Ilva Patuanelli e Di Maio si comportano come quei cani che abbaiano alla luna

Ilva Patuanelli e Di Maio si comportano come quei cani che abbaiano alla luna

Un cane che abbaia alla luna non è sano di mente, non si rende conto che il fenomeno lunare è molto più grande, mentre la luna lo guarda indifferente. Abbaiare alla luna è quanto di più inutile ci sia, inutile perchè nessuno lo ascolta, ed è fiato sprecato. Tali sono le minacce del ministro allo sviluppo, Patuanelli, e di Di Maio nella tragedia dell’ex ILVA, alla società Arcelor Mittal. Minacce che risuonano come l’ululato del cane infastidito dalla luce della luna. Questi personaggi che sconfiggono la povertà per decreto, aumentano anche l’occupazione per decreto, risolvono per decreto tutto quanto ritengono necessario.

Il M5S perde consensi per manifesta incapacità

Non capiscono che governare un Paese è difficile e complesso e non è nelle loro capacità, assai limitate. Stanno perdendo il consenso elettorale ricevuto, perché anche gli elettori che avevano riposto in loro grandi speranze, non avendo percepito la pochezza delle loro capacità, li stanno abbandonando. La questione ILVA è solo la più importante delle centosessanta crisi aziendali che in questo momento caratterizzano la situazione lavorativa e occupazionale del Paese. Le dichiarazioni di Patuanelli che minaccia l’ Arcelor Mittal di portarla in tribunale, sono come il cane che abbaia alla luna.

La vicenda dei due Marò non ha insegnato nulla a questo Governo

L’Italia da sola è come un Re Travicello che non spaventa nessuno. Se qualcuno ricorda quello che successe con i fucilieri italiani che per difendere una nave italiana, avevano sparato a pescatori indiani, scambiandoli per pirati, capirà che minacciare la più importante multinazionale al mondo dell’acciaio, mettendosi contro l’India è temerario e porterebbe solo danni. Con la Società indiana era stato raggiunto un accordo per la cessione dell’ex ILVA. Questo ccordo andava seguìto e monitorato da parte del Governo per fare in modo che si arrivasse ad una conclusione condivisa ed efficace. Un Governo serio si sarebbe dovuto preoccupare di seguire passo passo quanto pattuito. Ma invece di vigilare, per motivi squisitamente elettorali, ha ritenuto di poter intervenire unilateralmente su una parte importante dell’accordo. Una parte che serviva a tutelare i vertici della Società impegnata non solo nel ciclo produttivo. Ma anche nel risanamento ambientale.

Sul caso Ilva bisogna far coincedere l’esigenza di lavoro senza trascurare il fattore ambientale

L’ILVA rappresenta uno spaccato del Paese, diviso tra la necessità di mantenere un importante settore manifatturiero, che è stato l’asse portante del suo sviluppo industriale. E che ha dato benessere al Paese e lo ha collocato tra le prime sette potenze industriali al mondo. Ma c’è anche la necessità di trasformazione, attraverso la green economy in un Paese avanzato che guarda all’ambiente. Drammaticamente nell’ex ILVA troviamo entrambe le necessità, ma la soluzione non può essere o l’uno o l’altra. Anche perchè non ci può essere l’uno senza l’altra. Il Premier Conte sembra essersene reso conto, bontà sua, ma non riesce a imporre le soluzioni giuste. Per cui si assiste al solito balletto con il quale ognuno accusa l’altro nel tentativo di difendere le proprie posizioni elettorali.

Ilva Patuanelli e Di Maio si comportano come quei cani che abbaiano alla luna

Purtroppo il tempo non si può fermare e neanche l’evolversi degli avvenimenti. Non è attraverso una battaglia legale che si può pensare di dare una soluzione. Bisogna decidere a prescindere dalle convenienze elettorali e non c’è un piano “B” che funzioni. Anzi manderebbe tutto alla malora se si pensa che qualcuno ritiene di ricorrere ad una nazionalizzazione. Bisogna trovare un accordo a qualsiasi costo con realismo, l’Italia è un Paese fragile economicamente. Con il suo enorme debito pubblico e per l’assenza di una qualsiasi politica industriale, ha bisogno di capitali ed investitori. Coi quali intrattenere rapporti basati sulla fiducia e con regole certe. Questo governo con i 5 Stelle ne sarà capace? Se la risposta è no, allora sarà meglio che vadano a casa.

Mario Balzano

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