Renzi e la scissione Italia Viva è un azzardo ma ci sono gli spazi per tornare ad essere protagonista

Renzi e la scissione Italia Viva è un azzardo ma ci sono gli spazi per tornare ad essere protagonista

La notizia politica del giorno sui quotidiani è l’addio di Renzi al PD. In realtà non è proprio una notizia perché questo addio ha le sue radici nel dicembre del 2016. Quando si tenne il referendum sulla riforma costituzionale, voluta dall’allora premier Renzi. Una riforma, ricordiamola, che comportava l’abolizione del Senato. E stabiliva che chi vince le elezioni o da solo come partito, o da una coalizione, poteva governare per l’intera legislatura.

Solo per inciso vogliamo ricordare che Salvini, in questi giorni, la invoca a gran voce, come la sola via che dia voce alla volontà popolare. Quella riforma fu osteggiata da tutte le opposizioni dell’epoca, compresa la Lega. Ma non riuscì a diventare operativa per il cosiddetto “fuoco amico”. Infatti la minoranza PD e le forze di sinistra, la prima l’aveva anche votata per tre volte in Parlamento, fecero una feroce campagna contraria. Coinvolgendo alcuni sindacati e soprattutto la CGIL. La fecero naufragare e da allora il PD ha navigato in acque incerte e la minoranza segnò l’ennesima scissione a sinistra che la condannò all’irrilevanza.

Il M5S: da partito antisistema all’alleanza col PD

La politica però, specialmente negli ultimi tempi, presenta aspetti di novità che cambiano il quadro di riferimento con una velocità incredibile. In questo contesto abbiamo assistito alle trasformazioni di un movimento, i 5 Stelle, che erano partiti per sovvertire le vecchie logiche. In poco più di un anno, invece, sono diventati un partito di sistema. Tanto che sul piano parlamentare passa da un’alleanza con la Lega, partito anch’esso deputato a scardinare per fini diversi l’assetto costituzionale, all’alleanza con un partito, il PD, che si rifà alla tradizione democratica del Paese. Non solo ma ha fatto risuscitare anche gli esponenti di quella sinistra minoritaria. I quali si sono affrettati ad entrare inopinatamente in una compagine di governo che era stata alleata con la destra più estrema e pericolosa. Una cosa ignominiosa.

Ecco qual è il piano di Renzi…

C’è da restare disorientati, al di là delle affermazioni ridicole di Salvini e Meloni, che parlano di “palazzo” e di “inciucio”. Quando i primi a fare questi giochetti sono stati proprio loro. Renzi a questo punto ha ritenuto di ritagliarsi uno spazio autonomo. Spazio che, in una prima fase servirà ad esercitare un ruolo di “ago della bilancia” sul governo, con la sua pattuglia di parlamentari. Avrà in seguito la possibilità di preparare il terreno per la creazione di un partito. Così potrà raccogliere nell’elettorato italiano consensi, non solo da coloro che lo hanno appoggiato in passato. Ma anche tra coloro che in questa confusione di alleanze politiche improprie, innaturali, sconvenienti e spudorate, cerchino un nuovo approdo.

Renzi e la scissione Italia Viva è un azzardo ma ci sono gli spazi per tornare ad essere protagonista

E’ senz’altro un azzardo, ma è proprio del personaggio, se ricordiamo in che modo si è mosso all’interno del PD. Dove era diventato segretario con il 70% dei consensi, dopo aver sconfitto la vecchia guardia che contava personaggi storici ed emblematici come D’Alema e Bersani. Poi questi ultimi l’hanno fatta pagare a Renzi con una guerriglia interna, ma anche esterna al partito che è stata deleteria per lo stesso PD. Adesso comincia una nuova stagione e chi pensa e dice che sarà la sua fine dovrebbe invece riflettere. L’uomo è poco più che quarantenne e probabilmente ha tratto anche utili lezioni dall’esperienza passata. Avrà riflettuto sugli errori commessi per non aver mediato con alcuni soggetti sociali intermedi. Gli spazi ci sono, sono troppi i delusi e gli scontenti nel panorama politico e se saprà intercettare gli umori e le esigenze tornerà ad essere protagonista della politica italiana.

Mario Balzano

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