libera, esprimevano convinzioni personali. Come se queste fossero legate al ruolo governativo che ricoprono e che, però, sono inconciliabili con una azione di governo univoca. Questa, al di là di una legittima dialettica interna, deve essere espressa dal Premier.

Giuseppe Conte ha alzato la voce, ma Salvini gli ha ricordato che “comanda lui”

Ebbene sì, Giuseppe Conte ha alzato la voce ricordando che è lui il responsabile dell’azione di governo. Quindi, li ha invitati ad attenersi alle prerogative costituzionali di ciascuno. Non l’avesse mai fatto! Salvini, che si è intestato anche la paternità di questo convegno sottolineo “mondiale” sulla famiglia, ha reagito a modo suo. Ovvero senza mezzi termini e con la rozzezza linguistica che lo contraddistingue, dicendo: qui comando io!

Ma allora Conte è davvero il “burattino” di Salvini e Di Maio?

Il povero Conte è riuscito fino adesso a stare in sella grazie al ruolo di volta in volta di mediatore o di portavoce. Deve, invece, prendere atto che non è altro che “un burattino” (avevo già sentito questo termine) nelle mani di Salvini e di Di Maio. Quest’ultimo infatti si è subito inalberato, non perchè Salvini ha mancato di rispetto al Premier. Ma per rivendicare che c’è anche lui a muovere i fili che guidano i passi di Conte. Ha chiesto l’ennesimo confronto perchè, con le imminenti elezioni europee non vuole lasciare spazio all’alleato/nemico, nel raccogliere i consensi di un popolo addormentato e confuso.

Salvini e Di Maio chiedono a Tria più soldi. Ma i soldi sono finiti.

Intanto i conti non tornano e i dioscuri, Salvini e Di Maio, continuano a chiedere al Ministro dell’economia di dispensare soldi. Che sarebbero anche giustificati, ma che non ci sono in cassa. E allora giù bordate anche al povero Tria, che però finora ha avallatto una manovra economica che non risponde alle esigenze del Paese. Non avrà effetti miracolosi sulla crescita come frettolosamente disse l’ineffabile Presidente del Consiglio, Conte, quando affermò che il 2019 sarebbe stato un “anno meraviglioso”.

Tria ha finalmente detto la verità. Una verità dolorosa per il popolo italiano

Adesso Tria, dopo la pubblicazione dei dati OCSE, è costretto a dire la verità sulla crescita e sui conti e come sappiamo la verità fa male. Solo che farà male al popolo italiano, come più volte ricordato. Non a chi, comunque, succhierà profitto, anche in queste difficili circostanze del Paese.

Mario Balzano

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