Libero De Rienzo come è morto Picchio l’ipotesi di reato della Procura disposta l’autopsia

Libero De Rienzo come è morto Picchio l’ipotesi di reato della Procura disposta l’autopsia

Gloria Satta per ilmessaggero.it

Andarsene a 44 anni in una notte d’estate mentre il cellulare squilla a vuoto da ore e i familiari allarmati si precipitano trovandoti senza vita. Libero De Rienzo è morto all’improvviso nella sua casa di Roma, in zona Madonna del Riposo.

Era uno degli attori italiani più brillanti e anticonformisti della sua generazione, lanciato dal ruolo del cronista-eroe del Mattino Giancarlo Siani nel film Fortapàsc di Marco Risi (2009), un David di Donatello vinto nel 2002 per la commedia-cult Santa Maradona di Marco Ponti. Libero lascia la moglie scenografa Marcella Mosca e due bambini di 6 e 2 anni.

Era apparentemente in buona salute ma è stata disposta l’autopsia dalla Procura di Roma che ha aperto un fascicolo d’indagine per «morte come conseguenza di altro reato» (articolo 586 Codice Penale): gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, non vogliono escludere nessuna ipotesi.

Libero De Rienzo, talento multiforme

Unica certezza, per ora, lo choc che si è impadronito del mondo del cinema: sguardo trasparente, a volte malinconico, talento multiforme, spirito generoso, l’attore era amato e rispettato da tutti. E tutti lo chiamavano Picchio.

«Era energia pura, una luce che non si spegnerà», dice affranto il regista Nicolangelo Gelormini. L’anno scorso ha diretto Libero in Fortuna, il film sulla tragedia della bambina napoletana Fortuna Loffredo, scagliata giù da un palazzo dal pedofilo che l’aveva abusata.

«Il film è stato presentato alla Festa di Roma ma Libero uscì a metà proiezione: legatissimo ai suoi figli, non se la sentiva di arrivare fino in fondo», rivela Gelormini. «Era un professionista incontaminato, Libero di nome e di fatto, artista fino al midollo, un amico vero», aggiunge piangendo Marco Bocci, due anni fa regista e partner dell’attore nel film A Tor Bella Monaca non piove mai.

Di Rienzo era nato a Napoli il 24 febbraio 1977, ma viveva a Roma da anni tornando spesso nella sua città natale e passando molto tempo anche a Procida, l’amata isola in cui aveva organizzato anche un festival di cinema. Suo padre è il giornalista d’inchiesta Fiore De Rienzo, nome di punta della trasmissione Chi l’ha visto? e in passato aiuto-regista di Citto Maselli. La madre è scomparsa tempo fa ed proprio è accanto a lei, in Irpinia, che l’attore verrà inumato.

Libero inizia a lavorare nel cinema negli Anni Novanta e presto si fa un nome nelle produzioni indipendenti: gira Asini di Antonello Grimaldi, Mia sorella di Catherine Breillat, Benzina di Monica Stambrini e poi il mitico Santa Maradona. Nel 2005 esordisce nella regia con Sangue-La morte non esiste, un film sperimentale incentrato sull’incesto tra due fratelli.

Nel 2009 Marco Risi gli affida il personaggio di Siani, ucciso dalla camorra per il suo coraggio di giornalista. È la consacrazione, Libero inizia a girare un film dietro l’altro: Tutti al mare di Matteo Cerami, La Kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo, Miele di Valeria Golino, Chi ha ucciso Napoleone di Giorgia Farina, Smetto quando voglio di Sydney Sibilia a cui seguiranno gli altri due capitoli della saga, Smetto quando voglio-Masterclass e Smetto quando voglio-Ad Honorem.

Due anni fa è nel cast internazionale di I due Papi di Fernando Meirelles su Ratzinger e Bergoglio: accanto a Jonathan Pryce e Anthony Hopkins interpreta Roberto, l’assistente laico di Benedetto XVI. In Il caso Pantani di Domenico Ciolfi è Jumbo, l’amico del Pirata stroncato dalla droga nel 2004. Negli ultimi tempi Libero aveva girato due film ancora inediti: Una relazione di Stefano Sardo e Takeaway di Renzo Carbonera.

«Siamo stati insieme sul set per due mesi al Terminillo», ricorda commosso il protagonista di Takeaway Paolo Calabresi, «Picchio era dotato di una vitalità che non può essere associata alla morte». Ma perché lo chiamavano Picchio? «Forse perché anche lui era rapido di testa e nel parlare… Con lui abbiamo riso tantissimo, era un talento naturale, uno a cui non serviva nulla». Piangono De Rienzo anche i politici: il ministro Dario Franceschini, Giorgia Meloni, Matteo Salvini.

E sui social esplode l’omaggio: «Era bella la tua indolenza, e ora come si fa?», posta Roberto Saviano. Edoardo Leo: «Quanto mi hai fatto ridere, riposa in pace». Luisa Ranieri afferma che «le sue fragilità diventavano forza», per Anna Foglietta era «davvero libero», Claudio Santamaria parla di «grande dolore, grande rabbia». Michele Placido: «Che immenso dolore, sono amico di suo padre Fiore».

E poi Ivan Cotroneo, Vanessa Incontrada, Geppi Cucciari, Stefano Accorsi, Pupi Avati, Gian Marco Tognazzi, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, la squadra del Napoli, Don Luigi Ciotti. Le Iene ricordano: «Ci aiutò a smascherare un furbetto che usando il suo nome adescava le ragazze». E Alessandro Gassman rievoca il carisma di Libero: «Non ci siamo mai incontrati ma mi emozionavi. Fai un viaggio bello».

LIBERO DE RIENZO E’ MORTO A 44 ANNI D’INFARTO L’ATTORE NAPOLETANO