“One Second” scheda e recensioni del film

“One Second” scheda e recensioni del film

Distribuzione: Fenix Entertainment

Genere: Drammatico, Storico
Anno: 2020
Regia: Zhang Yimou
Cast: Zhang Yi, Fan Wei, Haocun Liu
Durata: 104 minuti
Paese: Cina
Voto (media ponderata): ♥♥♥1/2 (su 5)

La trama

Durante la Rivoluzione Culturale in Cina, Zhang Jiusheng è fuggito da un campo di lavoro forzato. E intraprende un lungo ed estenuante viaggio per poter assistere in un villaggio alla proiezione di un cinegiornale di propaganda governativa. In cui, per un solo secondo, si può vedere la sua amata figlia da tempo perduta, immortalata come studentessa e lavoratrice modello. Prima di poter assistere alla proiezione però, la pellicola viene rubata da un’orfana. Che come lui è ossessionata da un dramma che l’ha colpita.

“One Second” scheda e recensioni del film – La recensione di SentieriSelvaggi.it

È in questo sguardo “archeologico”, in questo amore per la materialità fragile ma testarda della pellicola, con le ferite, le cesure (e censure) dei fotogrammi, che Zhang Yimou mostra la sua vena migliore. Mettendo tra l’altro in evidenza la relazione pericolosa tra valore politico e valore affettivo delle immagini. Tra la loro retorica e le “verità” della storia. Ma è anche il punto in cui diventano palesi alcune ambiguità di sguardo. Perché se, di certo, Zhang Yimou non è tenero nel mostrare il clima di fatica, paura e delazione del periodo della rivoluzione culturale, quando si abbandona a una nostalgia e a una fascinazione fanciullesca per un’idea “antica” di cinema, come esperienza collettiva e magica, sembra poter edulcorare quasi ogni conflitto. Si avverte un che di compromissorio, anche nell’artificiosità forzata del finale. Ma, forse, è un peccato veniale.

Recensione di Aldo SpinielloVoto: 4 (su 5) – Leggi la recensione completa

“One Second” scheda e recensioni del film di MyMovies.it

Era già stato selezionato per la competizione ufficiale della Berlinale del 2019. E poi è stato ritirato all’ultimo momento per “problemi tecnici di post-produzione”. Che, tradotto, significa che dietro c’è stato l’intervento della censura cinese, probabilmente per come ha mostrato la povertà durante la Rivoluzione Culturale. Un ritorno in grande spolvero per Zhang Yimou che filma la sua dichiarazione d’amore al cinema. Che è rappresentato come qualcosa di sacro.

Recensione di Simone Emiliani. Voto: 4 (su 5)Leggi la recensione completa

La recensione di MoviePlayer.it

Possiamo ammettere di essere ancora commossi dalla visione di questo film intimista ed emozionante. A tratti indugia un po’ troppo su certe sequenze, specialmente legate alla propaganda nazionalista, ma attraverso la commedia e il dramma, il film mette in scena una storia che riguarda l’amore in molte sue forme: quello tra padri e figli e quello legato all’arte cinematografica. Con una regia raffinata e delicata, Zhang Yimou regala uno dei suoi migliori film recenti, riuscendo a raccontare tanto mostrando l’essenziale. Un trio di protagonisti, perfettamente a suo agio, supporta in misura eguale la farsa e il realismo. Costituendo un equilibrio preciso, che non lascia indifferenti.

Recensione di Matteo Maino Voto: 4 (su 5) – Leggi la recensione completa

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