“Il discorso perfetto” scheda e recensioni del film

“Il discorso perfetto” scheda e recensioni del film

Distribuzione: I Wonder Pictures

Genere: Commedia
Anno: 2020
Regia: Laurent Tirard
Cast: Benjamin Lavern, Sara Giraudeau, Kyan Khojandi, Julia Piaton, François Morel, Guilaine Londez, Sébastien Chassagne, Christophe Montenez, Adeline D’Hermy, Laurent Bateau, Jean-Michel Lahmi, Sarah Suco, Sébastien Pouderoux, Marilou Aussilloux
Durata: 87 minuti
Paese: Belgio, Francia
Voto (media ponderata): 2.5 (su 5)

La trama

Adrien è bloccato in una lunghissima cena di famiglia in cui il futuro cognato gli chiede di preparare un discorso per il suo matrimonio. Il protagonista però è in preda ad una crisi di mezza età e, come se non bastasse, la sua fidanzata lo sta lasciando. Potrebbe andar peggio di così?

“Il discorso perfetto” scheda e recensioni del film – La recensione di ComingSoon.it

Laurent Tirard riparte con un piccolo film in libertà, dopo grosse produzioni in costume dall’alto budget come “Asterix & Obelix al servizio di sua maestà”. O i due capitoli delle avventure del Piccolo Nicolas. Il discorso perfetto evita la staticità e il rischio di una teatralità soffocante proprio con questa interazione fra Adrien, il pubblico e la pre-visualizzazione di cosa sarebbe accaduto scegliendo in un modo o nell’altro, con dei flash forward da libro game. Esercizio di stile funzionale che si vede con piacere e non nasconde momenti di malinconia relativi al tempo che passa. E alle scelte che si compiono troppo presto o troppo tardi.

Recensione di Mauro DonzelliVoto: 3 (su 5) – Leggi la recensione completa

“Il discorso perfetto” scheda e recensioni del film – La recensione di MyMovies.it

Il fortunato libro di Fabrice Caro diventa un film per mano del regista del Piccolo Nicolas e di Asterix e Obelix al servizio di sua maestà. Un film teatrale che consegna a Lavernhe il suo primo ruolo da protagonista.

Recensione di Marianna Cappi. Voto: 2.5 (su 5)Leggi la recensione completa

La recensione di MoviePlayer.it

Ci troviamo davanti un’operazione non semplice. Trasformare nel linguaggio del cinema i voli cerebrali, i pensieri e le elucubrazioni mentali del protagonista. Se da un lato è apprezzabile lo sforzo della regia e della scrittura di dare forma e immagine al flusso di coscienza che nella grammatica della pagina scritta trova una sua naturale collocazione, dall’altro il rischio è quello di rimanere incastrati in un fiume interminabile di parole. E nell’uso ripetitivo di alcuni meccanismi narrativi che alla lunga stancano lo spettatore. Una commedia cinica e spietata, dove però trova spazio anche le digressione romantica sui cuori infranti.

Recensione di Elisabetta Bartucca Voto: 3 (su 5) – Leggi la recensione completa

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