Di Maio ha sconfitto la povertà e Conte non vuol essere da meno

Il premier Conte: “Il 2019 sarà un anno meraviglioso”… a spese dei poveri

Il “2019” sarà un anno meraviglioso, proclama il Presidente del Consiglio Conte nel commentare la situazione economica attuale contraddistinta dalla recessione in cui il Paese si trova in questo momento. Certo, dopo aver sconfitto la povertà, così aveva sentenziato lo sbalorditivo Di Maio, Conte non poteva essere da meno. E, dal momento che nella manovra, a suo dire, ci sono elementi strabilianti e innovativi non si capisce perché ci dobbiamo preoccupare.

Invece la situazione economica presenta dati sempre più evidenti di crisi. La produzione è in calo del 5,5% rispetto al 2018 e le stime UE prevedono una crescita per il 2019 dello 0,2% rispetto al 1% concordato in ribasso con l’Europa. Salvini e Di Maio dicono che non sono preoccupati per le valutazioni che arrivano dall’esterno. Questo perché le ritengono sostanzialmente sbagliate e vanno avanti con la loro manovra.

Il Governo non si preoccupa, ma i cittadini, invece, dovrebbero…

Purtroppo i cittadini, invece, debbono preoccuparsi. Perchè, contrariamente a chi siede negli scranni parlamentari, dovranno subirne le conseguenze in termini economici e non solo. La loro posizione e quella di tutti coloro che siedono in Parlamento, nonché di tutti quelli che sono stati collocati nei posti di potere con una spartizione selvaggia che ha premiato personaggi che hanno il solo titolo di essere amici degli amici, non subiranno penalizzazioni. Almeno fino a quando resteranno ai loro posti e le conseguenze della crisi che stanno creando si abbatteranno sui ricchi e i poveri di questo Paese. I ricchi però in qualche modo resteranno tali. Chi invece soffrirà ancora di più saranno i poveri che anzichè diminuire, aumenteranno. Perché la crisi che sta per arrivare renderà poveri anche quelli che hanno un reddito appena sufficiente, oltre a quelli che perderanno il posto di lavoro.

Tutto questo viene nascosto, per il momento, con le diatribe all’interno del Governo sulle decisioni da prendere. Tali decisioni, poi, vengono rinviate per mancanza di accordo o con liti che rendono incomprensibile la prospettiva di politica interna ed esterna.

Conte parla di un’ Italia apprezzata in tutto il mondo, ma non gli crede (quasi) nessuno

Il Presidente del Consiglio, nella sua narrazione, parla di un Paese apprezzato in campo internazionale e di una manovra economica che ci porterà tanto benessere. Anzi, per usare le parole di Di Maio, un vero boom economico. Non gli crede nessuno. Tranne coloro che avendoli votati, non vogliono smentirsi, continuando a credere alle incredibili fandonie degli attuali governanti.

Il punto però è che quando tra poco si ritroveranno a fare i conti con la realtà si accorgeranno che le posizioni di principio non portano nessun beneficio. Hanno solo portato al potere, con il loro voto, una classe dirigente incapace che non si rende conto che sono diventati elite e poteri forti.

I sindacati (finalmente!) fanno sentire la loro voce

C’è intanto una grossa novità. I sindacati che sono stati silenti finora verso le politiche e gli atteggiamenti tenuti nei loro confronti da questo Governo, che li ha ignorati completamente, fanno finalmente sentire la loro voce. Ciò crea stupore nei 5 Stelle, che ritengono di essere contemporaneamente rappresentanti del popolo e governanti.

Se consideriamo tutte le gaffes e le fesserie contenute nella comunicazione del Presidente del Consiglio e dei rappresentanti del Governo, ci viene da dire: “Che casino!!!”

Mario Balzano

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