Malta aumento dei casi Covid 130 italiani bloccati sull’isola Dal 14 luglio chiuse le scuole di lingue

Malta aumento dei casi Covid 130 italiani bloccati sull’isola Dal 14 luglio chiuse le scuole di lingue

Silvia Morosi per corriere.it

Sono circa 130, tra studenti minorenni e accompagnatori, gli italiani bloccati a Malta a causa di un focolaio Covid scoppiato durante una vacanza studio. Ventuno persone — tra ragazzi e guide — sono risultate positive al coronavirus, mentre gli altri sono in isolamento perché entrati a contatto con i compagni contagiati. Solo alcuni sono maggiorenni: al momento si trovano tutte in un hotel Covid nella città di Qawra, dove dovranno passare un periodo di quarantena (che si dovrebbe concludere il prossimo 22 luglio).

Secondo le norme maltesi, in caso di positività, la quarantena è obbligatoria e a pagamento fino al doppio tampone negativo. Il cluster, si apprende, ha colpito anche ragazzi francesi e spagnoli. Sabato, intanto, sono arrivati i primi farmaci per i 21 italiani in isolamento, grazie al «Comitato Cura Domiciliare Covid-19» a cui ha chiesto aiuto la mamma di uno dei giovani contagiati.

L’impegno dell’Ambasciata italiana

A parlare dei ragazzi rimasti bloccati nel Paese era stato ieri Erich Grimaldi, presidente del comitato «Cura Domiciliare Covid-19», a cui si è rivolta la mamma di una ragazza di Portici (Napoli) per chiedere che venisse fornita assistenza ai giovani. Assistenza che l’Ambasciata italiana a La Valletta — come ha precisato in un post su Facebook — sta assicurando, «in raccordo con le competenti Autorità maltesi».

«Il Personale della Sede — si legge nella nota — compatibilmente con le restrizioni di carattere sanitario, si sta recando presso le strutture dove sono ospitati i gruppi più numerosi di connazionali, per assicurare che il trattamento risponda agli standard concordati in occasione dell’acquisto del pacchetto», precisa la nota.

Le storie degli studenti

Tra i ragazzi bloccati nel Paese ci sono anche una ventina di pugliesi. Tra loro c’è anche un minore di Molfetta (Ba): il sindaco Tommaso Minervini ha scritto al ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio e al presidente della Puglia Michele Emiliano affinché attivino tutte le procedure per consentire il rimpatrio dei ragazzi risultati negativi al tampone e far svolgere loro il periodo di quarantena nei propri comuni di residenza.

Bloccati a Malta anche sette ragazzi e una ragazza di Imperia che erano nel Paese per una vacanza post-diploma. Tutti diciottenni e compagni di classe, a fine giugno erano andati a Sliema per festeggiare la maturità. Al momento del rientro in Italia, uno degli otto studenti — l’unico non vaccinato — è risultato “reattivo” agli anticorpi del test in aereoporto e i giovani sono stati quindi posti in isolamento.

«A nessuno è stato effettuato un tampone molecolare. Inoltre, non è stato notificato alcun inizio di quarantena, non un pezzo di carta. E i costi della permanenza, a Malta, ricadono sulle famiglie. Se resteranno 14 giorni, abbiamo contato una spesa di circa duemila euro a famiglia», ha denunciato il fotografo Adolfo Ranise, padre di uno degli studenti imperiesi.

Toti chiama Di Maio

Il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti si è sentito ieri sera al telefono con il ministro degli Esteri Lugi Di Maio per verificare l’accaduto e i tempi di rientro dei ragazzi e fornire così le prime rassicurazioni alle famiglie. «Ringrazio il ministro Di Maio per l’interessamento verso il caso dei giovani imperiesi bloccati a Malta», ha detto Toti. Proprio nella mattina di sabato, Di Maio ha aggiornato Totit sulla situazione dei connazionali.

«Siamo riusciti a ottenere il trasferimento dei ragazzi e dello staff dal Qwawra Hotel all’Hotel Corinthia Marina, dove sono alloggiati anche altri gruppi di italiani positivi/contatti di positivi. Il trasferimento del gruppo sta avvenendo in modalità ben definite, che consentiranno di mantenere isolati gli studenti attualmente positivi dal resto del gruppo».

La chiusura delle frontiere ai non vaccinati

Da mercoledì prossimo, intanto, a Malta potranno entrare soltanto le persone che avranno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni. La decisione è stata presa dal vicepremier e ministro della Salute, Chris Fearne, al quinto giorno di crescita esponenziale dei contagi da Covid, al 90% riguardanti giovani stranieri: in particolare, il numero di casi attivi è salito a 252 in pochi giorni.

Stop alle scuole

Dal 14 luglio, ha precisato Fearne, saranno nuovamente chiuse tutte le scuole di lingua inglese. Nove degli istituti, infatti, sono risultati focolai.

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