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“La straniera” di Claudia Durastanti leggi la recensione

Titolo: La straniera
Autore: Claudia Durastanti
Genere: Narrativa
Editore: La Nave di Teseo
Pagine: 285
Prezzo: Euro 18,00
Prezzo e-book: Euro 9,99

La storia di una famiglia somiglia più a una cartina topografica che a un romanzo, e una biografia è la somma di tutte le ere geologiche che hai attraversato. Come si racconta una vita se non esplorandone i luoghi simbolici e geografici, ricostruendo una mappa di sé e del mondo vissuto? Figlia di due genitori sordi che al senso di isolamento oppongono un rapporto passionale e iroso.

Emigrata in un paesino lucano da New York ancora bambina per farvi ritorno periodicamente, la protagonista della Straniera vive un’infanzia febbrile. Fragile eppure capace, come una pianta ostinata, di generare radici ovunque. La bambina divenuta adulta non smette di disegnare ancora nuove rotte migratorie: per studio, per emancipazione, per irrimediabile amore. Per intenzione o per destino, perlustra la memoria e ne asseconda gli smottamenti e le oscurità.

Ne “La straniera” Claudia Durastanti (finalista al Premio Strega 2019) racconta la sua vita, incentrando tutto sul rapporto con la madre. La donna, infatti, è la parte centrale di tutto. Nella prima parte l’autrice scrive dell’incontro tra i genitori e di tutte le difficoltà della madre di adeguarsi alla società e alla vita in genere.

Nel libro è sempre presente la disabilità di cui sono affetti i genitori: la sordità. La scrittrice, anche quando parla delle sue difficoltà nel relazionarsi con il mondo fa sempre un parallelismo con la madre sorda. La disabilità viene utilizzata per raccontare le difficoltà che ha la madre, ma anche la scrittrice. Perchè ovviamente vive sulla sua pelle di riflesso quello che accade: la famiglia della madre che non riesce mai a comunicare troppo bene con la donna.

La Durastanti con un modo di scrivere molto diretto parla della sordità, ma non lo fa mai con vittimismo. Anzi, analizza in modo molto incisivo quello che non va e andrebbe assolutamente cambiato. Colpisce molto quando parla dei sottotitoli e dei traduttori, evidenziando delle inesattezze. Ma che per chi vive a stretto contatto con la sordità si stupisce di quanto siano grossolani come ‘errori’.

Leggendo “La straniera” la scrittrice fa capire al lettore che il concetto di ‘straniero’ non è solo quello geografico, ma anche chi ha una disabilità. Infatti come nel caso dei genitori si sentono sempre inadeguati perchè non c’è mai un modo univoco per capirsi e spesso non è facile adeguarsi. Per la Durastanti siamo sempre stranieri.

“La straniera” non è una lettura semplice e alcuni lettori potrebbero trovarsi spiazzati, perchè la scrittrice alterna romanzo a parti saggistiche. Ma proprio le sue analisi sono quel quid in più che rende il libro molto interessante. Non fa mai del moralismo spicciolo, ma dà ottimi spunti di riflessione che possono trovare una continuità con il lettore. Una bella lettura.

Barbara Piergentili

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