Imbucato teatrale la recensione di “Amore, divorziamo?”

Imbucato teatrale la recensione di “Amore, divorziamo?”

In scena al Teatro Golden 

Bentornato, teatro!

Ad oltre 15 mesi dall’ultima recensione al netto di qualche sporadica incursione estiva, questa rubrica riapre i battenti sperando di dimenticare il terribile periodo che tutti abbiamo passato.
Ricominciamo alla grande con il piacevole spettacolo scritto da Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli con Toni Fornari, che lo dirige, nel quale si approfondiscono tematiche importanti con leggerezza e divertimento. Insomma, con le consuete “bollicine del Golden”!

Stavolta si analizza l’amore: quello di Sandra e Carmelo solido, affidabile, apparentemente immutabile nel tempo. E quello emozionale, irruento, isterico, di Carla e Marco che si perdono e si ritrovano dopo dieci anni per scrivere la parola fine alla loro relazione… Ma siamo sicuri che le cose stiano proprio così?

Emanuela Fresi, Pietro Scornavacchi, Roberta Mastromichele e Danilo De Santis sono un gruppo affiatato che interpreta il testo con ritmo e tensione narrativa. Divertendo il pubblico con le numerose battute e le situazioni paradossali, ma inducendolo anche a riflettere su questo sentimento, fondamentale nelle relazioni umane.

Da sottolineare la spassosa coloritura romanesca del personaggio di Carmelo ed il delicato omaggio musicale al Maestro Franco Battiato.

Maurizio Zucchetti

La recensione di “A piedi nudi nel parco”

Imbucato teatrale la recensione di “A piedi nudi nel parco”

La classica commedia di Neil Simon, dalla quale fu tratto un fortunato film con Robert Redford e Jane Fonda. Ci racconta le peripezie di una coppia di giovani sposi alle prese con un appartamento all’ottavo piano, con la madre di lei e con l’ineffabile vicino Victor Velasco.

La messa in scena di Dario De Francesco è molto rispettosa del testo e, al netto di qualche calo di tensione recitativa forse dovuto all’emozione della prima, rende bene l’atmosfera della New York degli anni ’60. I quattro protagonisti si muovono sulla scena con buon affiatamento. Esprimendo efficacemente il diverso modo di affrontare la vita dei loro personaggi, fino all’immancabile lieto fine. Piacevoli le incursioni dell’uomo dei telefoni, sottolineate dall’onnipresente tormentone pubblicitario.

In chiusura vorrei esprimere il mio dispiacere per la decisione di chiudere i teatri. Oltre a penalizzare fortemente un settore fin troppo depresso, non trova alcuna rispondenza nei numeri. Dal giugno ad oggi, fra le diverse migliaia di spettatori che in tutta Italia hanno assistito agli spettacoli, uno solo ha contratto il Covid-19!

Maurizio Zucchetti