Il dibattito politico è orientato, ormai da giorni, verso l’ennesima emergenza in mare legata a 47 naufraghi salvati da una ONG olandese che staziona ad un miglio dal porto di Siracusa.

I politici e i media sono impegnati in un dibattito teso a portare avanti posizioni pro o contro il Governo, ignorando che non siamo di fronte ad un problema relativo all’invasione di emigranti, come è accaduto negli anni passati, ma si tratta di 47 persone, scampate alla morte, che stanno in balìa delle onde e in condizione di grande precarietà.

Viene legittimamente il sospetto che siamo di fronte all’ennessimo depistaggio del Governo per distogliere l’attenzione dai problemi legati all’applicazione dei provvedimenti che riguardano il reddito e la pensione di cittadinanza e quota 100 per il pensionamento.

Dopo aver annunciato che è tutto fatto, così recepisce il popolino, si dovrà passare alla concreta attuazione. Per inciso ricordiamo che a breve verranno resi noti i dati ISTAT relativi alla produzione, che si annunciano negativi e che potrebbero certificare che il Paese è ufficialmente in recessione.

A questo punto l’attuazione di questi provvedimenti comporterà la ricerca di risorse per poterli erogare e l’unico strumento per trovarle sarà l’introduzione di nuove tasse a carico di tutti i cittadini di qualsiasi ceto sociale o una patrimoniale che potrebbe anche non bastare.

Se poi pensiamo alla complessità di attuazione delle norme per l’erogazione del reddito di cittadinanza, c’è da prevedere che anche l’ultima data sparata da Di Maio, cioè quella del 1° aprile, sarà semplicemente un pesce d’aprile. Per l’erogazione del reddito di cittadinanza debbono essere coinvolti più soggetti pubblici, Regioni, Comuni, Centri per l’impiego, INPS ed ASL, i quali debbono agire in stretta collaborazione per verificare se esistono le condizioni previste dal Decretone per concedere il beneficio.

Lascio alle valutazioni di chi ha un minimo di confidenza con questi Enti se esiste la possibilità in tempi brevi di creare le condizioni per l’identificazione dei beneficiari e per la relativa erogazione. Chi lo crede è un marziano.

Più semplice sembrerebbe l’apertura di finestre per il pensionamento a quota 100. In questo caso i problemi sono diversi e riguardano il numero di finestre che verranno introdotte, fermo restando che saranno valide fino al 2021, per cui quelli che matureranno la quota dopo quella data si ritroveranno sotto il regime della Fornero.

Ma sarà importante per chi vuole usufruirne valutare anche l’entità della pensione che verrà erogata, perchè saranno in misura maggiore o minore penalizzati e ciascuno dovrà, prima di accedervi, verificare che la pensione erogata sia più o meno conveniente rispetto alla sua situazione economica.

Non è poi assolutamente vero che i pensionamenti creeranno opportunità di lavoro per altrettanti giovani rispetto a coloro che lasciano il lavoro, in quanto le imprese che vogliono abbattere i costi di gestione e ridurre il personale, in vista di una riorganizzazione aziendale, avranno la possibilità di farlo a costo zero utilizzando il pensionamento a quota 100, mentre adesso con lo strumento del prepensionamento si debbono accollare costi notevoli.

Per quanto riguarda la PA basta pensare ai tempi per fare un concorso per capire che non si potranno rimpiazzare tempestivamente quelli che escono e che invece creeranno grossi problemi alla già disastrata amministrazione pubblica, perchè comprometteranno ancora di più la loro agibilità. Basta pensare ai medici ospedalieri che sicuramente approfitteranno di questa possibilità e che creeranno vuoti di organico paurosi.

Eppure c’è chi esulta per il varo di questi provvedimenti!

Mario Balzano