Imbucato teatrale la recensione di “Donchisci@tte”

Imbucato teatrale la recensione di “Donchisci@tte”

Asserragliati in un garage con armature, spadoni e webcam mentre nel distopico mondo esterno un’occhiuta polizia sembra controllare ogni movimento, due strambi personaggi si confrontano. Formulando strampalate teorie per risolvere i problemi più complessi dell’esistenza, per poi ritrovarsi a vivere le emozioni più semplici. La fame, la rabbia, e soprattutto l’amore.

L’afflato vulcanico e visionario del più anziano, che come Don Chisciotte combatte contro i suoi personali mulini a vento, si scontra con il semplice ed a tratti infantile realismo del più giovane, naturalmente il suo scudiero. Fino all’epilogo che ci ricorda come in fondo valga la pena di combattere tutte le battaglie.

Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi, attraversando con ritmo ed intensità tutte le emozioni umane, ci raccontano una vicenda angosciosa, frenetica e tenera. Che, come una tela impressionista, ci rivela il suo significato solo se riusciamo a staccarci dal particolare per osservare l’insieme. Si sorride alle battute, ci si stupisce di fronte alle bizzarrie e si torna a casa con la consapevolezza di essersi affacciati sulla complessità dell’animo umano.

Maurizio Zucchetti

La recensione di “Sette Anni”

Imbucato Teatrale la recensione di “Sette Anni”

Quattro giovani imprenditori, amici prima che soci, debbono decidere chi fra loro si addosserà la colpa dei reati fiscali che hanno commesso insieme e che comportano, appunto, una pena detentiva di sette anni. Con l’aiuto di un professionista della mediazione trascorrono lunghe ore chiusi nel loro ufficio. Cercando di individuare chi si dovrà sacrificare per gli altri. Le diverse personalità ed i diversi caratteri si incontrano e si scontrano nella ricerca della soluzione. Fra esplosioni di violenza e scoppi di risate nervose.

Riemergono rancori lontani, si rinfacciano torti e silenzi vigliacchi. Fino al colpo di scena finale che, risolvendo apparentemente la situazione, si lascia alle spalle un cumulo di macerie. Carlo, Luigi, Marcello e Veronica, coadiuvati dal sornione mediatore Giuseppe, narrano la vicenda con ritmo elevato ed intensa passione. Coinvolgendo il pubblico nella sottile ragnatela dei loro rapporti personali sempre pervasi da una tensione sottesa, che cresce fino al parossismo finale. Da sottolineare l’affiatamento del gruppo, evidente nei numerosi cambi di registro interpretativo. Che, sottolineati dall’adeguato commento musicale, fanno trascorrere d’un fiato i 75 minuti dello spettacolo.

Maurizio Zucchetti