“Onward” film recensione (NO SPOILER)

“Onward” film recensione (NO SPOILER)

Distribuzione: Disney.it

Regia: Dan Scanlon
Voci italiane: Andrea Mete, Alex Polidori, Sabrina Ferilli, Francesca Guadagno, Enzo Avolio, Fabio Volo, Guendalina Ward, Micaela Incitti, Delal Suleiman, Graziella Polesinanti, Massimiliano Manfredi, Renato Cecchetto
Genere: Animazione, fantastico, commedia, avventura
Voto: ♥♥♥ (su 5)

La trama

In un tempo equivalente ai tempi moderni, nella città di New Mushroomton vivono due fratelli elfi. Ian Lightfoot, un liceale privo di fiducia in sé stesso, e Barley, appassionato di giochi di ruolo e fanatico della storia, che Ian trova imbarazzante a causa del suo comportamento stravagante. Il padre Wilden è morto poco prima della nascita di Ian a causa di una grave malattia. Lasciando la loro madre Laurel ad allevarli da sola. I tre conducono una vita serena e Laurel ha un nuovo fidanzato, l’agente di polizia centauro Colt Bronco, che i ragazzi non gradiscono. Al sedicesimo compleanno di Ian, Laurel dà ai fratelli un regalo di Wilden. Un bastone magico, una rara Gemma di Fenice e una lettera che spiega come lanciare un ‘incantesimo evocativo’, in grado di far risorgere Wilden per un solo giorno.

Il nostro giudizio

La storia della distribuzione di questo film è abbastanza particolare: uscito nelle sale statunitensi prima del lockdown, non stava andando particolarmente bene, anzi. Il pubblico, in sostanza, lo aveva snobbato, definendolo un film trascurabile, probabilmente il peggiore della Pixar. Critiche piuttosto ingenerose, perché certo non è tra i migliori, ma non si può pretendere che una casa di produzione faccia uscire solo cose eccellenti. “Onward” è un film ben fatto, soprattutto da un punto di vista dell’animazione, e riesce pure a mandare un messaggio potentissimo, non trascurando di far divertire il pubblico con qualche sketch riuscito. Certo, ha più di qualche difetto. Un esempio? L’ambientazione, sospesa tra il fantasy ed il contemporaneo, è molto superficiale, almeno rispetto agli affini e illustri predecessori “Monsters & co.” e “Monsters University”. Manca, poi, il ‘cattivo’ della situazione, che è una sorta di marchio di fabbrica della Pixar, solitamente molto brava nel crearne di validi.

E’ una grave perdita, almeno da un punto di vista narrativo, perché questo tipo di cinema d’animazione soffre molto quando manca il nemico da combattere. Interessante, però, l’ostacolo che i due protagonisti devono superare, ovvero le loro paure. Buonissimo, poi, il doppiaggio sia statunitense sia italiano. In originale, infatti, Ian e Barley hanno la voce, rispettivamente, dei ‘marvelliani’ Tom Holland e Chris Pratt. Per la versione, italiana, invece, è stata fatta la scelta più saggia, ovvero quella di prendere i doppiatori nostrani dei due attori. Attenzione: nel nostro cast di ugole compaiono anche Fabio Volo (che presta le corde vocali al padre dei due fratelli) e Favij, che doppia Spiritello. Nessun allarme, però, perché sono personaggi secondari, con apparizioni talmente brevi che gli è praticamente impossibile rovinare alcunché. Cattiverie a parte, è interessante, da un punto di vista della sceneggiatura, il ruolo del genitore dei protagonista.

“Onward” film recensione (NO SPOILER)

Pur non parlando praticamente mai, infatti, ha un ruolo centrale e un simbolismo di gran valore. Esilarante, poi, il continuo citazionismo in stile “Weekend con il morto”. “Onward”, dicevamo, è un film che fa anche ridere ma, per onestà, dobbiamo far notare che è la pellicola meno divertente della Pixar. Verrà, però, senz’altro ricordato per l’emozionante ritratto del rapporto unico tra i due fratelli al centro del racconto. Ian e Barley sono profondamente diversi. Il primo è timidissimo, malinconico, insicuro e pieno di paure, mentre l’altro è un sognatore testardo e, soprattutto, caparbio. E’ estremamente interessante, poi, il fatto che il loro papà, nonostante abbia vissuto in un mondo magico, sia morto per un brutto male incurabile. Il film, quindi, si addentra con grande delicatezza nel complesso tema dell’elaborazione del lutto tra gli adolescenti.

“Onward” è un riuscito road-movie di formazione, dove ciascuno dei due protagonisti imparerà qualcosa dall’altro. Un bel viaggio tra le emozioni in cui si fa tappa negli anfratti più nascosti delle anime dei personaggi principali. Laddove, cioè, si nascondono le paure su un futuro apparentemente troppo grande e incerto per la loro giovane età. E’ una pellicola che invita i giovani spettatori a non arrendersi davanti alle difficoltà, a trovare sempre una ragione per combattere e, soprattutto, a non sentirsi mai soli, anche quando si subisce una grave perdita. Molto meno interessanti, invece, gli altri personaggi secondari. Strano, perché di solito la Pixar, invece, dedica sempre loro il giusto spazio. Alcuni di loro, addirittura, appaiono e scompaiono senza lasciare traccia. Un peccato, poi, che il ruolo della madre di Ian e Barley non sia sviluppato a dovere, perché potenzialmente avrebbe una parte importantissima. Invece, da un certo punto in poi, viene messa inspiegabilmente ai margini della narrazione. Per tanti motivi, dunque, “Onward” va considerato un film minore della Pixar, ma magari tutti i ‘minori’ avessero il suo tasso di qualità!

Francesco G. Balzano

“TENET” RECENSIONE FILM (NO SPOILER)