‘In campo con Flavio’ – Champions ed Europa League verdetti finali: Roma agli ottavi Napoli fuori
‘In campo con Flavio’ – Champions ed Europa League verdetti finali: Roma agli ottavi Napoli fuori
Si chiudono le League Phase di Champions e Europa League, agli ottavi la Roma, fuori il Napoli. In questa settimana si è giocata l’ultima giornata della League Phase di Champions e di Europa League, che ci ha regalato due notti di calcio bellissime, fatte di gol e di colpi di scena. Nella giornata di mercoledì, in cui si sono giocate tutte le partite di Champions, sono scese in campo le nostre italiane: Inter, Atalanta, Juventus e Napoli. Mentre giovedì, in Europa League, hanno giocato Bologna e Roma. In Champions le tre italiane sono andate in trasferta: l’Inter a Dortmund contro il Borussia, l’Atalanta a Bruxelles contro l’Union Saint-Gilloise e la Juventus a Montecarlo contro il Monaco. Il Napoli, invece, ha giocato in casa contro il Chelsea di Rosenior.
I partenopei devono per forza vincere, in caso contrario sarebbero con molte probabilità fuori dalla Champions. È una partita subito combattuta, con i partenopei che ovviamente spingono in avanti per evitare l’eliminazione, ma, date le tantissime assenze, in caso di contropiede del Chelsea il Napoli soffre parecchio. Il Chelsea infatti capisce subito e inizia a giocare in contropiede, così, al 19’, subisce un calcio di rigore. Ripartenza guidata da James che crossa in mezzo dalla destra, palla che viene deviata di mano da Juan Jesus. Sul dischetto Fernandez, che batte Meret ad incrociare, vantaggio dei Blues.
Si apre adesso la partita, con occasioni da una parte all’altra, ci provano Joao Pedro e Di Lorenzo. Alza il baricentro il Napoli che cerca il gol e lo trova al 33’, con un ragazzo del settore giovanile. Vergara salta con una veronica Fofana e calcia col sinistro a incrociare, bellissimo gol da parte di Antonio Vergara che trova il pari. Continua ad attaccare la formazione di Conte che, appena dieci minuti dopo il pareggio, raddoppia e si porta in vantaggio. Cross basso di Olivera, Hojlund anticipa tutti sul primo palo e trafigge Sanchez, mandando in estasi il Maradona.
Vantaggio, a mio avviso, meritato del Napoli, che ha alzato il baricentro con grande rapidità, bucando Sanchez per due volte e andando in vantaggio. Entra Palmer nel secondo tempo, che mette subito in difficoltà la difesa del Napoli, non abituata a marcare un trequartista dalle sue caratteristiche.
Entra subito nella manovra del Chelsea l’ex City che, al 61’, fornisce l’assist del pari. L’inglese serve Joao Pedro che si gira in un fazzoletto e calcia fortissimo all’incrocio, trovando un gol bellissimo e lasciando fermo Meret. Secondo eurogol del match dopo quello di Vergara.
Si abbassano i ritmi del match, con i partenopei momentaneamente fuori dalle 24. Dopo l’ingresso di Lukaku, che serve ad appesantire l’attacco e a tenere il pallone. All’82’, però, arriva la doccia fredda. Ancora Palmer che scambia con Joao Pedro, con l’ex Brighton che parte in campo aperto, si presenta in area ed incrocia col mancino in porta. Risultato che manderebbe fuori dalle prime 24 i partenopei e dentro le prime otto i londinesi. Finisce così il match, con il Chelsea che sbanca il Maradona col risultato di 2-3. Napoli ancora segnato dalle numerose assenze, che ora potrà concentrarsi esclusivamente sul campionato.
Gioca in trasferta, invece, l’Atalanta che perde con l’Union Saint-Gilloise, una partita che fondamentalmente si è giocata con ritmi bassi, con la Dea a fare la partita e i belgi a pressare e a dare fastidio alla manovra dei nerazzurri. Prova a giocare in contropiede la squadra di casa che fa spesso riferimento al suo centravanti Ed Hadj, che fa sponde e tiene molti palloni. Solamente una chance per parte nel primo tempo, con Florucz che aveva saltato Sportiello ma sulla linea ha trovato Hien che gli ha impedito la gioia del gol. Alla fine del primo tempo arriva la chance bergamasca con Lookman che impegna Scherpen, che però si distende e para agevolmente.
Secondo tempo che si gioca su ritmi bassissimi, senza chance nella prima metà di frazione; l’unica, e forse la più importante, è quella che porta al gol Khalaili al 70’. La mezz’ala israeliana raccoglie al volo il calcio piazzato di Ed Hadj e deposita la palla in rete. Tutto chiuso in difesa adesso l’USG che non lascia spazi all’Atalanta, che però si divora la chance del pari al 91’. Calcia malissimo Sulemana su cross teso di De Ketelaere, mandando la palla a lato in modo sporco. Finisce così, 1-0, con l’Atalanta che perde una potenziale occasione per arrivare nelle prime otto.
A mio avviso il risultato più giusto era il pareggio, dato che il match si è sempre giocato su ritmi bassi ed anche perché le due squadre hanno avuto lo stesso numero di occasioni salienti, due per parte.
In caso di tre punti, infatti, la Dea sarebbe andata direttamente agli ottavi, ora dovrà invece passare per i playoff di febbraio.
In Germania gioca l’Inter contro il Borussia Dortmund, una partita che si sblocca nel secondo tempo con la Beneamata che trova i due gol che le consentono di sbancare il Signal Iduna Park tra l’80’ e il 91’. Più Inter che Borussia Dortmund nella complessità del match, soprattutto nel primo tempo, quando l’Inter ha tre occasioni importanti con Bonny, Bisseck e Thuram. Il Borussia, dal canto suo, si divora una grandissima occasione dopo 11 minuti con Guirassy che colpisce male il pallone davanti a Sommer. Il primo tempo si conclude col risultato di 0-0, a mio avviso meritava qualcosa in più l’Inter, che ha avuto più occasioni rispetto ai gialloneri, che però si sono difesi bene, con Schlotterbeck e Kobel protagonisti con ottimi interventi.
Si apre la partita nel secondo tempo, esce fuori anche il Borussia che riesce a impensierire la difesa dell’Inter, anche e soprattutto grazie al subentrato Adeyemi, aiutato anche da Bellingham. Dopo altre due occasioni, con Frattesi ed Acerbi, passa l’Inter. Calcio di punizione dal limite dell’area all’80’, che va a battere Dimarco. Il numero 32 trova una bellissima conclusione che disegna una traiettoria imparabile per Kobel, che può solamente toccare prima di vedere il pallone insaccarsi in rete.
Spinge in questa fase in avanti il Borussia che però non riesce a creare particolari occasioni, pur tenendo sempre il possesso e mettendo alle strette l’Inter. I nerazzurri, però, al 94’, ripartono e trovano il gol del doppio vantaggio. Lascia troppi spazi in difesa la formazione di Kovac, tutta riversa in avanti, e ne approfitta Diouf che vince un rimpallo in area e trova la conclusione vincente per battere Kobel. La vince l’Inter che però non si regala gli ottavi diretti a causa della vittoria del Manchester City, anche i nerazzurri dovranno passare per i playoff di febbraio.
La terza italiana che dovrà giocare i preliminari prima di arrivare alla fase ad eliminazione diretta è la Juventus, che pareggia 0-0 a Montecarlo in una partita senza emozioni, con il Monaco che ha molte occasioni nella prima frazione ma non riesce mai a trovare la via del gol. La Juventus non riesce ad uscire dalla sua metà campo nella prima mezz’ora, quando al Monaco viene annullato un gol, e molte occasioni vengono parate da un ottimo Mattia Perin. Nemmeno nella seconda frazione la Juventus riesce ad impensierire la difesa monegasca, ma non riesce a farlo nemmeno il Monaco. È un secondo tempo con molto possesso palla sterile da parte delle due squadre, che non riescono mai a cercare i rispettivi centravanti, dando vita ad una ripresa noiosa e priva di occasioni.
Finisce così il match, a mio avviso meritava qualcosa di più nel primo tempo il Monaco, mentre nel secondo tempo è stato giusto il pareggio. Si qualificano direttamente agli ottavi Arsenal, Bayern Monaco, Liverpool, Tottenham, Sporting Lisbona, Barcellona e Chelsea, a sorpresa condannato ai playoff il Real Madrid, sconfitto dal Benfica in Portogallo. La squadra di José Mourinho ha segnato il gol che le ha permesso di qualificarsi ai playoff con Anatoly Trubin, l’estremo difensore delle Aquile, un evento che non accade proprio tutti i giorni.
In Europa League giocano invece Roma e Bologna, entrambe in trasferta, rispettivamente contro Panathinaikos e Maccabi Tel Aviv. Se i rossoblù vincono agevolmente, i giallorossi faticano, in dieci dal 15’, a pareggiare la partita, ma anche questo risultato permette loro di qualificarsi direttamente agli ottavi. A Tel Aviv domina sin dal primo minuto il Bologna, che riesce a domare gli israeliani facilmente, uscendo palla al piede anche dal basso, permettendo a Castro di giocare tanto, facendo sponde e giocando sporco. C’è però sempre qualche svarione difensivo del Bologna, che lascia ad Harush prima e ad Andrade poi la possibilità di presentarsi davanti a Skorupski indisturbati. Non hanno mai centrato la porta, però, i due centrocampisti. Al 36’ riesce però a passare in vantaggio il Bologna. Calcia Moro da fuori area, para Melika ma non trattiene e ne approfitta Rowe che con il tap-in vincente segna la rete del vantaggio.
Finisce così la prima frazione, meritava forse il pari il Maccabi date le due enormi occasioni avute con Harush e Andrade. Va subito sullo 0-2 il Bologna ad inizio secondo tempo con Orsolini che, dopo una bellissima azione personale, riesce a concludere col mancino trovando l’angolo e lasciando fermo Melika. Addormenta la partita il Bologna, che a mio avviso ha meritato il raddoppio anche per le azioni arrivate dopo il gol di Orsolini, girando il pallone lentamente e facendo correre gli avversari.
Dopo il calcio di rigore revocato per presunto fallo su Zortea, la chiude il Bologna. Al 94’ Cambiaghi va in percussione, bruciando la fascia, e crossa verso Pobega. L’ex Milan calcia di prima intenzione e batte Melika, trovando la rete che chiude definitivamente la partita. Non riesce però ad approdare agli ottavi diretti il Bologna, solamente per mano della Roma di Gasperini. La formazione del tecnico di Grugliasco scende in campo ad Atene contro il Panathinaikos. Iniziano bene i giallorossi, che si fanno subito vedere in attacco con Tsimikas e Soulé, ma senza riuscire a segnare.
Dopo 15 minuti, però, viene espulso Mancini. Il difensore della Roma ferma in campo aperto Pantovic, l’arbitro inizialmente dà il cartellino giallo al numero 23, poi però, a seguito di revisione, cambia il colore del cartellino che diventa rosso. Ovviamente in salita ora la partita dei giallorossi, che non riescono più ad attaccare con continuità come facevano nel primo tempo, mentre guadagnano metri i greci, che colpiscono anche una traversa al 38’ con Katris. Meritava qualcosa di più la Roma nella primissima parte di match, dato che è stata in attacco per molto tempo, mettendo alle strette il Panathinaikos. Termina così il primo tempo. Il Pana rientra in campo molto più offensivo, mettendo una forte pressione ai difensori della Roma, Ziolkowski, Ghilardi e il subentrato Ndicka.
Il secondo, comunque autore di una buona partita, commette l’errore che porta al gol la formazione di Benitez. L’ex Verona prova un colpo di testa all’indietro che però sbaglia totalmente, ne approfitta Taborda che batte Gollini, che poteva e doveva fare meglio, 1-0. Con questo risultato la Roma non andrebbe agli ottavi diretti, ma dovrebbe passare per i playoff.
I giallorossi però, come successo contro il Milan, subito dopo aver preso il gol rialzano la testa e continuano ad attaccare. Hanno infatti un’occasione con Rensch e poi, all’80’, riescono a trovare il gol del pari. Pisilli crossa al centro, sporca deviazione da parte di un difensore del Pana che favorisce Ziolkowski. Il classe 2005 tocca il pallone di testa e lo spedisce in rete, 1-1.
Va benissimo questo risultato per i giallorossi, che infatti lo mantengono fino al termine del match. Giusto il pareggio, dato che le due squadre nella seconda frazione hanno avuto un’occasione per parte, che hanno saputo sfruttare. Direttamente agli ottavi di Europa League vanno Lione, Aston Villa, Midtjylland, Betis, Porto, Braga, Friburgo e Roma. Arrivano ottavi i giallorossi, a +1 sul Bologna decimo ed a pari punti, ma con differenza reti migliore, rispetto al nono Genk.
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