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“Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood leggi la recensione

Titolo: Il racconto dell’Ancella
Autore: Margaret Atwood
Genere: Narrativa
Editore: Ponte alle Grazie
Pagine: 400
Prezzo: Euro 16,80
Prezzo E-book: 9,99

Trama: In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Offred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Gilead: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette Ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione.

“Il racconto dell’ancella è stato scritto da Margaret Atwood nel 1985 ed è tornato alla ribalta in questi anni grazie all’omonima serie televisiva. E’ un romanzo distopico, ma molto vicino alla nostra epoca e proprio per questo colpisce molto. Piano piano entriamo nel mondo di Gilead: una dittatura che si è instaurata sul territorio degli Stati Uniti.

La figura della donna è totalmente depredata di tutto. Non possono leggere, studiare servono solo per procreare e oltre tutto lo possono fare sempre meno donne. Il resto è anche meno di un rifiuto. Le vicende sono narrate da Offred, un ancella di cui non sapremo mai il suo vero nome. Ormai è di proprietà di un uomo, e già questo potrebbe bastare, ma la Atwood è andata oltre.

La scrittrice con uno stile diretto e tagliente è riuscita a scavare ancora più a fondo. Il racconto di Offred è lento come le sue giornate. Ogni singola parola è ricca di sofferenza e insofferenza, per poi lasciare il posto alla potenza dei ricordi e alle emozioni. MA proprio questo ambiente alienate riesce nel suo ‘compito’: rendere sempre più sottile il confine tra i ricordi e il presente.

Margaret Atwood ne “Il racconto dell’ancella” ha caratterizzato alla perfezione i vari personaggi. Tutto il romanzo è una sceneggiatura per un film. La serie tv ha ovviamente apportato delle modifiche, ma lo scheletro è tutto nel romanzo. La Atwood ha dato una potenza e una profonda importanza ai colori. Il rosso delle ancelle è un pugno allo stomaco, ogni donna ha un suo (non)ruolo nella dittatura. E questo grazie ai colori, che hanno perso la loro bellezza, ora sono una condanna.

“Il racconto dell’ancella” è un bel romanzo distopico che destabilizza molto il lettore. E’ impossibile restare indifferenti, non porsi delle domande e capire anche la società moderna. Viene spontaneo chiedersi se e quanto siamo distanti da Gilead, la risposta potrebbe essere scontata, ma non si ha proprio una certezza. Il consiglio è di leggerlo anche se è già stata vista la serie tv, perchè le forti emozioni del romanzo non sono minimamente paragonabili.

Barbara Piergentili
(account Instagram: letture_barbariche)

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