“L’Aria che tira” Myrta Merlino sorprende Vittorio Sgarbi in bagno “Fammi vedere fatto tutto” Imbarazzo e gelo

“L’Aria che tira” Myrta Merlino sorprende Vittorio Sgarbi in bagno “Fammi vedere fatto tutto” Imbarazzo e gelo

da liberoquotidiano.it

“Vedo che è finalmente arrivato Vittorio Sgarbi”. Così Myrta Merlino ha introdotto a L’aria che tira il suo ospite. Che è apparso visibilmente stanco e provato in volto. Il motivo è presto spiegato: “Sono stato in linea con la televisione fino alle 6.30 per i dati delle elezioni presidenziali americane”. Ed effettivamente il noto critico d’arte è stato collegato durante la notte con Nicola Porro, che conduceva uno speciale in diretta su Rete 4.

La curiosità è che Sgarbi ha anche avuto un momento di crollo intorno alle 5 del mattino, quando è stato pizzicato mentre dormiva sulla sedia e con l’auricolare ancora nell’orecchio. Anche dalla Merlino il critico d’arte non è sembrato sveglissimo, ma ha comunque regalato subito una gag con la conduttrice di La7 che si è prestata così: “Fammi vedere la barba, come te la sei fatta? Abbastanza bene, devo dire. Ben trovato Vittorio”.

Pietro Senaldi a L’aria che tira: “Donald Trump? No, l’unico negazionista del coronavirus è Giuseppe Conte”

“Magari vincerà Joe Biden, però oggettivamente che messaggio comunica, se non ‘facciamo perdere Trump’?”. Pietro Senaldi, ospite di Myrta Merlino a L’Aria che Tira su La7, commenta così i momenti successivi alla notte elettorale americana. Che non ci ha ancora consegnato il vincitore delle presidenziali. Facendo un’analisi del lavoro svolto dal presidente degli Stati Uniti durante la pandemia da Covid, il direttore di Libero fa notare: “Si dice che Trump sia un negazionista. E’ un negazionista dal punto di vista sanitario, dal punto di vista economico ha preso il virus molto più seriamente di Conte. Il vero negazionista economico è Giuseppe Conte”.

Secondo Senaldi, quindi, i punti forti del capo della Casa Bianca in epoca Covid sono stati l’economia e il sostegno che ha dato alle imprese. Mentre tra i punti deboli c’è la comunicazione presidenziale. Infine una riflessione sul sistema sanitario statunitense: “La sanità americana ha delle pecche enormi, ma da molto prima di Trump. Non credo che se ci fosse stato un altro repubblicano o un democratico o chiunque altro, l’America avrebbe saltato il virus come si salta la corda. Sarebbe stata comunque una tragedia – ha continuato il direttore di Libero -. Inoltre, gli Stati dove ci sono stati più morti sono la California e New York, Stati tradizionalmente democratici”.

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