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“L’anno della lepre” di Arto Paasilinna leggi la recensione

Titolo: L’anno della lepre
Autore: Arto Paasilinna
Genere: Narrativa
Editore: Iperborea
Pagine: 208
Prezzo: Euro 14,00
Prezzo e-book: Euro 8,99

Giornalista quarantenne a Helsinki, Vatanen ha raggiunto quel momento dell’esistenza in cui di colpo ci si chiede quel “ma perché”. Che si è cercato sempre di reprimere, nascondendo a se stessi e agli altri che quel grigiore a cui si è arrivati a furia di rinunciare ai sogni. Di accettare compromessi, di rassegnarsi al logoramento delle amicizie, del lavoro, degli amori.

Quel qualcosa in cui siamo rimasti impigliati e in cui non ci riconosciamo, è in realtà la nostra vita. Una sera, tornando in macchina da un servizio fuori città con un amico fotografo, investe una lepre, che fugge ferita nella campagna. Vatanen scende dall’automobile, la trova, la cura e, sordo ai richiami dell’amico, sparisce con lei nei boschi intorno.

Arto Paasilinna è un vero e proprio scrittore di culto in Finlandia, ma è riuscito ad avere un grande successo all’estero per il suo modo di raccontare. Le suo opere sono uno spaccato della vita nordica costellata da tragedie, ma raccontate con un travolgente humor. Proprio come nel caso de “L’anno della lepre”.

Il romanzo, scritto nel 1975, è tutto incentrato sulle vicende di Vatanen. Un giornalista stanco e depresso che decide di mollare tutto e vivere a stretto contatto con una lepre e con la natura. Sin dall’inizio cominciano le peripezie, che però sono raccontate in modo egregio e fanno sorridere il lettore.

Si empatizza subito con il protagonista, soprattutto per il suo profondo amore per la lepre e la natura e per il suo senso di libertà. Tutto il romanzo è incentrato sul rapporto con la natura che è diametralmente opposto alla vita in città. Le regole, i comportamenti e il rapportarsi con la civiltà snaturano l’uomo e Vatanen lo capisce e preferisce isolarsi. La lepre ricambia con un affetto e un amore incondizionato, sa che con lui non corre pericoli.

In “L’anno della lepre troviamo le caratteristiche tipiche della scrittura nordica. Tanta malinconia, ma che viene esorcizzata prendendosi in giro con uno humor che spesso può spiazzare, ma che va a braccetto con il surreale. Il tutto rende la lettura scorrevolissima e piacevole, anche grazie a una scrittura molto essenziale e veloce.

“L’anno della lepre” è un romanzo piacevolissimo, tiene incollato fino alla fine il lettore. E’ impossibile smettere di leggere, perchè la curiosità è insaziabile. Il libro piacerà sicuramente agli amanti della letteratura nordica, ma travolgerà anche chi per la prima volta prenderà in mano questo romanzo. Piccola chicca il bellissimo finale che fa gridare: “Viva la libertà!”.

Barbara Piergentili

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