Imbucato Teatrale la recensione de “Il mercante di Venezia”

Imbucato Teatrale la recensione de “Il mercante di Venezia”

Giancarlo Marinelli riporta in scena il “classico dei classici” shakespeariano dopo l’edizione con Giorgio Albertazzi. Lo Shylock di Mariano Rigillo è meno etereo del precedente ma ugualmente distaccato, sornione e ammantato di una sua tragica dignità. Un ottimo gruppo di coprotagonisti, dalla sorprendente Porzia di Romina Mondello al tormentato Antonio di Ruben Rigillo, ai giovani Bassanio, Lorenzo e Graziano, lo coadiuva nel raccontarci la storia. Quella del furbo ebreo che vuole vendicarsi della discriminazione subita dal ricco mercante veneziano, quanto mai attuale in questi nostri tempi.

Ne resta alla fine sconfitto attraverso un cavillo legale che piega la giustizia al volere della classe dominante. Suggestiva la scenografia, appropriato il commento musicale la figura del Doge, caricaturale al limite della farsa, ben rappresenta lo sberleffo al potere. Da sottolineare l’ottima caratterizzazione che Cristina Chinaglia fa del servo Job. Trait d’union fra due mondi estremamente diversi appare come un burattino disarticolato. Ma in realtà, con la sua acuta intelligenza, tutto ha visto ed ha previsto.

Maurizio Zucchetti

Imbucato teatrale la recensione di “Valium”

Imbucato teatrale la recensione di “Valium”

Una compagnia teatrale molto eterogenea, durante le prove che si svolgono nel retropalco di un teatro e gli inevitabili litigi che ne derivano. Tenta di trovare la giusta armonia per mettere in scena un spettacolo che rappresenta l’ultima spiaggia per molti di loro.

I protagonisti della commedia diretta da Alessando Sena, ben caratterizzati dai rispettivi interpreti, riflettono tutti gli stereotipi del “teatro nel teatro”. La prima attrice insopportabile, il produttore ambiguo che fa affari con il boss che vuol far lavorare la sua amante. Il primo attore misterioso ed il regista ambizioso e cervellotico.

Il testo, al netto di qualche calo narrativo, è interpretato dagli attori con armonia e buon ritmo. Si ride per le battute paradossali e per i numerosi colpi di scena. Forse evitabile qualche riflessione filosofica fuori contesto.

Maurizio Zucchetti