Recovery Fund Conte continua a parlarci del problema ma non ci dà la soluzione

Recovery Fund Conte continua a parlarci del problema ma non ci dà la soluzione

Dopo l’accordo sul recovery fund, raggiunto nei giorni scorsi, il premier Conte e i soci di maggioranza si erano affrettati ad annunciare (ancora annunci): adesso ripartiamo!!! Facendo intravvedere che avevano le idee chiare su come fare ripartire il Paese. In realtà queste idee non ci sono e ancor meno i piani, tanto è che si è cominciato a discutere in che modo si dovevano preparare. E chi si sarebbe dovuto assumere il compito di guidare la ripresa. I partiti hanno idee diverse, Conte voleva l’ennesima task force per riservarsi il diritto di avere l’ultima parola sui piani. Il PD invece voleva una commissione bicamerale, Renzi e LEU erano d’accordo con il PD ma con dei distinguo importanti e perfino l’opposizione, con Berlusconi, in testa chiedeva di essere coinvolta.

La UE i soldi ce li darà, ma vuole sapere come intendiamo spenderli

Certamente la valanga di soldi, che sono di là da venire e la UE ha deciso di erogare tra prestiti e contributi a fondo perduto, sta facendo girare la testa a tutti. Compresi anche imprenditori, malavitosi e organizzazioni criminali che sono anche le più brave ad organizzarsi ed hanno già le idee chiare. Fatto è che la UE, i soldi ce li metterà a disposizione, specialmente i contributi a fondo perduto. Ma vuole sapere come intendiamo spenderli, visto che deve fare da garante. Perché in caso contrario non erogherà quei contributi o seppure cominciasse ad erogarli e non venissero spesi per il rilancio del Paese, questi verrebbero sospesi e poi annullati. Eventualità nemmeno immaginabile per il bene del nostro Paese. Non dovrebbero insomma essere dispersi in provvedimenti che servono alla propaganda elettorale, come dimostrano gli spot della Presidenza del Consiglio, senza alcun beneficio per il rilancio.

Il Governo rinvia le scelte e mette in piedi un’autentica distrazione di massa

Bonomi, il nuovo presidente di Confindustria ha affermato che il Governo è ancora alla “fase 1” dello scoppio della pandemia e mi sembra una buona osservazione. Infatti, viste le difficoltà di accordarsi tra le forze della maggioranza, invece di decidere, il Governo rinvia le scelte, che avrebbero dovuto già essere fatte. E si mette in piedi un’autentica distrazione di massa con lo spostamento del dibattito su altri argomenti e di conseguenza il virus ridiventa il centro del dibattito politico. E la proroga dei poteri speciali di Conte diventa una priorità.

A che serve la proroga se non a spostare nel tempo le decisioni sapendo già da ora che in autunno ci saranno conflitti sociali. Nonché la rivolta di chi non riesce a sopravvivere. L’indebitamento si avvia, nel semestre aprile-ottobre 2020, verso i 105 miliardi di euro e le casse del Tesoro languono per la grave diminuzione del gettito fiscale. L’inizio dell’anno scolastico, per le cervellotiche decisioni della ministra Azzolina, sarà un caos ingovernabile. E allora che si fa? Si sposta l’attenzione sui migranti, si discute del processo a Salvini, si enfatizza la conclusione dei lavori del ponte Morandi. Ma non si decide su cosa fare del MES.

Recovery Fund Conte continua a parlarci del problema ma non ci dà la soluzione

Il Servizio Sanitario avrebbe bisogno di una profonda ristrutturazione la cui spesa, il ministro Speranza, quantifica in 20 miliardi. Ma l’argomento viene ignorato per parlare invece dei pericoli di contagio derivanti dagli sbarchi dei clandestini e dal rientro dei lavoratori stranieri. Ma un piano, una strategia, per affrontare questi problemi ce l’ha o no!? Perchè Conte,continua a parlarci del problema e non ci da la soluzione, come suo preciso compito. La risposta a tutto questo è scontata: non è capace. Litiga su tutto ma si affretta a dire che il Governo regge. Zingaretti ormai è in confusione totale e un giorno critica il Governo perchè non ottiene quanto chiede e il giorno dopo lo appoggia senza condizioni. Renzi cerca visibilità con uscite sorprendenti ma poi rientra all’ovile.

Saranno i cittadini a pagare le conseguenze dell’inettitudine di Conte

Intanto il tempo passa e la UE, la nemica di sempre indicata come tale per nascondere le nostre deficienze, aspetta che le presentiamo i piani di rilancio dell’economia. Ci ha già messo a disposizione quantità enormi di risorse attraverso la BCE, ha creato fondi come la SURE per sostenere il mondo del lavoro in grave crisi occupazionale. Ha messo a disposizione il MES (fondo salva Stati), per affrontare e risolvere ogni tipo di crisi nel campo della sanità e Conte che fa? Rinvia, annuncia, promette.

“Che je frega”, non sarà lui a subire le conseguenze della sua inettitudine che invece colpirà i cittadini. A lui basta il tifo da stadio, vuoto di ogni considerazione critica da parte dei suoi aficionados. Ci chiediamo solo come è possibile che nella nostra Costituzione che ha introdotto pesi e contrappesi per evitare che un potere potesse avere il sopravvento sugli altri non trovi chi debba intervenire per evitare questo scempio. Lo denunciano ormai tutti i costituzionalisti più accreditati del Paese ma le istituzioni tacciono.

Mario Balzano

RECOVERY FUND L’UE CI HA AIUTATO MA ORA CI OSSERVA E CONTE NON POTRA’ PIU’ TIRARE A CAMPARE