Ora ‘Quota 100’ piace a tutti, anche a chi non l’ha votata

PD Italia Viva e Leu ora sostengono Conte che continua a fare gli interessi del M5S

Su ‘Quota 100’ per le pensioni si registra un generale atteggiamento di favore non solo da parte di chi quel provvedimento lo ha votato. Ma anche da parte di chi ha votato contro e da ultimo anche da parte dei sindacati. La motivazione è racchiusa nelle parole di alcuni esponenti della politica e del sindacato. E cioè che non si può intervenire per modificarlo in quanto su quota 100 i destinatari hanno costruito “un progetto di vita”. Quindi si danneggerebbe chi ne ha diritto, e comunque aggiungono che non si può continuamente modificare la normativa in materia di pensioni. Subito dopo, però si aggiunge che una riforma delle pensioni è necessaria, cadendo in una evidente contraddizione.

I sindacati ormai tra i loro iscritti hanno (quasi) solo pensionati

Sinceramente risulta incomprensibile questa presa di posizione, nessuno pone l’accento sul costo di questa operazione. Oltre che sugli effetti sull’intero sistema previdenziale sempre più in crisi. Le risorse destinate a questo provvedimento potrebbero servire invece a mettere in busta paga ai lavoratori dipendenti. Più di quanto promesso con l’aumento contrattuale ai pubblici dipendenti e renderebbero più robuste le magre buste paga dei lavoratori privati. Tra i due benefici credo sia da preferire quest’ultimo che darebbe respiro a coloro che con il loro lavoro portano avanti il Paese. Quota 100 ha privilegiato soprattutto i pubblici dipendenti che normalmente non sono quelli che svolgono i lavori più usuranti. Difficilmente incide su eventuali loro progetti di vita, come dice la segretaria della CISL, Furlan. Fatto è che i sindacati hanno nelle loro fila soprattutto pensionati, ormai.

PD Italia Viva e Leu ora sostengono Conte che continua a fare gli interessi del M5S

I progetti di vita li fanno piuttosto i lavoratori attivi e i giovani senza lavoro. Se si aumentano le risorse a favore del mondo del lavoro per creare posti di lavoro piuttosto che agevolare coloro che il lavoro lo hanno e lo vorrebbero lasciare, si fa una cosa utile per tutti. I lavoratori di oggi e i giovani che non hanno lavoro e non lo trovano, se andiamo di questo passo, non potranno neanche andare in pensione! L’ineffabile premier Conte, criticato qualche mese fa, oggi è apprezzato anche dai nuovi alleati di governo. Questi continua nella solita litania delle dichiarazioni che parlano, come nel suo primo governo, di un’azione che guarda la crescita. Sparge ottimismo a piene mani per alimentare la speranza di un futuro migliore. Continua a parlare di aiuti alle imprese che non ci sono e di investimenti di cui non si vede l’ombra.

Questo Governo non fa nulla di diverso dal precedente. Ma allora perché è nato?

I nuovi alleati si rifugiano in spiegazioni che lasciano il tempo che trovano, si sapeva delle scarse risorse, si sapeva della necessità di sterilizzare le clausole IVA. Ma, vivaddio, un segnale di cambiamento rispetto a quanto fatto dal governo precedente andrebbe pur dato. E, finora, nulla di tutto questo si è visto. Adesso Conte è diventato bravo, anche quando difende tutto quanto è stato fatto dal governo precedente. Ma se così fosse gli attuali alleati avrebbero avuto torto a criticarlo allora. Se non hanno niente di nuovo da proporre potevano anche non farlo questo nuovo governo, visto che la speranza è solo quella di prendere tempo per migliorare nei sondaggi. Infatti se diventano complici di un governo inefficiente non credo che otterranno grossi benefici elettorali.

PD Italia Viva e Leu ora sostengono Conte che continua a fare gli interessi del M5S

All’interno di questa maggioranza ci sono quelli che invocano provvedimenti più efficaci, ma sembra prevalere la “ragion di stato”. Intesa non nel senso di benessere del Paese, ma mantenimento delle posizioni a tutti i costi. Come fanno i 5 Stelle difendendo provvedimenti sbagliati. Un aspetto sembra sfuggire ai nuovi alleati della coalizione di governo ed è che Conte non è solo il Capo del Governo ma è il capo in pectore del M5S. Lavorerà per rafforzare quel movimento e renderlo sempre più centrale nell’azione di governo. Così si spiegano da parte sua tante prese di posizione ammantate da un linguaggio istituzionale. Ma vuote di contenuto e che perseguono interessi di parte. Qualcuno potrà obiettare che è normale che un politico faccia gli interessi del suo partito, ma altrettanto non è normale che gli altri lo sostengano al governo e lavorino per lui.

Sic stantibus rebus…

Mario Balzano

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