“Joker” la recensione del film

“Joker” la recensione del film

Regia: Todd Phillips
Cast: Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Bill Camp, Zazie Beetz, Brett Cullen, Frances Conroy, Glenn Fleshler, Marc Maron, Douglas Hodge, Josh Pais, Shea Whigham
Genere: Thriller, Drammatico, Giallo
Durata: 122 minuti
Voto: ♥♥♥♥

La Trama

Joker, il film di Todd Phillips è incentrato sulla figura dell’iconico villain, ed è una storia originale. Diversa da qualsiasi altro film su questo celebre personaggio apparso sul grande schermo fino ad ora. L’esplorazione di Phillips su Arthur Fleck, interpretato in modo indimenticabile da Joaquin Phoenix, è quella di un uomo. Un uomo che lotta per trovare la sua strada in una società fratturata come Gotham. Durante il giorno lavora come pagliaccio, di notte si sforza di essere un comico di cabaret. Ma scopre che lo zimbello sembra essere proprio lui. Intrappolato in un’esistenza ciclica sempre in bilico tra apatia e crudeltà, Arthur prenderà una decisione sbagliata. Decisione che provocherà una reazione a catena di eventi, utili alla cruda analisi di questo personaggio.

“Todd Phillips affronta il genere cine-comic non facendo un cine-comic. Come fanno solo i grandi autori”

“Joker” è un film sorprendente, sotto vari punti di vista. Prima di tutto, la straordinaria ‘metamorfosi’ del regista Todd Phillips. Si, perché il regista della trilogia di “Una notte da leoni” e altre commedie di serie B, prodotti, al più, divertenti, ma decisamente non memorabili, qui diventa un autore. Un autore credibile, addirittura. E non solo per la qualità del girato, ma soprattutto per come ha affrontato il genere ‘cine-comic’. Cioè non facendo un ‘cine-comic’, bensì utilizzando la storia di un personaggio dei fumetti per parlare di altro. Così, la vicenda di Arthur Fleck diventa un pretesto per descrivere, con spietato senso del grottesco, la società moderna.

“Joker” la recensione del film

Il protagonista ha in sé molte personalità, molti ruoli, molte situazioni che, a volte troppo distrattamente, osserviamo uscendo di casa. Arthur è lo scarto, il diverso. L’uomo che, viaggiando sulla metro, guardiamo con senso di schifo. Quello che, a nostro insindacabile giudizio, è ‘strano’, non meritevole di stare in mezzo agli altri. Un individuo da prendere a calci, finché non verrà rifilato nell’angolino in cui merita di stare. Ma Arthur è anche il futto inevitabile di questo nostro atteggiamento. Ovvero un individuo che cova rabbia, l’accumula e, quando sente ormai definitivo l’abbandono del prossimo, esplode ormai inevitabilmente e inesorabilmente.

“Mettete le parole di Arthur in bocca ad uno dei tanti leader politici italiani ed internazionali. Rabbrividirete al pensiero di quanto suonino credibili”

Infine, Arthur, diventa una farfalla al contrario. Non bella, anzi di una inquietante bruttezza, ma pronta a sfruttare al peggio ciò che è. Vola e si bea di ciò che ha creato, tutt’altro che pentita, anzi fiera, dell’incendio causato e sopra il quale spiega le sue ali. C’è un dialogo, tra il Joker ed il poliziotto che lo sta scortando fino al carcere, che recita più o meno così: “Non vedi tutto questo caos? Lo sai che è tutta colpa tua?” “Lo so. Non è bellissimo”. Bene. Mettete le parole di Arthur in bocca ad uno dei tanti leader politici italiani ed internazionali. Rabbrividirete al pensiero di quanto suonino credibili.

Solo Robert De Niro, nel cast, riesce a tenere testa alla straripante interpretazione di Phoenix, ma è un gradino sotto.

Ma i meriti di Todd Phillips finiscono dove iniziano quelli (enormi) di Joaquin Phoenix. Se il Joker ha tutte queste maschere, anche quando è senza trucco, il merito è solo suo. Grazie ad un interpretazione memorabile, infatti, riesce a rendere credibile il suo personaggio in tutti i suoi stadi. Che sia ultimo o leader, poco importa. Arthur ha sempre un contenuto attendibile. Se nella prima fase, l’attore riesce quasi a farcelo compatire, col passare dei minuti ci resituisce tutta la sua inquietudine, quella sua fiammella interiore pronta, man mano, a spegnersi. Fino a diventare buio pesto. Solo Robert De Niro, nel cast, riesce a tenere testa alla straripante interpretazione di Phoenix, ma è un gradino sotto. Incredibilmente.

Francesco G. Balzano

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