“Restiamo amici” la recensione del film

“Restiamo amici” la recensione del film

Regia: Antonello Grimaldi

Cast: Michele Riondino, Alessandro Roja, Violante Placido, Libero De Rienzo, Sveva Alviti, Mirko Trovato, Ivano Marescotti

Genere: Commedia

Durata: 87 minuti

Voto: ♥♥

“Restiamo amici” la trama del film

Alessandro Colonna, pediatra ospedaliero, vive con suo figlio adolescente Giacomo. Questo da quando Maria è morta prematuramente. Amici e suoceri lo esortano: a quasi 40 anni dovrebbe recuperare lo slancio e trovare un nuovo amore. Una telefonata giunge improvvisa dal Brasile: Luigi, il suo migliore amico, è malato e chiede di lui. Alessandro, vedovo sull’orlo della depressione, si ritrova di colpo nella ridente isola di Natal. L’amico gli chiede aiuto. Il padre gli ha lasciato un’eredità vincolata destinata a un nipote. Ma lui non ha figli. Quale piano ha intenzione di escogitare?

“Restiamo Amici vuole distrattamente distrarre”

“Restiamo amici” è il più classico dei prodotti estivi. E’ come quei tormentoni dai ritmi caraibici che ti tormentano in spiaggia. Alla fine, senza un perché, senza pensarci, distrattamente, ti ritrovi a canticchiarli. Ed è prorio quello che vuole fare questo film: distrattamente, distrarre. La pellicola non ha un solo motivo per farsi ricordare, però, mentre sei lì, in sala, a guardarlo, non ti annoi. E, forse, era tutto qui lo scopo di questa commedia tutta al maschile e, magari senza volerlo, anche un po’ maschilista. L’idea di partenza, il soggetto, è tutto sommato buono. La regia di Antonello Grimaldi di maniera, anonima, senza guizzi. Però è funzionale.

In Restiamo amici tutto scorre fluidamente, ma non si approfondisce mai

Sì, perché qui ogni scena sembra pensata all’insegna della mediocrità. Tutto scorre fluidamente, ma non si approfondisce mai. I personaggi sono macchiette senza spessore psicologico, delle marionette guidate dall’alto da una sceneggiatura scritta senza troppe accortezze. Assomiglia ad un prodotto televisivo, siamo ai livelli di una fiction buona per la prima serata di Rai 1. Si ridacchia, ci si appassiona il giusto e ci si ammorba terribilmente davanti alle (per fortuna) poche scene romantiche. Badate bene, nulla da dire contro il ‘miele’, laddove serve. Ma quando, come in questo caso, è un riempitivo, anzi, peggio, un atto dovuto, irrita.

Restiamo amici ha una sceneggiatura superficiale, che si preoccupa solo di dare ritmo alla storia

La sceneggiatura, dicevamo, è molto superficiale e si preoccupa unicamente di dare ritmo alla storia. Si procede linearmente ed a velocità doppia e le uniche svolte offerte sono prevedibili, non danno sussulti. I tre attori protagonisti, tutti validi, si caricano sulle spalle il peso lieve di un film che, senza la loro interpretazione, sarebbe quasi del tutto inconsistente. Il cast femminile, invece, purtroppo, è pesantemente penalizzato da una scrittura incapace di approfondirlo nel modo giusto. Rimangono in disparte, relegate a ruoli marginali. Quasi fossero vallette di uno spettacolo tutto al maschile. Film usa e getta.

Francesco G. Balzano

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