“La Dea Fortuna” la recensione del film

“La Dea Fortuna” la recensione del film

Distribuzione: Warner Bros. Pictures

Regia: Ferzan Ozpetek
Cast: Stefano Accorsi, Edoardo Leo, Jasmine Trinca, Serra Yilmaz, Barbara Alberti, Sara Ciocca, Pia Lanciotti, Edoardo Brandi, Cristina Bugatty, Filippo Nigro
Genere: Drammatico
Durata: 118 minuti
Voto: ♥♥♥1/2 (su 5)

La trama

Alessandro e Arturo stanno insieme insieme da più di 15 anni. Come molte coppie di lunga data, anche la loro, mossa all’inizio da un forte vento di passione, si è trasformata col tempo. I momenti focosi sono diminuiti, lasciando spazio a un grande affetto. Ultimamente, però, il loro legame sembra non riuscire più a superare alcun ostacolo, trascinando il loro rapporto in una logorante crisi relazionale. Un giorno Annamaria, la migliore amica di Alessandro lascia in custodia a lui e al suo compagno i due figli. L’improvviso arrivo dei bambini nelle loro vite dà una svolta alla coppia e alla noiosa routine in cui sono caduti.

“La Dea Fortuna” parla di smarrimenti di adulti e bambini, persi in labirinti che, al chiuso o all’aperto che siano, ci fanno interrompere il contatto con le nostre anime e con quelle degli altri

Ferzan Ozpetek torna nel suo micromondo, quello racchiuso in un appartamento romano, dove c’è spazio per tutti. Il regista fa di nuovo capolino nel suo habitat naturale, laddove i sentimenti sono più importanti delle carte d’identità e ognuno può essere sé stesso fino in fondo. “La Dea Fortuna” parla di smarrimenti di adulti e bambini, persi in labirinti che, al chiuso o all’aperto che siano, ci fanno interrompere il contatto con le nostre anime e con quelle degli altri. E’ una pellicola che vede la perdita della memoria come una benedizione, perché costringe ad innamorarsi di nuovo ogni giorno, come fosse la prima volta.

“La Dea Fortuna” la recensione del film

I due protagonisti, invece, hanno la ‘maledizione’ di ricordare tutto. Fin dal primo momento in cui si sono conosciuti. La loro è una memoria fatta solo di occhi, non digerita con lo stomaco del cuore che, invece, è ciò che veramente conta. Con “La Dea Fortuna” Ozpetek segue la coppia nel loro percorso di rinascita, che passa per il tornare bambini. Ad aiutarli in questo viaggio c’è la presenza eterea e salvifica del personaggio interpretato splendidamente (ma non è una novità) da Jasmine Trinca. E’ lei che li guida e li redarguisce quando sbagliano. E’ lei che li costringe ad urlarsi contro, a vomitarsi rancore, per poi riportarli pesantamente a terra, ricordandogli quanto sia greve l’esistenza umana e quanto, proprio per questo, abbia bisogno di volare alto sopra le piccole e grandi incomprensioni quotidiane.

Edoardo Leo e Stefano Accorsi sono una coppia formidabile, che duetta sul set con una naturalezza in grado di far ridere e commuovere gli spettatori

“La Dea Fortuna” può contare sulle splendide interpretazioni dei due protagonisti. Edoardo Leo e Stefano Accorsi sono una coppia formidabile, che duetta sul set con una naturalezza in grado di far ridere e commuovere gli spettatori. Sono memorabili tutti i loro ‘scambi’, seguiti con maestoso senso del teatro dalla telecamera del regista. Nella prima parte, in particolar modo, il film ha meccanisimi praticamente perfetti e sembra di essere tornati ai fasti de “Le fate ignoranti” e “Saturno contro”. Purtroppo, qualche repentino cambio di registro verso il genere ‘gotico’ (l’entrata in scena del personaggio di Barbara Alberti è emblematica in tal senso), rompe, in parte, l’incantesimo e lascia l’amaro in bocca. La scena finale, però, è potentissima nella sua carica emotiva e restituisce tutta la meraviglia di quello che può considerarsi il miglior film di Ozpetek da “Mine vaganti” a questa parte.

Francesco G. Balzano

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