Questione Tav: il Governo ha scelto la sua ‘exit strategy’. Nel M5S è caos.

Il Governo prepara la mini-Tav, ma nel M5S scoppia la rissa dopo l’accordo con la Lega.

In poche ore, il Governo ha messo a punto una exit strategy per uscire dagli imbarazzi legati al capitolo Tav. In questo modo, sarà possibile far partire i bandi di gara entro marzo, senza perdere i 300 milioni dell’Unione europea. L’operazione, dunque, parte ma nasconde non pochi rischi, soprattutto per il M5S. Il senatore pentastellato torinese Alberto Airola ha messo subito tutti in guardia: “Se diciamo si esco esco dal Movimento e mi tengo il simbolo. Il messaggio è chiaro: il M5S non può dire si all’alta velocita. Tradirebbe tutte le battaglie fatte in Val di Susa, le sue origini e la sua storia.

Sarà pure così ma, intanto, bisogna registrare che è stato proprio il M5S a far partire questa operazione. A chiedere un supplemento di analisi alla commissione, infatti, è stato il premier Giuseppe Conte. . Non solo, perché nelle prossime settimane il Presidente del Consiglio incontrerà il Presidente francese Emmanuel Macron. Sarà anche l’occasione per ricucire i rapporti dopo l’incontro tra Di Battista, Di Maio e l’ala più violenta dei gilet gialli. Sempre fonti interne ai pentastellati, poi, fanno sapere che “l’unica possibilità, se vogliamo essere una forza di governo, è dire sì alla Mini-Tav. Senza di quello i fondi europei non potrebbero arrivare.”

Il Governo ha chiesto una nuova analisi costi/benefici sulla Tav

Marco Ponti, uno degli autori della prima analisi, conferma che il Governo ha chiesto un supplemento di studi. Servirà a considerare solo i costi e i benefici per l’Italia. Tra le critiche alla precedente analisi c’era quella che i costi superassero di 7 miliardi i benefici. Però il totale considerava anche le spese a carico di Francia e Unione Europea. Insomma, secondo un altro degli autori della prima analisi, Francesco Ramella, i costi italiani superano i benefici di 3 milardi e mezzo. Dunque una cifra molto lontana dai 7 della prima stima. Anche perché sommando i costi massimi che l’Italia dovrebbe sopportare per bloccare l’opera, si arriva a 4 milardi. Perciò, la domanda è: sarebbe più conveniente finirla o bloccarla? Ramella risponde: “Dipende dai costi delle penali”.

Toninelli non è preoccupato, ma Di Maio sì

Nel frattempo, il Ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha dato nuova linfa alla strategia del Governo. “Non mi preoccupa se parte una ricognizione tra le imprese in vista dei bandi di gara. Tanto in base alla legge francese è sempre possibile revocare le gare”, ha dichiarato. Arriva, dunque, un implicito via libera alla Telt, che è la società italo francese che realizza l’opera. Ora quest’ultima dovrà decidere entro marzo se far partire i bandi del tunnel di base. Il totale, al momento, è di 2,5 miliardi di euro. In base alla legge francese, comunque, la prima fase serve solo a sbloccare i finanziamenti europei. Contemporaneamente, poi, si raccolgono le disponibilità delle imprese a realizzare l’opera. Solo in un secondo momento, però, partiranno le gare vere e proprie.

Praticamente, su un piano strettamente politico, i 5 Stelle sbloccheranno i fondi europei potendo dire di non aver ancora deciso. Salvini, nel frattempo, sarà agevolato nella richiesta di un referendum. Del resto, almeno su questo, troverà una spalla nel Presidente della Regione Piemonte, Chiamparino. Si può attendere ancora un po’, insomma, ma alla fine si dovrà scegliere.

Di Maio dovrà scegliere: sta con la Tav (e la Lega) o col M5S?

Su questo Di Maio potrebbe rompre con l’ala più conservatrice del M5S. Il suo sì alla cosiddetta ‘Mini-Tav’, anche se di Tav si tratterebbe, garantirebbe governabilità e ricucirebbe il rapporto tra imprese del nord e Governo. Però c’è anche il rischio concretissimo di far implodere il Movimento. Si ritroverbbe contro anche il fondatore Beppe Grillo, il Presidente della Camera Fico e Alessandro Di Battista. E’ opportuno? Alcuni dei suoi amici al governo gli sconsigliano questa mossa. D’altro canto, però, bisogna decidere. E la scelta, in un senso o nell’altro, non potrà essere indolore.

Francesco G. Balzano

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