Lotito altro scontro con Marotta “Non vuol giocare chi ha mandato via tutta la squadra”

Lotito altro scontro con Marotta “Non vuol giocare chi ha mandato via tutta la squadra”

da lalaziosiamonoi.it

Douglas Costa è in Brasile al mare e posta foto con la fidanzata. Sono all’estero anche Ronaldo e Pjanic, Khedira e Higuain. La Juve è sparsa per il mondo. I giocatori che adesso si trovano all’estero dovranno quasi sicuramente rimanere 14 giorni in quarantena al ritorno in Italia. Tra coloro che non sono scappati tre hanno purtroppo il coronavirus (Dybala, Matuidi, Rugani). La Lazio, principale e forse unica rivale scudetto dei bianconeri, vive in un mondo opposto. Nessun biancoceleste si muove da Roma. Lotito non ha dato autorizzazioni in tal senso, ma non risulta che qualcuno abbia fatto pressioni per potersene andare altrove.

Hanno tutti la testa al campionato, dal presidente all’ultima riserva, scrive il Corriere della Sera. Proprio l’attivissimo Lotito, che ha avuto uno scontro con Marotta pure nella riunione in videoconferenza di ieri: “Che vuoi che ti interessi di finire il campionato? Hai già mandato via tutta la squadra”, riferendosi alle partenze per l’estero di Brozovic, Handanovic e compagnia. Lotito sta combattendo la sua battaglia da solo, o quasi. Lo sostengono il Napoli, il Cagliari, timidamente l’Atalanta. Spera che il calcio riavvii i motori e la Lazio possa provare a prendersi lo scudetto.

Lotito fa parlare Diaconale per replicare ad Agnelli e Lapo Elkann

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da tuttosport.com

Attacchi e contrattacchi, il match tra Lazio e Juventus è vivo e non si gioca solo in Serie A, ma anche sui tavoli della Lega. Da una parte c’è il patron Lotito che vorrebbe una ripartenza quasi immediata del campionato. Dall’altra il bianconero Agnelli, che fin dall’inizio ha scelto la via più attendista. Poi l’attacco di Lapo Elkann verso il numero uno biancoceleste: “Sei un virologo o un matematico?”. Infine la risposta di Arturo Diaconale, direttore della comunicazione del club biancoceleste, che su Facebook ha commentato.

“La Juventus ha autorizzato alcuni suoi giocatori ad allontanarsi da Torino e tornare nei paesi d’origine per essere vicini ai propri familiari ammalati. Lo stesso ha fatto l’Inter con motivazioni simili a quelle della società presieduta da Andrea Agnelli. Nessuno dei dirigenti delle due società aveva previsto che una volta deciso il rientro degli atleti questi ultimi sarebbero stati costretti a seguire una quarantena di almeno due settimane. E he al ritorno avrebbero potuto trovare una situazione compromessa dalla scoperta di alcuni compagni affetti da coronavirus. La pandemia ha colpito giocatori di altre squadre ponendo quest’ultime, oltre che Juventus ed Inter, in una condizione di difficoltà. Nel caso venisse deciso la ripresa degli allenamenti oltre, ovviamente, quella del campionato. Di qui l’interesse di alcune società ad annullare il campionato in corso. Come se per tre quarti non si fosse mai giocato ed a rinunciare non solo alla assegnazione dello scudetto. Ma anche alla indicazione delle squadre destinate alla retrocessione”.

L’attacco

“Un interesse del genere, che può anche essere considerato legittimo o almeno comprensibile. Poggia però sulla previsione che la pandemia del coronavirus sia destinata ad andare avanti senza sosta per tutta la primavera. Ed anche per l’intera estate costringendo il governo ad allungare a dismisura il tempo del blocco delle persone e delle attività. Delle attività scolastiche e di quelle sportive. Ma su quale base scientifica si fonda una previsione del genere? Le esperienze di Cina, Corea del Sud e Giappone lasciano sperare che l’offensiva del virus non sia destinata a durare così a lungo. Ma, anche grazie alle misure di contenimento realizzate, possa esaurirsi secondo i ritmi seguiti dalle altre influenze di massa che si sono manifestate negli anni passati. Le pressioni del blocco del campionato, quindi, si fondano sugli interessi particolari delle squadre. Squadre che se si ripartisse si troverebbero con i ranghi ridotti dalle quarantene e da una preparazione necessariamente carente. E su quelli delle altre squadre che con l’annullamento del campionato vedrebbero annullato il rischio di retrocessione in serie B”.

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“Il bizzarro della situazione è che se Claudio Lotito, Aurelio De Laurentiis ed altri presidenti chiedono la ripartenza per concludere regolarmente il campionato ed evitare il rischio di pesanti conseguenze economiche sulle società e sull’intero settore, vengono accusati di egoismo. Il Presidente della Lazio, che conosce la situazione degli ospedali del Lazio per ragioni di lavoro ma anche perché ha sempre manifestato grande attenzione e solidarietà per chi vi opera e per chi vi è ricoverato, viene irriso come neo-virologo da Andrea Agnelli e dal cugino Lapo Elkann.

Per cui se Lotito spera nell’esaurirsi breve del contagio è un virologo egoista. Mentre se Agnelli ed Elkann puntano sul contagio prolungato non sono anche loro dei virologi senza titolo scientifico. Bensì dei difensori della salute e della pubblica virtù. Ma se i giocatori di Juventus ed Inter non fossero partiti e non ci fossero stati dei contagiati, chi sarebbero i virtuosi e chi gli egoisti? Quelli che badano solo ai propri personali interessi proponendo l’annullamento del campionato. O quelli che pensano che i propri interessi coincidano con quelli di un settore. Settore che oltre alla salute dei giocatori e dei tifosi deve anche preoccuparsi di non cadere nel baratro dei fallimenti?”.

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